Mascherano è l’eroe d’Argentina. E ora il Brasile teme la beffa

mascherano robben

Brasil decime que siente…

Ora i tifosi verdeoro temono la beffa. Il Mondiale di casa vinto dall’Argentina? Un incubo che potrebbe diventare realtà dopo la tremenda sconfitta contro la Germania e la vittoria degli uomini di Sabella, in semifinale, contro l’Olanda.  Una semifinale non spettacolare. Eppure tolto Di Maria, assente per infortunio, erano tanti i top player in campo: la freccia Robben, il genio Messi, lo spietato Van Persie e l’eleganza di Higuain. Ma la sfida nei suoi 120 minuti di gioco si è trasformata nella celebrazione del dinamismo e dell’onnipresenza dell’eroe Javier Mascherano.

Davanti ad un’esasperazione tattica che ha offuscato ogni minimo accenno di fantasia ed estro, la Seleccion si è aggrappata al suo guerriero che fin dal primo minuto è apparso inarrestabile. Gestione del pallone, chiusure decisive, raddoppi continui. El Jefecito ha dato il meglio di sè annullando di fatto ogni minimo tentativo degli Orange e nonostante una pericolosa testata in uno scontro con Wijnaldum, non si arreso, anzi, è ripartito ancora più spietato. Garra, ferocia e precisione. L’azione chiave al ’90 quando con un salvataggio che ha del miracoloso è riuscito a chiudere il varco decisivo ad Arjen Robben sicuro di aver intrapreso la strada per la finale.

L’intervento, immortalato in foto, rimarrà impresso nella storia dei Mondiali ed è la ciliegina sulla torta di una prestazione che ha ricordato per certi versi la fantascientifica partita di Fabio Cannavaro contro la Germania. Che sia il preludio ad un sorprendente Pallone d’Oro? L’ultimo banco di prova sarà la travolgente Germania e i corsi e ricorsi storici si intrecciano tra le due finaliste e la nostra Italia. Nell’anniversario della vittoria mondiale del 2006, Mascherano porta in finale la sua squadra per una rivincita della finale mondiale del 1990 giocata a Roma. All’epoca finì con un Maradona in lacrime, ora l’Argentina sogna il doppio sgambetto a Germania e Brasile affidandosi allo spirito del guerriero Mascherano, vero leader di una squadra compatta, poco spettacolare ma decisamente efficace, tutta garra e concretezza.

di Claudio Cafarelli (Twitter:)