ESCLUSIVA MDC – Repice: “Campionato ancora aperto. Llorente super e Berardi…”

Francesco Repice credits www.gazzettagiallorossa.it

Francesco Repice credits www.gazzettagiallorossa.it

Maidirecalcio.com ha approfittato dell’immensa disponibilità di Francesco Repice, celebre voce della storica trasmissione sportiva Tutto il calcio minuto per minuto e radiocronista delle partite della nazionale insieme a Riccardo Cucchi, per porgli qualche domanda al giro di boa del campionato italiano di calcio. Ecco quanto ci ha raccontato, in maniera schietta e diretta come di consueto.

Salve Francesco, grazie mille per aver accettato nuovamente il nostro invito. La serie A è giunta al giro di boa ed è tempo di bilanci. Come giudichi il livello qualitativo del nostro campionato dopo aver assistito alle prime 19 giornate? È davvero nettamente inferiore agli altri tornei europei?

“Beh, innanzitutto grazie per l’invito. In merito alla domanda, sento spesso dire in giro che il campionato italiano sia nettamente sotto il livello degli altri maggiori campionati europei: permettimi di dire che non sono d’accordo. Come in tutta Europa ci sono due/tre squadre una spanna sopra e le altre che cercano di stare al passo. Anche in Germania, Inghilterra e Spagna è così, non vedo troppa differenza. Oltre a Barcellona, Real e Bayern, che batterebbero chiunque (Juve e Roma comprese), non vedo troppa differenza con le altre big del calcio europeo: si pensi a quanto accaduto in Champions, con il Napoli, terzo in Italia, che ha battuto sia il Borussia Dortmund che l’Arsenal. Starei attento a dire che le nostre squadre sono così inferiori rispetto a quelle degli altri campionati continentali.”

Il girone d’andata si è concluso con diversi giocatori che si sono confermati e altri che hanno sorpreso. Qual è l’elemento che più ti ha stupito positivamente?

“Sicuramente Fernando Llorente. Non pensavo che il centravanti bianconero potesse inserirsi così bene nel nostro campionato e fornire prestazioni di questo spessore. Ammetto tranquillamente di aver sbagliato valutazione nei suoi confronti quest’estate, con Tevez si integra perfettamente. Un altro giocatore che mi ha impressionato è sicuramente Callejon, davvero bravo e incisivo.”

C’è qualcuno che, invece, ti ha un po’ deluso?

“Onestamente non tantissimi. Se devo proprio fare un nome dico Mario Gomez che ritengo un giocatore straordinario. Se quest’estate avessi dovuto scegliere fra lui e Llorente non avrei avuto dubbi nel puntare forte su di lui. C’è da dire, ovviamente, che, per ora, la sua stagione è condizionata dall’infortunio al ginocchio che lo sta tenendo ai box.”

In quest’annata hai avuto modo di raccontare più volte le partite della Juventus. La squadra bianconera, a tuo modo di vedere, ha già chiuso il campionato oppure c’è ancora qualche speranza per Roma e Napoli?

“Premesso che la Juve è una squadra fortissima, secondo me il campionato ha ancora molto da dire. È vero, sicuramente i bianconeri sono la squadra più tosta e più forte fisicamente, ma credo che da un punto di vista tecnico i giocatori della Roma si facciano preferire. Non dimentichiamoci che proprio i giallorossi sono stati protagonisti, negli scorsi anni, di alcune rimonte che per poco non hanno fruttato lo scudetto, entrambe all’Inter. La prima nella stagione 2007/2008, quando  la Roma di Spalletti alla fine del primo tempo dell’ultima giornata era campione d’Italia (l’Inter stava pareggiando a Parma, mentre i giallorossi erano in vantaggio a Catania); la seconda nel 2009/2010, quando la Roma di Ranieri recuperò addirittura 11 punti all’Inter di Mourinho, sorpassandola e venendo condannata, poi, dalla sconfitta interna contro la Samp a quattro giornate dal termine. Gli esempi ci dimostrano come tutto sia ancora possibile.”

Non posso non chiederti un parere sul nuovo allenatore del Milan, Clarence Seedorf. Pensi sia l’uomo giusto al posto giusto, come ritenuto da Prandelli?

“Beh, è evidente che Seedorf non sia solo un allenatore e basta. È una persona intelligente che ha portato entusiasmo e che è riuscita, negli anni passati, ad ammaliare Berlusconi con le prestazioni sul rettangolo di gioco e il suo savoir-faire fuori. Il campo, però, è un’altra cosa. Dubito che, nonostante il suo arrivo, il Milan riesca a raggiungere almeno il terzo posto, obiettivo minimo per una società del calibro di quella rossonera. Credo che il ‘diavolo’, esclusi due/tre elementi, abbia una rosa con grosse lacune che non scompariranno con l’arrivo di Seedorf.”

Chiudiamo con una domanda sulla baby-stellina del Sassuolo Domenico Berardi che, con i suoi quattro gol al Milan, ha chiuso l’era Allegri. Credi che, con il pesante infortunio subìto da Giuseppe Rossi, l’ipotesi di vederlo in nazionale sia concreta o si tratta solo di una suggestione?

“Credo si tratti di un’ipotesi più che concreta. Come sanno ormai anche le pietre, Prandelli non sopporta che Balotelli vada in giro per il campo: lo vuole il più possibile vicino alla porta, con affianco una seconda punta di movimento, indipendentemente dal modulo. Che sia 3-5-2 o 4-3-1-2, il mister gli vuole vicino un elemento che faccia, tatticamente, le stesse cose che fa Rossi. Un calciatore dinamico, forte con entrambi i piedi, abile nel disturbare i difensori avversari e in fase realizzativa. L’unico che al momento mi sembra rispondere a questo identikit è proprio Berardi. Pensandoci un attimo, non mi vengono in mente altri nomi. Di Osvaldo si son perse le tracce e potrebbe ritornare in auge solo qualora andasse all’Inter, ma bisogna vedere se Thohir ha intenzione di spendere. Giovinco non mi sembra una pista plausibile, Cassano è sicuramente fuori dal giro…insomma, la candidatura al Mondiale di Berardi mi sembra molto molto seria”.

Ringraziando ancora Francesco per la disponibilità, vi salutiamo con una delle sue radiocronache più celebri e che farà sicuramente venire un magone ai tifosi interisti: quella della semifinale di ritorno di Champions League del 2010 fra i nerazzurri e il Barcellona.

http://www.youtube.com/watch?v=7bGr1ZZijtU

 

 

FOTO – gazzettagiallorossa.it