Il caso-Destro fa giurisprudenza e cambia gli usi della prova tv

massa

La giurisprudenza del calcio italiano cambia sostanzialmente le consuetudini, a stagione in corso, senza ritoccare formalmente il regolamento.

Questo di fatto è avvenuto ieri mattina, quando sul sito della Lega Serie A, compare il comunicato che annuncia la maxi squalifica di 3 giornate (più una per somma di ammonizioni) combinata a Mattia Destro per la “condotta violenta” (art.19, numero 4, lettera b) del codice di giustizia sportiva) che tutti abbiamo effettivamente visto nel corso di Cagliari – Roma di domenica scorsa. Nessuno contesta la violenza del gesto di Destro, nè si mette in dubbio la stupidità di esso. Tuttavia è curiosa, o per meglio dire è nuova, la decisione di ricorrere alla prova tv. Siamo stati abituati, fino a ieri, ad aspettarci un intervento del genere quando in campo l’arbitro ed i suoi collaboratori non si siano resi partecipi all’azione incriminata; non è questo il caso. L’arbitro Massa  è intervenuto, ha fischiato la trattenuta di Destro su Astori ed ha anche estratto il cartellino giallo per il cagliaritano. In questi casi, di solito, la prova tv non veniva chiamata in causa. Fino a ieri.

Una decisione che crea un precedente scomodo che farà (e sta facendo) discutere molto, soprattutto nella galassia dei media romani. Una decisione presa dopo le e-mail inviate dall’arbitro su richiesta del giudice sportivo nelle quali Massa testualmente ammette: “La successiva manata di Destro non è stata vista né da me né dai miei collaboratori“. Questa specifica fa si che la prova tv diventi legittima, ma l’ulteriore richiesta di informazioni fatta dal giudice sportivo all’arbitro è la vera novità. Fino a ieri si era fatto riferimento solamente al referto della partita; se l’azione in questione è stata giudicata dall’arbitro, e quindi inserita nel referto (in questo caso fallo di Destro fischiato e ammonizione per la reazione di Astori), non si utilizzano le immagini televisive per prendere una decisione dopo i 90′.

E in più qualcuno si è chiesto come sia possibile che i giudici di gara non abbiano visto un movimento così palese se nel corso della stessa azione l’arbitro Massa è intervenuto. Il comunicato del Giudice sportivo riporta: “In tale frangente, il calciatore giallo-rosso appoggiava da tergo la mano destra sulla spalla destra dell’antagonista ed in rapida successione, con un ampio ed energico movimento del braccio sinistro portato all’altezza della spalla, lo colpiva con una manata al capo“. In questo caso l’arbitro, in errore, non riesce a valutare bene un’azione e si rende così necessario il giudicato di Tosel; questo modo di agire sembra andare oltre la solita prova tv. Secondo alcuni siamo davanti ad una sorta di moviola, non in campo ma postuma.

Di questo avviso il dg della Roma Mauro Baldissoni, che ai microfoni di Roma Channel preannuncia un inevitabile ricorso: “Mi dispiace dire che siamo abbastanza sconcertati e anche piuttosto preoccupati della deriva che sta prendendo la giustizia sportiva in queste ultime settimane. Avevamo già avuto modo di commentare un episodio simile, nell’occasione della squalifica di De Rossi per Roma-Inter ci sembrava si stesse forzando l’applicazione della prova tv. Avevamo avuto modo di dire che se un evento si verifica di fronte a un arbitro e si presume sia stato valutato, si può parlare di un arbitro che ha visto male, non che non ha visto. Di conseguenza entriamo più nel territorio della moviola, che in quello della prova tv.  E’ stato il concetto che avevamo espresso davanti alla Corte Federale, allora senza successo. Ora il tema è più grave, l’episodio è stato valutato dall’arbitro. Per qualcuno in maniera parzale e sbagliata, ma siamo fuori dai presupposti per la prova tv. Così si apre il fronte per l’introduzione della moviola. Comportamento mediatico decisivo? Evidentemente sì ed è preoccupante. Il fatto che la Procura si attivi per il clamore mediatico è discutibile. Chi stabilisce quale episodio merita un replay? E’ un sistema pericoloso e inaccetabile. Non vogliamo continuare a esprimere questo pensiero. Abbiamo presentato già un preavviso di reclamo, andremo fino in fondo“.

Giusta o sbagliata che sia la decisione di Tosel indirizza la giustizia sportiva verso una modifica del regolamento che dovrà necessariamente essere ritoccato per evitare future discrezionalità interpretative del genere. La strada che verrà percorsa potrebbe essere quella che conduce all’introduzione di nuove tecnologie come la moviola in campo, da anni soggetto di agguerrite discussioni.