La Roma non molla, Higuain pure. Inter e Milan, progetti d’Europa

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UNA LUPA DIFFICILE DA DOMARE – In attesa dell’impegno juventino in quel di Udine, la Roma non fallisce l’occasione di portarsi momentaneamente a -5 dai bianconeri torinesi battendo nel posticipo del Sabato sera l’Atalanta all’Olimpico per 3-1. Pur orfana di Destro, Pjanic e del lungodegente Strootman, ancora una volta la squadra di Garcia ha saputo trovare tre punti preziosi che tengono vivo il discorso Scudetto, almeno in minima parte. Nonostante l’aritmetica appaia sfavorevole, la Roma sembra credere in un’impresa che avrebbe connotati miracolosi dal punto di vista sportivo. D’altronde, la speranza è sempre l’ultima a morire…L’Atalanta, alla seconda sconfitta di fila dopo un’impressionante striscia di vittorie consecutive, sembra abbia ormai staccato la spina e, pur restando matematicamente in corsa, dovrà quasi certamente salutare le ambizioni di Europa League paventate nelle giornate seguenti sulle ali dell’entusiasmo. Ovviamente, il campionato della squadra di Colantuono resta più che buono. E ci mancherebbe altro.

NAPOLI, GODITI I CAMPIONI – Come all’andata in casa biancoceleste, anche al ritorno allo stadio San Paolo il Napoli batte la Lazio per 4-2. Le due gare evidenziano similitudini spaventose: in primis, in entrambe le occasioni si era prima 3-1, poi 3-2 e l’ultima rete napoletana della sicurezza è stata segnata nei minuti di recupero. Ancor più importante il fattore Gonzalo Higuain. Il Pipita, che ha interrotto un digiuno di 5 gare senza reti, sembra vivere momenti di frenesia quando sfida la Lazio, diventata già la sua vittima preferita: in 3 partite tra Serie A e Coppa Italia, Higuain ha freddato la squadra capitolina per ben 6 volte. Prima tripletta, inoltre, per il campione argentino in Italia e nel Napoli. Chissà che, come per Cavani, l’hattrick non diventi un’abitudine…Assieme ad Higuain, fondamentale lodare Dries Mertens: un giocatore spettacolare nell’1 vs 1 e padrone di un destro ammaestrato e ben educato, oggi segna il gol del pari e guadagna il rigore del sorpasso. Su questi due giocatori il Napoli deve obbligatoriamente costruire il suo futuro. La Lazio di Reja può recriminare per l‘inferiorità numerica e una bella prestazione che, però, non ha portato punti alla causa. Il tecnico goriziano, dopo aver prelevato la squadra mesi fa, sta cercando sorprendentemente di portarla in Europa. I punti sono quelli di Milan e Torino: crederci non costa nulla.

UNO SPOT PER IL BEL CALCIOVerona e Fiorentina, libere da patemi di classifica, danno vita ad una spettacolare gara terminata 3-5. Da segnalare, dal punto di vista statistico, il primo gol in Serie A di Sala, la doppietta di Aquilani che quest’anno non riesce proprio a segnare gol “singoli” e il 17° gol in stagione di Luca Toni che da “vecchietto” sta vivendo un’annata da sogno con il terzo posto nella classifica marcatori (in coabitazione con Higuain) e la speranza pur sempre viva di andare a giocare l’ultimo Mondiale della sua carriera. Verona che non ha ormai più nulla da chiedere al Campionato, Viola che invece vogliono difendere il quarto posto dall’assalto dell’Inter. Con la testa, ovviamente, alla Finale di Coppa Italia contro il Napoli.

INTER, LA VITTORIA DEI SINGOLI – Non inganni lo 0-4 pesantissimo con cui l’Inter ha battuto la Sampdoria: la differenza non l’ha fatta il gruppo, ben sì tre straordinari singoli: Handanovic, che con le sue straordinarie parate ha detto di no a chiunque nel corso della partita parando anche un rigore a Maxi Lopez; Palacio, che con due assist per Icardi e il gol è stato il vero mattatore della sfida e lo stesso Icardi che sembra aver superato i problemi di pubalgia e che sta prendendo per mano la squadra con una buonissima media gol e, dunque, svariate reti decisive. L’Europa League è quasi in pugno: per la certezza della partecipazione, serve fare bella figura nello scontro diretto a Parma. La Sampdoria paga la giornata super di Handanovic e l’ingenuissima espulsione di Eder (a proposito, ben 4 i cartellini rossi in questo turno di Serie A), crollando soltanto negli ultimi 10′ e giocando comunque una gara dignitosa. A questo punto, però, l’Europa League è soltanto un miraggio.

IL POKER DI SEEDORF E LA RINCORSA EUROPEA – Sono 4 le vittorie consecutive del Milan, che non perde ormai in Campionato da 5 turni. Stavolta l’affermazione per 1-0 contro il fanalino di coda Catania porta la firma di Riccardo Montolivo, che con una bordata da fuori porta il Milan a quota 48, la stessa di Lazio e Torino. Il distacco dal 6° posto che vale l’Europa League è di soli 3 punti: si deciderà tutto in volata. Inevitabilmente decisivo risulterà essere il Derby contro l’Inter. Il Catania ha dato molto filo da torcere ai rossoneri, specialmente nei primi 20′ di gara con un Barrientos ispirato. Il gol però non è mai arrivato e i 5 punti da recuperare sul penultimo posto sanno ormai di condanna quasi definitiva. Nessuno, a Catania, avrebbe mai creduto in una situazione così tragica ad inizio torneo.

SPETTACOLO NEI BASSIFONDI E TORO LAST MINUTE – In un pomeriggio da Ode all’over 2,5 impossibile non evidenziare il capitombolo interno del Livorno per 2-4 contro il Chievo. I veronesi devono ringraziare Alberto Paloschi, autore della sua prima tripletta in Serie A, che con i suoi 13 gol trascinerà il Chievo verso una salvezza che appariva davvero complicata. Situazione critica invece per il Livorno, che perde una gara mortifera e dovrà sudare ben più delle proverbiali sette camicie per guadagnare un altro anno di Serie A. Il Torino vince una gara che sembrava persa contro il Genoa di Gasperini: Cerci e Immobile (di nuovo capocannoniere) meritano ormai le chiavi della città e sarà impossibile per Prandelli non convocarli per il Mondiale in Brasile. I rossoblu perdono ancora e, nonostante la classifica sia tranquilla, troppo spesso è capitato che la banda genovese si vedesse privare di punti più che meritati nei minuti finali di gioco. Serve maggiore concentrazione. Sassuolo e Cagliari pareggiano una gara che favorisce soltanto i sardi, con Pulga che trova un punto prezioso al suo ritorno in panchina. Di Francesco invece vede sfumare via una grandissima occasione per avvicinare di un punto il Bologna, che pareggia il derby emiliano contro il Parma per 1-1 e abbozza un sorriso: sono tre i punti di vantaggio nei confronti di Livorno e Sassuolo. Non sarà però possibile abbassare la guardia fino all’ultimo secondo stagionale.