Brasile 2014: Germania, compattezza ed imprevedibilità

GERMANIA

“Il calcio è uno sport semplice: si gioca in undici contro undici e alla fine vincono i tedeschi” (cit.)

Queste le parole del grande Gary Lineker sulla sua idea del gioco del calcio, confermando che la squadra teutonica è da sempre una compagine ostica, temibile e difficilmente superabile. I tre mondiali conquistati ne fanno la terza potenza per trofei in bacheca, alle spalle dei Pentacampioni verdeoro e la loro bestia nera, o meglio azzurra. La guida di Low ha regalato una nazionale tedesca diversa dall’immaginario collettivo, più leggera, imprevedibile e scaltra rispetto alla solida Germania dei Panzer di una volta. Una squadra giovane e votata all’attacco rapido, con colonne intramontabili di cui questo gruppo non può fare a meno. Andiamo dunque alla scoperta della Germania che tenterà la conquista del suo quarto titolo a Brasile 2014.

CONVOCATI-

Portieri: Manuel Neuer (Bayern Monaco), Roman Weidenfeller (Borussia Dortmund), Ron-Robert Zieler (Hannover)

Difensori : Jerome Boateng e Philipp Lahm (Bayern Monaco), Erik Durm, Kevin Grosskreutz e Mats Hummels (Borussia Dortmund), Benedikt Hoewedes (Schalke 04), Per Mertesacker (Arsenal), Matthias Ginter (Friburgo) Mustafi (Sampdoria).

Centrocampisti: Julian Draxler (Schalke 04),  Mario Goetze, Toni Kroos, Thomas Muller e Bastian Schweinsteiger (Bayern Monaco), Sami Khedira (Real Madrid), Christoph Kramer (Borussia Moenchengladbach), Mesut Ozil (Arsenal)

Attaccanti: Miroslav Klose (Lazio), Lukas Podolski (Arsenal), Andre Schurrle (Chelsea)

MODULO- Il marchio di fabbrica di Joachim Low è sicuramente il 4-2-3-1, con una mediana fisica retta da Schweinsteiger e Kedira a supporto un un attacco frizzante e fantasioso. Le scelte per il reparto offensivo sono tante e Low potrebbe stupire schierando giocatori che facilmente possono scambiarsi di ruolo ed incrociarsi sulla trequarti avanzata, facendo della linea tedesca il reparto assolutamente più imprevedibile. La scelta di convocare una sola punta di ruolo vale a dire Miro Klose, fa riflettere su una possibilità molto elevata di vedere una Germania in campo con il famoso “falso nueve”, che assicura ancora più elasticità dal punto di vista della manovra a discapito di un ariete in area di rigore in grado di risolvere le partite più bloccate. Klose è sempre pronto a dare il suo contributo, ma giocatori come Muller, Gotze, Ozil, Podolski o Schuerrle, nonostante l’assenza forzata di Reus,  possono alternativamente occupare il ruolo di punta avanzata togliendo ogni riferimento alla difesa avversaria. In difesa capitan Lahm dovrebbe occupare una delle due fasce, ma dopo gli “esperimenti” di Guardiola, Low potrebbe riproporre il suo 4-1-4-1 con il capitano spostato nel ruolo di regista. Questa ipotesi non è da scartare a priori, anche perchè sulla sinistra il giovane Durm sta convincendo sempre più il commissario tecnico a dargli una chance importante. Nonostante tutte le variabili, l’11 titolare della Germania dovrebbe essere questo:

Germania (4-2-3-1): Neuer, Boateng, Mertesacker, Hummels, Lahm, Kedira, Schweinsteiger, Muller, Ozil, Gotze, Schuerrle

SORPRESE E CONFERME- La solidità del gruppo è sicuramente garantita dallo zoccolo duro di questa nazionale: Lahm, Podolski, Mertesacker, Klose, Schweinsteiger sono professionisti incredibili oltre che validi giocatori e state certi che, a prescindere dal loro minutaggio, quando scenderanno in campo  garantiranno un rendimento quantomeno sufficiente. Le “schegge impazzite” sono invece i giovani rampanti che proveranno a dare la marcia in più in attacco: calciatori che possono in ogni momento risolvere la partita, ma che possono, principalmente per la giovane età, ritrovarsi fuori fase ed essere talvolta dannosi alla manovra. Tra i giovani di talento di questa squadra, la certezza è di sicuro Thomas Muller, classe 89 ma ormai da anni nel calcio che conta e da sempre con la calma ed il carisma di un veterano. Tra i giovani in ascesa il più interessante è ovviamente Draxler che, nonostante qualche infortunio di troppo, rimane uno dei talenti più interessanti del panorama tedesco e che potrebbe esplodere anche in nazionale se Low gli concederà qualche minuto in più. Ovviamente è difficile spodestare giocatori come quelli che ha davanti, ma il c.t. ha sempre dimostrato di voler premiare gli uomini più in forma e potrebbe quindi esserci una chance per tutti coloro che in allenamento daranno il massimo. Da sottolineare la convocazione di due giovanissimi come Durm e Ginter: il primo, riserva di Schmelzer al Dortmund ma che è stato a lui preferito (anche per motivi fisici) da Low per la spedizione brasiliana; il secondo, rivelazione al Friburgo e pupillo del c.t., che nel ritiro pre-mondiale è rimasto stregato dalle sue qualità. Vedremo se in Brasile avremo l’occasione di osservarli in azione.

PERCORSO DI QUALIFICAZIONE-  In un girone con Svezia, Austria, Irlanda, Kazakistan e Far Oer, i tedeschi hanno dominato in lungo e in largo, vincendo nove partite e pareggiandone soltanto una. Autore dell’impresa, la Svezia di Ibra, che ha bloccato i teutonici in un rocambolesco 4 a 4 nel match giocato all’Olympiastadion di Berlino. La Germania ha chiuso il girone con 28 punti, 36 gol fatti e soltanto 10 subiti.

PERCORSO AL MONDIALE- Il girone G è composto da Portogallo, U.S.A., e Ghana, probabilmente tre squadre alla portata dei tedeschi. L’esordio sarà contro la squadra più pericolosa, con il Portogallo di Cristiano Ronaldo pronto ad insidiare alla Germania la conquista della testa del girone. Più agevoli i match contro americani ed africani ma, si sa, al Mondiale nessuna partita è già scritta. L’attesa cresce nel vedere in campo lo squadra di Low e, soprattutto, nel verificare se la profezia di Lineker si avvererà: Il calcio è uno sport semplice,si gioca in undici contro undici e alla fine vincono i tedeschi…FORSE.

LE PARTITE IN PROGRAMMA-

6/06 13:00 (18.00) Salvador–> Germania – Portogallo

21/06 16:00 (21.00) Fortaleza–> Germania – Ghana

26/06 13:00 (18.00) Recife –> USA – Germania