Germania-Argentina: analisi “strategica” tra storia e attualità

 

germania-argentina

L’analisi tattica dettagliata della finale è un compito a cui si dedicano principalmente allenatori e specialisti di calcio, di cui l’Italia è piena. Quello che cercheremo di fare qui è un’analisi teorica e “strategica” della finale Germania-Argentina, che in un certo senso riguarda anche l’Italia, come si vedrà in seguito.

L’Argentina di oggi – L’Argentina è coriacea e abbastanza cinica, elementi che la rendono una squadra difficile da battere e pericolosa. Difende in linee strette e nonostante la sua fase offensiva sia abbia qualche problema e crei pochissime palle gol, sfrutta alcuni giocatori molto talentuosi, capaci di creare del nulla occasioni pericolose. Possono questi elementi bastare di fronte a una grande Germania?

La Germania storica e quella odierna – La Germania di quest’anno consiste in una perfetta versione moderna del sistema di gioco classico tedesco, il quale si basa principalmente sul controllo strategico del centrocampo. Raggiunge questo scopo pressando il portatore di palla avversario e chiudendo gli spazi, interpretando una fase di attacco con possesso palla preciso, privo di errori, movimenti superflui e azioni individuali rischiose. Il gioco della Germania è sobrio, perfettamente organizzato e disciplinato. Ulteriori caratteristiche sono l’agonismo, la concretezza e la freddezza di fronte alla porta avversaria. Quest’anno tutti questi elementi si combinando ad un livello massimo, con un’incredibile rosa piena di campioni ed un tecnico eccellente.

Vincenti anche nelle sconfitte – Esistono due costanti diacroniche: la Germania è sempre e comunque una squadra forte, perché la sua forza non si basa sul talento individuale, che a volte esiste e a volte no, bensì sul suo sistema e la sua organizzazione, che vengono sostenuti e formati in modo scientifico e secondo cui vengono educate e cresciute tutte le generazioni di calciatori tedeschi, in modo molto più completo e metodico di qualsiasi altra nazione. Per questa ragione può essere sconfitta in grandi partite solo da squadre che si trovano in condizioni di forma superiori, specie la generazione tedesca impegnata nella competizione non è particolarmente talentuosa o non ancora pronta. E’ ciò che accadde nel 2002, quando il super Brasile di Ronaldo e Rivaldo ha sudato per battere in finale una modesta Germania, e nel 2010, quando la migliore Spagna della storia ha incontrato delle grosse difficoltà per vincere contro una Germania immatura e in fase di preparazione verso la condizione in cui si trova ora. C’è da evidenziare un punto: un Brasile potentissimo ha battuto con molte difficoltà una modesta Germania nel 2002, mentre una potentissima Germania ha schiacciato senza alcun problema un modesto Brasile nel 2014. In precedenza i tedeschi hanno eliminato, come anche altre volte nella storia, una Francia talentuosa in un modo freddo, senza troppi complimenti. C’è solo una squadra nel mondo che può battere in qualsiasi condizione la devastante macchina tedesca, indipendentemente dal fatto che abbia più qualità e che si trovi nella forma migliore, mettendola K.O. tutte e quattro le volte in cui si sono incontrate in semifinali e finali: l’Italia.

Gli anti-crucchi – Ciò accade perché il modo di giocare dell’Italia (di quella vera, non di quella che vediamo dalla finale degli europei 2012 in poi) neutralizza strategicamente quello della Germania. Possiamo affermare che sia forse il suo antidoto naturale. Il sistema di gioco italiano di base, ossia una difesa bassa con attacchi veloci in avanti, cancella il controllo tedesco del centrocampo, visto che l’Italia per definizione non si preoccupa e non se ne interessa molto. La freddezza tedesca di fronte alla porta avversaria viene neutralizzata dalla equivalente freddezza della fase difensiva dell’Italia, con il gioco scientifico annullato dalle chiusure studiate altrettanto scientificamente della difesa. Lo stesso non accade per la fase offensiva dell’Italia, i cui attacchi solo solitamente veloci e taglienti. L’impostazione di queste partite destruttura il sistema di gioco tedesco e paradossalmente si finisce spesso con l’Italia che riesce a destreggiarsi in una migliore circolazione di palla. Da un’ottica più generale, si può dire che l’Italia prevale quando incontra la Germania perché è l’unica squadra al mondo che riesce a contrapporre lo stesso approccio razionalista e scientifico del calcio, lo stesso agonismo, la stessa cultura vincente, avendo però più elementi artistici nel suo gioco. Mentre tutti gli altri vengono ingabbiati dall’organizzazione e dall’automatismo della macchina tedesca, l’Italia riesce a controbattere, riuscendo spesso a sopraffarla con i suoi lampi di genio.

L’Argentina nella storia– L’Argentina storicamente è, in un certo senso, un’imitazione dell’Italia. Essa infatti è una squadra tosta, che difende con forza e si esalta con il talento e della passione latini. Essa però non ha niente a che fare con l’approccio razionalista e scientifico della tattica italiana, non ha niente a che fare con la freddezza e la capacità di soffrire, ma invece tende a cedere e crollare a causa del suo sentimentalismo. Per questa ragione, contrariamente all’Italia, è sempre stata sconfitta nelle sfide decisive contro la Germania, tranne che per la finale del 1986, quando ha vinto in maniera rocambolesca per 3-2 ma trovandosi nella migliore forma della sua storia godendo della presenza di un fuoriclasse assoluto, anche lui nei giorni migliori della sua carriera. Al contrario nella finale del 1990, un’Argentina inferiore ha cercato soltanto di portare la partita ai rigori, senza riuscire a costruire neanche un briciolo di occasione per 90 minuti. Nel 2006, ai quarti, un’Argentina qualitativamente superiore è stata comunque eliminata dalla Germania, mentre nel 2010, ancora ai quarti, la squadra tedesca, ancora “nel guscio” rispetto a quella che è diventata oggi, ha asfaltato l’Argentina di Maradona e di Messi con un punteggio di 4-0. Altri risultati, a livello di gironi, vedono ancora una vittoria tedesca nel 1958, e un pareggio nel 1966.

L’impostazione della finale di quest’anno – L’attuale Germania è una grande squadra che sta compiendo il suo destino, mentre l’Argentina è una squadra che è riuscita piuttosto casualmente ad arrivare alla finalissima. Registriamo una sequenza indicativa: la Grecia è stata eliminata soltanto ai rigori dalla Costa Rica, che è stata eliminata soltanto ai rigori dall’Olanda, che è stata eliminata soltanto ai rigori dall’Argentina, che ha segnato soltanto 2 reti nelle sue 3 gare ad eliminazione diretta; una al 119′ contro la Svizzera, una grazie ad una palla sporca finita tra i piedi di Higuain contro il Belgio, e nessuna contro l’Olanda, dove sostanzialmente non ha avuto palle gol. Stessa immagine anche nelle partite del girone, dove l’Argentina ha sì vinto sempre, però senza sembrare mai veramente in controllo della partita. La rosa argentina dispone di un fuoriclasse e alcuni giocatori importanti, affiancati da giocatori non dello stesso livello. Al contrario, in questo momento non esiste paragone alla forza dei centrocampisti tedeschi, tanto in fase difensiva quanto offensiva. Joachim Loew può riempire la sua linea difensiva con dei centrali pesanti senza nemmeno preoccuparsi per lo sviluppo della fase offensiva, essendo contemporaneamente sicuro per l’efficacia dei suoi bomber. La Germania, concentrata sull’obiettivo finale e non cercando mai di impressionare alle prime fasi del torneo, ha sempre avuto il controllo della gara, anche nei momenti di difficoltà contro il Ghana o l’Algeria, per battere poi nettamente la Francia e asfaltare completamente il Brasile.

Cosa dobbiamo aspettarci – La finalissima sarà simile a quella del 1990. Una Germania nettamente superiore e completa di fronte a un’Argentina dura e brutta dal punto di vista del gioco. Anche oggi, come allora, l’unica possibilità di sopravvivenza per l’Argentina è l’intensità difensiva, che sicuramente vedremo in campo domenica sera (ancora di più dopo il terrore provocato dal 7-1 della Germania sull’illuso Brasile), mentre in attacco la squadra sudamericana cercherà un colpo di genio di Lionel Messi, o un episodio. La Germania di quest’anno è però ancora più forte di quella del ’90, Messi sarà ingabbiato dal centrocampo ( pur non essendo Maradona) e inoltre Mascherano, decisivo contro l’Olanda, probabilmente non basterà per arrestare la marcia delle orde germaniche, con tutti gli scatenati Schweinsteiger, Lahm, Kroos, Khedira, Ozil. Contro la Germania si avrà a che fare non solo con un grande triangolo offensivo, come contro l’Olanda, ma con un centrocampo letteralmente terrificante, che sostiene due dei più grandi realizzatori della storia dei mondiali di calcio, Klose e Muller. La squadra di Sabella avrebbe maggiori possibilità se dovesse giocare in modo imprevedibile in attacco. Le squadre che creano problemi alla difesa tedesca sono quelle che la confondono, che hanno una certa dose di “follia” e/o grande capacità di adattarsi e trovare i più diversi e insoliti modi per sopravvivere. Basti pensare a quali sono le uniche squadre che hanno fatto due gol contro la Germania in una partita nelle ultime tre grandi competizioni: la Grecia, l’Italia e il Ghana. Se la fase offensiva dell’Argentina sarà invece quella che tutti ci aspettiamo, vale a dire passare sempre dai piedi di Messi, segnare sarà quasi impossibile. D’altra parte è quasi certo che la Germania avrà il controllo della partita e creerà più occasioni da rete.

Conclusione – Le uniche squadre che potrebbero competere alla pari con l’attuale Germania si trovano nei libri della storia calcistica. La modesta Argentina può sperare solo in una guerriglia, simile a quella con cui l’Algeria ha creato delle difficoltà all’armata di Loew nell’ottavo di finale. Per la Germania l’unico pericolo è il suo stesso trionfo: risultati come il 7-1 della semifinale fanno spesso male alla concentrazione e creano una psicologia rilassata e disadatta a gare dure, come sarà la finale contro questa Argentina coriacea e pericolosa, mentre allarmano l’avversario, che diventa ancora più dinamico e attento. Comunque, detto che questo elemento potrebbe influenzare lo svolgimento della partita solo a patto che l’Argentina resista fino ad una fase avanzato del match, è indubbio che se esiste una squadra capace di rimanere immune a giochetti psicologici, questa è la Germania. Se l’Argentina riuscirà a restare in partita partita o ad andare in vantaggio, avrà forse una chance di vincere il titolo; se saranno invece i tedeschi ad andare in vantaggio, quasi sicuramente saranno in grado di gestire la partita e nessuno può sapere se e quando si fermeranno.

 

Di Sotirios Fotios Drokalos