El Gato Francisco Silva, cuore cruzado e rimpianto del Lecce

francisco silva

Quando quel sornione di Jorge Sampaoli annunciò pubblicamente che il giocatore decisivo, per battere la Spagna campione del Mondo in carica, era Francisco Silva detto El Gato, l’eco delle risate proveniente dalla terra iberica arrivò fino a Rio De Janeiro.

Non Valdivia, non Sanchez e nemmeno Vidal, il ct sapeva che l’unico modo per eliminare clamorosamente Del Bosque e dominare il centrocampo con un regista moderno di grinta e qualità (il classico volante sudamericano davanti alla difesa) era proprio El Gato che già contro l’Australia si era messo in mostra per la capacità innata di coprire, ripartire, distruggere e costruire gioco. In realtà quel posto da titolare El Gato (chiamato così per le movenze feline e perché ricorda El Gato Juanito, protagonista di una trasmissione per bambini in Cile) lo aveva conquistato il 5 marzo scorso a Stoccarda contro la Germania, finalista di questo Mondiale. In quella partita il centrocampista dell’Osasuna si trasformò in terzo difensore della linea a 3 impostata da Sampaoli e sorprese tutti per la capacità di anticipare l’avversario, per il senso tattico e per l’efficacia nel far ripartire velocemente l’azione. El Gato agendo quasi come libero era in grado di salire quasi all’altezza del centrocampo, metter pressione e accompagnare l’azione di Gary Medel e Gonzalo Jara. L’idea era quella di avere una squadra corta, veloce e che non potesse retrocedere meno di 15 metri con il centrocampista dell’Osasuna perno fondamentale per mettere tutto ciò in pratica. E quel Cile si è fermato al cospetto del Brasile solo per una clamorosa traversa di Pinilla che ha negato la gioia di eliminare i padroni di casa e continuare a coltivare il sogno Mondiale.

CUORE CRUZADO – Ma le qualità di Francisco Silva non erano nuove agli addetti ai lavori. Circa tre anni fa anche in Italia si accorsero del suo talento e della sua qualità tanto che Udinese e Napoli cercarono di acquistarlo dall’Universidad Catolica, squadra dove ha iniziato a tirare i primi calci, e addirittura l’anno prima il Lecce era ad un passo dall’ingaggiarlo ma essendo extracomunitario non concluse il tesseramento avendo già acquistato Ruben Olivera.  El Gato, nato l’11 febbraio 1986, lega di fatto la sua carriera alla gloriosa squadra di Santiago. Il suo debutto in prima squadra, dopo la trafila nelle squadre giovanili, avviene dopo un paio di prestiti nel Provincial Osorno (promozione in massima serie) e Deportivo Ovalle, ma la società crede nel ragazzo e nelle sue potenzialità così nel 2008 torna a Santiago per diventare protagonista. Il 28 gennaio realizza il suo primo gol in carriera e con il passare del tempo diviene il perno del centrocampo dell’Universidad ma è nella stagione successiva che compie il definitivo salto di qualità. Tra Libertadores e campionato mette insieme 36 presenze realizzando anche 4 gol e 2 assist. Le sue prestazioni infiammano i tifosi e permettono alla squadra di raggiungere il quinto posto, preludio al successo.

TITOLO E NAZIONALE – Nel 2010 infatti l’Universidad conquista il campionato (il decimo titolo della storia) e diventa uno dei migliori volanti del Sudamerica. Arrivano le prime società interessate al ragazzo ma dopo la delusione Lecce decide di restare in Patria e di continuare ad affinare le sue qualità. Ci resterà fino a gennaio 2013 quando l’Osasuna decide di portarlo in Spagna e dopo solo un semestre lo riscatta per circa 1,5 milioni di euro. Sono 45 le presenze con la maglia de Los Rojillos e El Gato non delude le attese anche grazie all’esperienza internazionale maturata con la Nazionale cilena. Il debutto avvene il 22 gennaio del 2011 contro gli Stati Uniti e nonostante i tanti cambi alla guida de La Roja (da Bielsa a Borghi fino a Sampaoli) Silva resta in pianta stabile nella rosa partecipando alla Copa America del 2011 e ai Mondiali di quest’anno.

MOTORINO INSTANCABILE – Proprio in Brasile si fa notare e mostra le sue caratteristiche principali. Forza, dinamismo e velocità: El Gato è instancabile ed è l’uomo ideale per fermare l’azione e ripartire, essendo in grado di coprire l’intero campo e proiettarsi velocemente in avanti. Alto 178 cm è un mix micidiale di grinta, energia e buona tecnica. Dotato di un’accelerazione importante, non disdegna lo scontro fisico e il gioco aereo elementi notati anche durante la partita con la Spagna dove impiegato in difesa si è trasformato in un guerriero indomabile. Il cileno è un elemento di sicuro affidamento e che nonostante le ottime prestazioni con la maglia del Cile può essere acquistato ad un prezzo tutto sommato abbordabile. Un giocatore chiave per dare vivacità e la famosa “garra” alla propria squadra. Un volante moderno al servizio dei propri compagni.

di Claudio Cafarelli (Twitter:)