L’ex arbitro Romeo contro il presidente AIA Nicchi: “Facci parlare”

romeo

L’ex arbitro Andrea Romeo critica l’atteggiamento dell’AIA, l’Associazione Italiana Arbitri, in merito al silenzio imposto dai vertici della federazione alla categoria dei direttori di gara, ai quali è vietato rilasciare interviste. L’ex fischietto di Casale Monferrato ma appartenente alla CAN di Verona (la Commissione Arbitri Nazionale) ha concluso la propria carriera al termine della stagione 2012-2013 dopo aver diretto 94 partite in Serie A.

VOGLIAMO AVERE VOCE IN CAPITOLO – Romeo dopo il ritiro è stato designato la scorsa estate come membro della Commissione Arbitrale di Serie D, lasciando però l’incarico qualche giorno fa, in contrasto con la filosofia giudicata retrograda del presidente AIA Marcello Nicchi. In un’intervista all’edizione odierna de “La Gazzetta dello Sport” in edicola oggi Romeo dichiara: “Non consentire che gli arbitri rilascino delle interviste è un errore. La nostra voce non viene mai sentita ed in questo modo è facile speculare sugli errori che un direttore di gara commette”.

MOVIOLA? NON SERVE – Romeo prosegue: “Chi vuole ricamare sulle sviste in campo degli arbitri ha vita facile, invece bisognerebbe che qualcuno spieghi anche il nostro punto di vista e magari anche darci la possibilità di chiedere scusa per gli sbagli commessi e che costano punti. Mi sono dimesso dal mio incarico di membro della CAN di Serie D proprio per poter rilasciare interviste, cosa vietata dal regolamento, e fare in un certo senso da portavoce della categoria, il silenzio è controproducente. Moviola in campo? Non risolve niente, al massimo si può utilizzare per gli episodi di gol dubbi, che non sono così frequenti e quindi non spezzerebbero eccessivamente il gioco. Invece sarebbe utile usare le telecamere come nel rugby, addosso agli arbitri, per mostrare al pubblico cosa vediamo noi in campo”.