Da Casale Monferrato all’Old Trafford, passando per “la partita della lattina”: un secolo di 7-1

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Il 7-1 rifilato ieri sera dalla Germania al Brasile rappresenta, con ogni probabilità, la più grande umiliazione calcistica della storia. Mai in una semifinale Mondiale si era registrato un divario tanto grande tra le due contendenti; mai la nazionale del paese ospitante aveva subìto una tale scoppola da una rivale. Superfluo sottolineare che i pentacampioni del Brasile non avevano mai perso in questo modo e che nessuno, alla vigilia della gara, immaginasse un risultato così netto in favore della Mannschaft. Il campo ha emesso il suo verdetto e lo ha fatto in maniera inequivocabile: 7-1, verdeoro eliminati e sotto shock. Un punteggio incredibile, ridondante quasi eccessivo, ma che non rappresenta una rarità nel mondo del calcio, soprattutto alle nostre latitudini.

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Un giornale dell’epoca esalta il successo del Casale contro “il” Lazio.

DA CASALE MONFERRATO A TORINO – Tutto ha inizio a Casale Monferrato, piccolo comune piemontese di circa 35mila abitanti, dove il 5 luglio di cento anni fa il Casale supera la Lazio nella finalissima d’andata del campionato nazionale con un 7-1 che rende inutile la gara di ritorno (vinta comunque 2-0 dai nerostellati). E’ il primo e unico scudetto del piccolo club piemontese e Casale Monferrato diviene così la più piccola città d’Italia a vincere il campionato italiano di calcio. Un successo insperato, soprattutto nel punteggio, destinato a fare scuola. 18 anni dopo, stagione 1931-32, la Juventus è in lotta col Bologna (nettamente in te­sta) per aggiudicarsi lo scudetto: a fare da terzo incomodo c’è la Roma. Il 6 marzo 1932 i bianconeri, staccati di tre punti, ospitano proprio i lupacchiotti e li asfaltano con un 7-1 che li lancia alla conquista del secondo scudetto consecutivo. Chi di spada ferisce, di spada perisce: è il 5 febbraio 1950, la Juve capolista ospita il Milan, staccato di tre punti, sotto la neve di Torino. I bianconeri partono nettamente favoriti, ma accade l’imponderabile: il trio rossonero “Gre-No-Li” annichilisce la capolista con un punteggio inatteso e sorprendente: 7-1, ovviamente. Una sconfitta che fa letteralmente impazzire un tifoso della Juve “ossessionato dalla visione delle fasi della partita e ricoverato in manicomio dopo una notte d’incubo”, ma non la squadra bianconera, capace di riprendersi e aggiudicarsi lo scudetto a fine stagione nonostante questo fragoroso ko.

Boninsegna portato via in barella dopo essere stato colpito dalla celebre lattina.

Boninsegna portato via in barella dopo essere stato colpito dalla celebre lattina.

LA “PARTITA DELLA LATTINA” – Un risultato umiliante, con cui ha fatto i conti anche l’Inter, nel celebre ottavo d’andata della Coppa Campioni 1971-72 giocato in Germania il 20 ottobre 1971 contro il Borussia Moenchengladbach e passato alla storia come “la partita della lattina”. Al 29′, sul punteggio di 1-1, Boninsegna si appresta a battere una rimessa laterale quando viene colpito al capo da una lattina di Coca-Cola e cade a terra. I nerazzurri assediano l’arbitro chiedendo la sospensione dell’incontro, i tedeschi non ci stanno, la lattina sparisce e si crea un enorme parapiglia, del quale Sandro Mazzola approfitta per farsi dare un’altra lattina della bevanda incriminata da due tifosi italiani seduti in tribuna e porla all’arbitro. Dopo sette minuti di sospensione, il direttore di gara fa ricominciare la partita e i giocatori del Borussia si scatenano travolgendo l’Inter, già convinta di ottenere la vittoria a tavolino, per 7-1. Dopo ricorsi e contro ricorsi, l’Inter ottiene l’annullamento e la conseguente ripetizione della gara, riuscendo così a passare il turno.

CREMONESE DA RECORD, ROMA SHOCK – Incredibile è anche quanto accaduto alla Cremonese nella stagione  1995-96, ultima per i lombardi in Serie A. In quell’annata da dimenticare i grigiorossi riuscirono nella doppia impresa di superare il Bari per 7-1 e di perdere, qualche mese dopo, contro il Milan con lo stesso punteggio. Più recente (e molto più clamorosa) la debacle della Roma in casa del Manchester United, nell’ottavo di ritorno della Champions 2006/2007. Dopo il 2-1 dell’andata i giallorossi si presentarono all’Old Trafford carichi di aspettative, ma vennero ben presto demoliti dai Red Devils, in gol con Ronaldo (2), Carrick (2), Smith, Rooney ed Evra. Stessa sorte toccò allo Sporting Lisbona due anni dopo, schiantato dal Bayern nella Champions 2008/2009, e al Bayer Leverkusen, devastato da un Barcellona trascinato dalla cinquina di Messi. L’Olanda è avvisata.