Quanti “jolly” ha la Serie A: da Pirlo a Taddei, ecco i casi più famosi

taddei roma

Più o meno spesso capita che un giocatore venga “riciclato” ed impiegato in un nuovo ruolo, e la nuova collocazione tattica sa restituirgli poi la verve smarrita. E’ il caso di non pochi calciatori che in questa stagione o anche già da qualche anno si stanno esprimendo ad un buon livello in nuove vesti mai prese prima i considerazione. Gli esempi in Serie A non mancano, a cominciare dal nome più illustre, quello di Andrea Pirlo, che al Brescia, all’Inter e nell’Under 21 di Marco Tardelli giocava come trequartista e dopo poco al Milan fu spostato come regista davanti alla difesa da Carlo Ancelotti, che ebbe certamente una delle sue migliori intuizioni in carriera. La stessa via tracciata dal numero 21 della Juventus l’ha seguita anni dopo anche Marco Verratti, professione fenomeno, che è esploso al Pescara grazie a Zdenek Zeman una volta arretrato nella posizione di playmaker “alla Pirlo” appunto, di cui è considerato un erede. E da lì al ricchissimo Paris Saint-Germain ed alla Nazionale il passo è stato breve. Ma chi sono gli altri?

TADDEI EVERGREEN – Da qualche settimana si sta imponendo alla grande come mezzala nella Roma l’esperto brasiliano Rodrigo Taddei, che a 34 anni suonati sta vivendo con Rudi Garcia una nuova giovinezza. L’esterno, inventore del funambolico numero svitacaviglie denominato “Aurelio” (dedicato all’ex mister giallorosso Andreazzoli) è stato rispolverato dal tecnico francese dopo il grave infortunio accorso a Kevin Strootman, giocando come incursore nel 4-3-3 e come mediano difensivo nel 4-2-3-1, con ottimi risultati ed anche due gol segnati, l’ultimo dei quali sabato sera nel match casalingo contro l’Atalanta.

MARCHIONNI USATO SICURO – Discorso simile lo si può fare per Marco Marchionni, 33 anni, da qualche campionato ormai centrocampista centrale con licenza di impostare al Parma dopo una vita passata su e già per la fascia sia destra che sinistra. Donadoni ha capito di poter fare affidamento sul duttile giocatore di Monterotondo per garantire equilibrio al reparto nevralgico del campo, e Marchionni sta ben ripagando questa fiducia, per la gioia anche di non pochi fantallenatori.

ASAMOAH LO STANTUFFO – Kwadwo Asamoah è diventato in poco tempo uno dei punti fermi della Juventus tritatutto di Antonio Conte. Il ghanese era arrivato in bianconero nel 2012 per ricoprire il ruolo di centrocampista centrale, ruolo in cui veniva impiegato in gioventù nella Primavera del Torino e, successivamente dal 2008 al 2012, all‘Udinese, allargandosi tuttavia sempre più sulla fascia sinistra. La sua esplosività unita a grandi tecnica e corsa ne fanno una pedina in grado di disimpegnarsi ottimamente anche come mediano, terzino mancino, trequartista e mezzala.

CALLEJON SA FARE TUTTOJosè Maria Callejon del Napoli è diventato un beniamino dei supporters partenopei e di tanti fantallenatori che hanno voluto scommettere su di lui, grazie alla fantastica stagione trascorsa sin qui in maglia azzurra, con ben 17 gol messi a  segno nei 3572 minuti giocati in 46 partite stagionali in tutte le competizioni. Lo spagnolo di Motril ha smentito il luogo comune che voleva i giocatori provenienti dalla Liga sostanzialmente fare male in Italia (battendo sul tempo lo juventino Llorente, esploso un pò dopo). “Calletì” era in gioventù una punta centrale di discreta qualità, diventato poi man mano un eccellente esterno offensivo capace di svariare su tutto il fronte d’attacco. L’anno scorso al Real Madrid da riserva di Cristiano Ronaldo ha realizzato 7 gol con un minutaggio medio, adesso con Benitez ha giocato qualche volta anche come terzino sia a destra che a sinistra oltre che da prima, seconda punta o centrocampista aggiunto. Multiuso.

HENRIQUE LA SORPRESA – Il Napoli ha in casa però un altro “coltellino svizzero” che svizzero non è: si tratta del brasiliano Henrique, giunto nel mercato di gennaio tra un pò di scetticismo in verità e capace di smentire la diffidenza iniziale dei tifosi con la sua grande versatilità. Utilizzato da Rafa Benitez come centrale di difesa, mediano di centrocampo, terzino destro di spinta o esterno di centrocampo basso, l’ex Palmeiras, con un passato poco significativo al Barcellona, ha offerto prestazioni via via in crescendo fornendo quantità e qualità al Napoli e riuscendo a far dimenticare l’emergenza sulle corsie laterali che ha colpito la squadra azzurra  quest’anno, dove è mancato un altro jolly fondamentale delle ultime stagioni, nato terzino destro e progredito come esterno sia a destra che a sinistra, sconfinando qualche volta pure nel ruolo di ala: Juan Camilo Zuniga.

GLI ALTRI EXPLOIT – Un altro caso famoso è stato quello di Daniele De Rossi, che ad Euro 2012 agì prevalentemente da difensore centrale con la maglia azzurra su precisa indicazione del ct Prandelli, e tale destino ha vissuto a volte anche con la Roma. Stessa parabola vissuta anche dall’atalantino Giulio Migliaccio, in gol contro i giallorossi sabato scorso e che sia agli orobici che con la maglia del Palermo ha agito per qualche periodo al centro della retroguardia con profitto. Bene hanno fatto anche Juan Cuadrado, terzino destro incompreso all’Udinese, a volta anche nei 3 di difesa addirittura, che ha cominciato a volare alto al Lecce ed altissimo alla Fiorentina, dove è diventato praticamente immarcabile con le sue incredibili sgroppate. E che dire del torinista Darmian, in odor di Nazionale dopo essere stato inventato da Ventura come pendolino della fascia a centrocampo, destra o sinistra non importa, o dell’italo-brasiliano Romulo, modesto mediano difensivo alla Fiorentina e vera e propria rivelazione del campionato al Verona, con Mandorlini che lo schiera come terzino, mediano, regista e chi più ne ha più ne metta. Ed ancora Basta, Andrea Lazzari, Manuele Blasi che Capello provò ormai qualche annetto fa come terzino, il bolognese Panagiotis Kone che sa fare il mediano allo stesso modo di come accompagna l’azione sulla fascia destra o come punta in appoggio al centravanti…quanti jolly ha la nostra Serie A.