Anelka – Atletico Mineiro: un matrimonio che non s’ha da fare

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“Certi amori non finiscono” così cantava Antonello Venditti. Altri nemmeno iniziano, aggiungiamo noi. Questo matrimonio tra Anelka e l’Atletico Mineiro “non s’ha da fare”. Così, dopo un susseguirsi di colpi di scena, il botta e risposta finale tra le due parti ha messo fine a questa storia in modo secco e limpido.

Alexander Kalil, presidente del Mineiro, aveva confermato più volte che l’attaccante era un nuovo giocatore del Galo, per poi aspettare invano il giocatore per giorni. Giocatore che nel frattempo era finito in Kuwait, la settimana passata, e che intercettato dai giornalisti aveva risposto così in merito al suo nuovo matrimonio calcistico “Non sono qui per parlare di calcio, sono in visita religiosa”. Alcune fonti locali infatti, hanno dato la notizia che il giocatore è in Kuwait perché vuole esercitare il Ramadan e così l’arrivo di Anelka sarebbe potuto slittare di alcune settimane. Così anche dal Brasile continuavano a sostenere che Anelka fosse un giocatore dell’Atletico Mineiro e che il club avrebbe aspettato fin quando avesse ritenuto necessario. Ma la pazienza ha un limite; così molto velocemente è arrivata la fine di questa soap-opera sportiva.

Il direttore sportivo del club, Eduardo Maluf, ha negato che l’attaccante francese si sposterà a Belo Horizonte. Il presidente Kalil ha deciso di rescindere il contratto del francese, se un contratto veramente esisteva ed era stato firmato, dichiarando “Non abbiamo mai avuto modo di parlare con lui. Abbiamo sempre parlato con il suo agente. La fama dell’Atletico Mineiro è molto più grande di quella di Anelka. L’attaccante è stato scartato dal club per aver mostrato un comportamento totalmente non professionale”. Maluf ha fatto chiarezza anche sulla vicenda della firma di questo fantomatico contratto “Il suo agente ci ha offerto il giocatore e noi abbiamo accettato. Abbiamo contrattato con l’agente e il fratello e abbiamo concluso per un contratto preliminare fino al dicembre 2015”. Infine “Il giocatore sarebbe dovuto venire lo scorso fine settimana ma ci hanno detto che ha avuto dei problemi con il passaporto; in questi giorni ho ricevuto una mail dal suo rappresentante con scritto che è tutto annullato, che il giocatore, ormai fermamente musulmano, resterà in Kuwait fino a luglio”.