Il cappuccino di MdC – Pato-Inter, per noi non è il caso…

pato san paolo

Se ne parla da ieri, e sarebbe una mossa di mercato a dir poco clamorosa: ci riferiamo alla voce che vorrebbe l’ex milanista Alexandre Pato all’Inter. Il 24enne attaccante del San Paolo, attualmente in prestito biennale al Tricolor dal Corinthians, viene indicato dalla stampa brasiliana come disposto a tutto per di tornare a Milano, anche a vestire la maglia nerazzurra di quelli che per anni sono stati, sportivamente parlando, gli odiati cugini in numerosi derby giocati indossando il rossonero. Pare che Pato abbia confidato agli amici più stretti la sua intenzione di fare ritorno in Serie A e di andare ad abitare nuovamente la villa sul lago di Como acquistata in passato. Ma che ne pensa Mazzarri?

PERCHE’ SI – Premesso che Pato ha 24 anni e va per i 25, e dunque non può ormai considerarsi un giovane nel senso stretto del termine, diciamo che il fattore-età unito all’esperienza aiuta quando c’è di mezzo il tecnico toscano, che già è stato molto criticato di suo al primo anno sulla panchina dell’Inter per la gestione a singhiozzo di un talento assoluto come il croato Kovacic, lanciato con una certa continuità solamente nel finale di stagione. Certo, con Pato in ballo in una trattativa di mercato non è l’età la prima cosa che si va a controllare quanto la sua cartella clinica: i 15 infortuni, per la stragrande dei casi muscolari, subiti nella sua quinquennale esperienza al Milan dal 2008 al 2013, lasciano qualche perplessità, anche se dal suo ritorno in Brasile datato lo scorso 3 gennaio 2013 di ricadute importanti non ne ha più accusato.

PERCHE’ NO – Ma la lista di controindicazioni e dolenti note è ben più lunga: sostanzialmente l’ingaggio di Pato rappresenterebbe per l’Inter una scommessa, nonostante il Papero abbia già esperienza internazionale conclamata ed un bagaglio tecnico notevole, oltre probabilmente a grandi motivazioni: per cominciare, il fatto che Felipe Scolari non lo abbia preso in considerazione nemmeno per le preconvocazioni ai Mondiali lascia pensare: il ct verdeoro ha deliberatamente ignorato Pato, preferendogli gente compassata e più “legnosa” come Fred e Jo, oltre a corteggiare fino all’ultimo Diego Costa, poi precettato dalla Spagna. Fatale è stato a Pato un periodo abbastanza lungo in cui le motivazioni in campo erano più a terra dell’erba che calpestava blandamente, culminato con un arrogante cucchiaio su rigore tranquillamente neutralizzato dal suo ex compagno al Milan, Nelson Dida. Da quel momento in poi i tifosi del Corinthians hanno cominciato ad inveire contro Pato tanto da costringerlo a rifugiarsi al San Paolo (da febbraio ad ora solo 8 presenze e 2 gol tra l’altro).

IL FREDDO DI MILANO – Poi c’è il clima: l’inverno milanese non ha nulla a che vedere con quello brasiliano, dove nel peggiore dei casi si rinuncia alla giornata sulla spiaggia alla domenica. I muscoli fragili di Pato, che come disse Federico Buffa qualche anno fa, crescendo rapidamente hanno sollecitato di molto la sua struttura ossea causando incidenti a ripetizione, potrebbero risentire del freddo e delle temperature rigide.

I DOLORI DEI GIOVANI INTERISTI – L’Inter a sua volta potrebbe fare di necessità virtù risparmiando un sacco si soldi e puntando sui non pochi giovani sfornati in casa sua: da Dell’Agnello, perso per pochi spiccioli, a Longo, destinato anche quest’anno all’ennesimo prestito, fino ad andare più indietro nel tempo con la cessione a cuor leggero di Mattia Destro, siamo sicuri che ai nerazzurri non sarebbe servito uno di questi giovani italiani da far crescere con pazienza in casa per cominciare il dopo-Milito? Pato-Inter, se dovesse concretizzarsi, sarebbe l’ennesimo smacco ai giovani calciatori italiani dei quali si fa un gran parlare in questo tempo per l’inserimento giudicato necessario dai più di politiche a loro favore, con l’ultimo grido di allarme proveniente dall’ex tecnico nerazzurro Andrea Stramaccioni: “I giovani in Italia ci sono, manca il coraggio di scommettervi su”. E Pato è non più giovanissimo, straniero e costosissimo: capito, Inter?