De Laurentiis all’UEFA: “Più soldi o nuova lega europea”

De-Laurentiis-ConferenceE’ un Aurelio De Laurentiis che continua a vestire i panni del “rivoluzionario” quello che ha parlato in esclusiva al quotidiano francese L’Equipe  di UEFA, diritti televisivi e del suo grande desiderio: una superlega europea che racchiuda i maggiori club europei: “Nei campionati a venti squadre siamo troppi. I nostri giocatori sono esposti a troppe partite, a cui si sommano, inoltre, gli appuntamenti internazionali. Se a tutto ciò aggiungiamo le Coppe nazionali…allora, ho voglia di ridurre il Campionato a sedici squadre e di fare un grande Coppa d’Europa che riunirebbe i cinque più grandi club dei cinque migliori campionati europei. “Una settimana – continua De Laurentiis – verrebbe dedicata al campionato nazionale, l’altra al campionato europeo con squadre come Manchester United, Real Madrid, Paris Saint-Germain, Bayern, Milan…“.Sarebbe una follia, la fine del mondo! Questa competizione potrebbe generare 5 miliardi di euro, una rivoluzione. Tutti i club avrebbero il dovere di chiudere i propri bilanci in positivo

MESSAGGIO A PLATINI –  “Se l’Uefa si ostina a non ascoltare questa proposta – prosegue De Laurentiis – allora bisognerà creare una Lega parallela. Ma spero che Michel Platini, con la sua cultura e la sua intelligenza, continui alla guida dell’Uefa e si apra al dialogo, perchè bisogna essere concreti: dobbiamo trovare i soldi. Devo ancora parlarne con Platini. Se desidera conservare il potere, che si sieda a un tavolo con i grandi club europei e discutiamo. Possiamo offrirgli un contratto di vent’anni, ma in cambio, deve portare più soldi. Per esempio, per aumentare le entrate, sarebbe interessante commercializzare le partite su internet. Platini – continua il presidente del Napoli – si ostina anche a vendere i diritti dei match europei direttamente alle tv. Quando invece bisognerebbe avere da queste un utilizzo solo meccanico, per poi versargli una percentuale degli introiti generati dalla vendita della partite ai telespettatori, come avviene per le sale cinematografiche. Oggi  posso benissimo essere colui che mostra la strada da seguire. Ma mettere tutti intorno a uno stesso tavolo è difficile. Chi condivide le mie idee  sono soprattutto i proprietari americani dei club inglesi e i dirigenti tedeschi. Molti altri sono legati alla tradizione. È anche difficile parlare con il Barca e il Real, che si basano su un azionariato pubblico. Inoltre, il Real conclude ogni stagione perdite enormi e assurde. Spero comunque che le cose possano evolvere nei prossimi 2-3 anni