Otto punti sopra il cielo, un’infografica per capire il gap tra Juventus e Roma

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Potrebbe essere la giornata decisiva, quella di oggi, in chiave scudetto. La Juventus, infatti, alle 18.30 ospiterà il Bologna mentre la Roma sarà di scena in serata a Firenze. Sicuramente un coefficiente di difficoltà maggiore per la squadra giallorossa, parzialmente bilanciato dalla maggiore necessità di punti che attanaglia gli emiliani rispetto ai viola. Otto punti, questa la distanza tra le due contendenti quando al termine del campionato mancano appena cinque partite, quindici punti che tengono vive le speranze della Roma.

Ma dov’è che il gap in classifica tra Juventus e Roma si è creato? Proviamo a scoprirlo affidandoci ai numeri. Partendo innanzitutto dai due attacchi e dalle due difese. La squadra di Conte ha il miglior attacco del torneo con 71 reti, appena 3 in più rispetto a quella di Garcia. Anche dal punto di vista difensivo la situazione è praticamente alla pari, anzi addirittura a leggero vantaggio della Roma. I giallorossi, infatti, vantano la miglior difesa della serie A con la miseria di 19 reti subite, mentre la porta bianconera è stata infilata 22 volte quest’anno. La vera differenza sta nella distribuzione delle reti fatte e subite.

E’ qui che si è creato il buco di otto punti. Se è vero che Juventus e Roma hanno perso lo stesso minimo numero di volte, 2, è altrettanto vero che la straordinaria continuità delle due squadre si è articolata su binari differenti. Quella della Roma, infatti, si fonda su qualche pareggio in più. Sette volte la banda Garcia ha raccolto solo un punto. Niente di drammatico, si capisce, anzi in una stagione normale sarebbe anche un numero medio-basso di pareggi. Il problema è che la stagione in corso di normale ha davvero poco. Merito della Juventus che è riuscita a pareggiare solo 3 volte portando a casa lo spaventoso bottino di 28 vittorie in 33 partite. Questo fa si che la media-punti della Roma, pur essendo altissima (2,39), non è all’altezza di quella della Juventus che è terribilmente vicina all’intera posta per partita (2,64). Qualcosa di “superstraordinario” direbbe Conte che per descrivere l’incredibile marcia della sua squadra non poteva far altro che coniare un nuovo aggettivo, perché quelli esistenti non bastano più e, soprattutto, vanno spesi tutti appannaggio di una Roma altrettanto brava nell’inanellare una serie di risultati al di sopra di ogni aspettativa.