Belotti entusiasta: “La gente di Palermo è splendida, non ho mai pagato un caffè!”

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Andrea Belotti ha trascinato il Palermo in Serie A con i suoi 12 gol ed è pronto a confermarsi anche nella massima serie. Alle colonne del Corriere dello Sport, l’attaccante bergamasco ha ripercorso le tappe significative della sua breve ma già soddisfacente carriera, elogiando Palermo e i palermitani.

PALERMO – “Ero entusiasta di venire a giocare a Palermo, era una bella piazza importante in Serie B anche se per andare lì ho dovuto rinunciare a quasi 300.000 euro in più che mi avrebbe dato l’Albinoleffe. Ho pensato al mio bene e il mio bene era il Palermo e i miei genitori mi hanno aiutato. Quando sono arrivato in città mi pareva di aver cambiato continente rispetto a Bergamo, perché in Sicilia c’è caos e sporiczia e guidano in modo assurdo. La gente è però splendida, i tifosi sono meravigliosi e mi hanno emozionato tanto, pensate che non ho mai pagato un caffè. Mia mamma aveva paura e mi diceva di stare attento alla mafia, ma poi si è ricreduta come nel film Benvenuti al Sud non appena ha messo piede a Palermo”.

GLI ESORDI – “Gioco a pallone fin da piccolo, è la mia passione. Comunque mio padre ha spinto per farmi studiare e mi sono diplomato gemoetra l’anno scorso. Per sfondare bisogna credere in se stessi e migliorarsi sempre. Io venni scartato dall’Atalanta dopo un provino, poi mi tesserò l’Albinoleffe, mi sono emozionato e, come mi diceva mio padre, dovevo sentirmi fortunato perché molti ragazzi sono stati scartati. Mio padre mi ha davvero aiutato molto”.

GIOVANI TALENTI – “Della mia età mi piace Berardeschi del Crotone ma anche Berardi. Per noi Immobile, Verratti e Insigne sono dei modelli da seguire, si sono migliorati e continuano a farlo, questo è il mio obiettivo”.

INFORTUNIO – “E’ stata dura ma sapevo che non avrei perso il girone di ritorno, sono stato fuori molto ma Iachini mi chiamava per dirmi di stare tranquillo e di non rischiare niente”.

CARATTERISTICHE E RUOLO – “Sono arrivato a Palermo grazie al mio procuratore e a Perinetti, ho dovuto fare delle rinunce per essere qua ma adesso sono in una squadra di Serie A. Ho sentito accostarmi a molti campioni, e forse alcune caratteristiche posso avercele uguali ad altri, ma io sono me stesso e non voglio assomigliare a nessuno. Preferisco comunque giocare da seconda punta dietro a un attaccante meglio strutturato”.