Gilardino il cinese: “Via per Gasperini, deluso da Prandelli”

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Ha raggiunto Lippi e Diamanti in Cina, ma ha ancora l’Italia nel cuore: Albero Gilardino si apre con la Gazzetta dello Sport, raccontando retroscena e motivazioni del suo trasferimento in estremo oriente. Decisivo per la scelta l’amico di sempre Alino Diamanti: “E’ stato decisivo, la Cina è un’occasione di crescita personale e culturale, non solo per me ma anche per mia moglie e i miei bambini. Il Guangzhou è organizzato come un top club europeo, ha vinto la Champions League asiatica, voglio continuare a vincere per poi tornare in Italia fra due anni e mezzo e superare i 200 gol in Serie A. Mia figlia andrà alla scuola americana dove studierà inglese e cinese, io almeno per i primi tempi andrò sempre in giro con un autista e un traduttore“.

ADDIO AMARO Non è comunque felice dell’addio ai colori rossoblu: “Lascio con un po’ di dispiacere perchè è stato Gasperini a spingere per la mia cessione, è stata una follia. Ormai in Italia un attaccante quando supera i 30 anni è già vecchio, ma per vedere che non è così basta pensare che Klose è in finale dei Mondiali con la sua Nazionale. Saluto tutte le piazze che mi anno accolto calorosamente, per ultima quella del Genoa: se ho lasciato è anche per il bene economico della società“.

DELUSIONE AZZURRA Non manca una punta di amarezza per l’esclusione dal Mondiale dopo aver partecipato attivamente alle qualificazioni: “Avevo rifiutato il Toronto per restare a guadagnarmi la Nazionale. Dopo essermi fatto un esame di coscienza so di non avere colpe, Prandelli è quello che mi ha lanciato a Parma e non cambio la mia opinione su di lui, ma sono deluso dal punto di vista umano: meritavo almeno una telefonata. Nel gruppo non c’era un animale d’area, io, Toni, Destro, Di Natale e lo stesso Rossi siamo rimasti tutti a casa: Immobile e Balotelli non lo sono. Anche dai ragazzi della Nazionale ho ricevuto un solo sms, ma il calcio è così, ci sono pochi amici veri“.