Sampdoria, Ferrero: “Mihajlovic come Don Matteo. Devo ottimizzare i costi”

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Carismatico, fuori dagli schemi e vulcanico. La figura di Massimo Ferrero, nuovo presidente della Sampdoria, ha subito avuto un impatto notevole per il calcio italiano e per i media. Tante le idee e altissima la voglia di fare bene al primo anno ma soprattutto ciò che sorprende sono le interviste che lasciano sempre il segno. In questi giorni nel ritiro della Sampdoria, Ferrero si è scatenato. Primo obiettivo Delio Rossi, ex tecnico dei blucerchiati: “Delio Rossi prende due milioni e non ha voluto transare. Per cui questo signore adesso verrà ad allenare i fuori rosa a Bogliasco. Non è giusto che un allenatore che prende due milioni va a casa e gli devo pagare lo stipendio. C’è gente che ha fame, che non lavora”.

SPENDING REVIEW – La rivoluzione insomma è già partita, parola d’ordine “ottimizzazione”. Proprio in questi giorni il presidente ha presentato ai dipendenti, escluse le fasce più deboli, un foglio per chiedere la riduzione del 10 o del 20% dell’attuale stipendi. Del resto il suo modo di operare è stato chiaro fin dall’inizio: “Vogliamo dire una frase che ha inventato il professor Monti? C’è la spending review, è tanto bella. Io imito l’Italia. Abbiamo un presidente del consiglio, il grande Matteo Renzi, che farà molto bene, abbiamo un semestre italiano in Europa. Non possiamo fare brutte figure. Non è che io riduco, ridurre è riduttivo come parola…”.

VOGLIA UNA 500 ABARTH – E proprio per rispettare il suo stile e il suo approccio manageriale ecco l’addio a Braida, arrivato con queste parole: “Io amo molto Braida. Prima lo conoscevo da spettatore, ora ho imparato a conoscerlo di persona, ma non mi posso permettere uno come lui, che prende 1,6 milioni lordi. Braida ne vale anche tre, però non me lo posso permettere. Io ho bisogno di una 500 Abarth: maggior qualità e minor costo. Saluto Braida e lo ringrazio, spero di incontrarlo la prossima vita. Un po’ meno esoso e un po’ più fattivo”.

NESSUN REGALO – Ma anche fuori dalle dinamiche del club, Ferrero non abbandona la sua verve e la sua filosofia. In questi giorni a gestire le numerose telefonate e i tanti messaggi arrivati verso l’ufficio c’è un suo amico di Roma, Italo, “sul profilo WhatsApp aveva la maglietta della Roma, ora ha quella della Samp. Ha ha voluto un paio di pantaloncini e una felpa ma non glieli ho regalati, è andato al Samp Point a comprarseli. Non è una differenza da poco… è facile regalare un biglietto ma è molto più apprezzabile che uno se lo compri e vada a vedere un grande spettacolo. Denota amore per la sua squadra”.

MIHA COME DON MATTEO – In un’altra intervista al Secolo XIX svela il perché abbia scelto la squadra doriana: “In realtà nei miei percorsi mi hanno offerto tante squadre. Trovo il calcio molto simile al cinema. Se ci pensate noi la domenica andiamo allo stadio, torniamo a casa e accendiamo la tv. E cosa vediamo? Una partita o una fiction tipo Don Matteo che è… il nostro Mihajlovic, l’eroe della Samp. Una partita dura un’ora e mezza, come una fiction. E fine della prima puntata. Il calcio l’abbiamo già e se vinciamo, e con Mihajlovic vinceremo, sarà una fiction che farà uno share importante. Una volta mia mamma andava a casa a vedere Gei Ar, Dallas. Io sono il signore di Dallas, senza il cappello”.

di Claudio Cafarelli (Twitter:)