Francia-Germania, nel centenario della Prima Guerra Mondiale

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I due ottavi di finale giocati ieri ci hanno raccontato che saranno Francia e Germania, che hanno superato rispettivamente Nigeria e Algeria, a giocarsi il prossimo 4 Luglio l‘accesso alle semifinali di Brasile 2014. La partita, già piena di fascino per il blasone delle squadre in campo, sarà resa ancor più interessante dal fatto che in quest’estate si celebra il centenario della Grande Guerra, che vide proprio Francia e Germania combattere per più di quattro anni in una guerra di logoramento, tra il fango, filo spinato e armi chimiche.

Destino simile, quello delle due formazioni europee, nelle gare di ieri. Entrambe arrivate alla sfida contro una compagine africana con i favori del pronostico; entrambe messe sotto, per alcuni tratti dell’incontro, da formazioni ben messe in campo e con tantissimo ardore agonistico; entrambe salvate dalla panchina e dalle contromosse dei rispettivi ct, decisivi in questo senso le sostituzioni di Deschamps e Löw, il primo nell’inserire Griezmann per uno spentissimo Giroud, il secondo per aver buttato nella mischia André Schürrle, risolutore della partita.

Ciò che il Mondiale ci offrirà il prossimo 4 Luglio, volendo peccare un pò di retorica, sarà la manifestazione dell’importanza dello sport per la vita di ognuno di noi. Nazioni che cento anni fa tentavano l’annichillimento reciproco si ritroveranno su un campo di gioco; in palio, ora come allora, ci sarà l’onore. In palio, ora a differenza di allora, ci sarà solo il passaggio di un turno; l’accesso alla semifinale, la continuazione di un sogno sportivo. Ciò ci permette, forse, di capire anche perchè una manifestazione tra nazionali sia così suggestiva; riporta in luce le animosità della storia travestendole con colori, stendardi, canti ed inni; al posto delle baionette un pallone da calciare, al posto delle uniformi magliette da scambiarsi a fine incontro.

Francia e Germania, cento anni fa, combatterono una guerra che, in realtà, era nei loro programmi già da quarant’anni. Del resto, è noto come il revanscismo francese per la perdita dell’Alsazia e della Lorena al termine della guerra franco- prussiana nel 1871, che sancì la nascita dell’Impero tedesco, fosse al centro di qualsiasi discorso sulla politica estera transalpina, oltre che essere una leva usata per compattare la nazione francese. L’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando, quel 28 Giugno 1914 a Sarajevo, non fu che la miccia di una bomba ad orologeria che aveva il timer già settato; il cerchio si chiuse il 3 Agosto 1914, giorno della dichiarazione di guerra della Germania alla Francia.

Il prossimo 4 Luglio, a cento anni meno un mese ed un giorno da quella dichiarazione di guerra, Francia e Germania si ritroveranno di nuovo l’una di fronte all’altra. Niente sarà però come allora; suoneranno gli inni ma, da lì in poi, sarà solo una partita di pallone. Magari vi ci troverà spazio anche Morgan Schneiderlin, centrocampista francese del Southampton, nato a Zellwiller, in quell’Alsazia che un tempo fu tanto contesa. Cento anni, da allora, sono passati; oggi l’unica battaglia concessa sarà quella sul rettangolo verde.