Hernanes: “Due anni e ci siamo per lo Scudetto, Nilton è da Inter”

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Oltre alle qualità tecniche sul campo da gioco, il Profeta Hernanes in questi anni in Italia ha sempre dimostrato grande correttezza anche fuori e anche un’ottima capacità a interloquire con i media. Anche nel brutto pareggio post Bologna, nonostante fosse l’ultimo arrivato in casa Inter, fu tra i pochissimi a presentarsi alla stampa. L’ex centrocampista laziale ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano Tuttosport, di seguito i passaggi più importanti.

Fra un paio d’anni ci siamo – “Quest’anno è stato particolare perché all’inizio c’era grande incertezza intorno al nuovo progetto. Molto dipenderà da come chiuderemo la stagione: farlo in un certo modo, darà fiducia a noi e ai tifosi sulla bontà della strada intrapresa. Io sono convinto che in due anni possiamo tornare a lottare per lo Scudetto”.

Vidic e Lazio – “Spero soprattutto che abbia tanta voglia di abbracciare questo progetto e che abbia tanta fame.  Come peraltro il sottoscritto. Io sono venuto qui per vincere lo Scudetto, quel grande trofeo che mi manca per sentirmi realizzato. Ho provato sensazioni forti anche alla Lazio vincendo la Coppa Italia con il derby in finale. Avrei voluto vincerlo a Roma lo Scudetto, e lì sarebbe stato qualcosa di ancor più grande e storico, però ho capito che non ci sarei riuscito e ho deciso di accettare l’offerta dell’Inter”.

Nilton è un “marcatore” – “E’ un giocare da Inter, ha girato molte squadre in cui ha fatto esperienza e l’anno scorso ha vinto il campionato in Brasile. E’ il classico “marcatore” davanti alla difesa però ha anche piedi buoni e un ottimo tiro da fuori”.

Battere il Parma per l’Europa – “La gara contro il Parma sarà una finale, una gara fondamentale. Non arrivare in Europa per me sarebbe un fallimento. L’Inter, tecnicamente, è molto forte. Deve però trovare regolarità soprattutto con le piccole contro cui siamo inciampati troppe volte, soprattutto a San Siro”.

Mondiale in casa – “Non sono preoccupato, ma nemmeno tranquillo. Questo Mondiale per chi ha la mia età, è stato un progetto di vita. Tutte le azioni di chi fa parte della mia generazione sono state programmate per arrivare al top a questo appuntamento. Un Mondiale in casa per un brasiliano è un evento unico, è una magia. Avere l’opportunità di giocarlo, sarebbe una benedizione”.