Ashley Cole, guarda cosa ti aspetta: Platt, Gascoigne, Ince, Bothroyd…la Serie A non parla inglese

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La Roma ha deciso di puntare con convinzione su Ashley Cole, 33enne terzino sinistro che in carriera ha vestito e vinto titoli importanti con le maglie di Arsenal e Chelsea. Il laterale originario di Stepney è solo l’ultimo di una poco folta ed ancor meno fortunata schiera di giocatori d’Oltremanica che nel corso degli anni si sono decisi ad approdare in Serie A, raccogliendo però in generale pochi consensi e tante cantonate. Le felici eccezioni si contano infatti sulle dita di una mano, Ashley Cole saprà riscattarli?

LUTHER BLISSETT – Il primo giocatore inglese che si ricordi militare in Italia in epoca moderna è l’attaccante (si fa per dire) Luther Blissett, acquistato dal Milan nella stagione 1983-84 in cui mise a segno il magro bottino di 5 reti. Soprannominato dai tifosi “Missit” (“mancalo”) per la disarmante facilità con cui falliva l’appuntamento con il gol, Blisset era invece diventato un recordman per essere stato il primo calciatore inglese di colore a vestire la maglia della propria Nazionale. Ma dopo il Milan tutti lo ricorderanno per la sua esasperante cronicità nel segnare.

RAY WILKINS – Al Milan si rifaranno con Raymond Colin “The Razor” Wilkins, che prima del rossonero vestirà con buoni risultati le maglie di Chelsea e soprattutto Manchester United. Esterno destro di centrocampo dotato di grande velocità e di un ottimo cross, Wilkins resterà al Diavolo dal 1984 al 1987 facendosi benvolere dai tifosi e totalizzando 105 presenze complessive e 3 gol.

MARK HATELY – Anche lui al Milan nel triennio 1984-87, raggiungerà l’unico significativo apice della sua carriera italiana con il gol decisivo in un derby contro l’Inter nel quale riuscirà a sovrastare di testa Fulvio Collovati, regalando dopo 6 stagioni la stracittadina ai rossoneri. Per lui 66 presenze e 17 gol complessivi.

TRAVOR FRANCIS – Ci si aspettava di più da Travor Francis, alla Sampdoria dal 1982 al 1985 con cui mise a segno 17 marcature in 68 incontri, 9 delle quali nella Coppa Italia 1984-85, manifestazione di cui fu il capocannoniere e per la qual cosa detiene il record di unico giocatore anglosassone a poter fregiarsi di questo titolo. Buoni risultati ma nulla più da uno che contava 52 presenze e 12 gol con la Nazionale inglese dal ’76 all’86. Francis finì poi la sua esperienza italiana all’Atalanta, dove dall’85 all’87 giocò poco e segnò pochissimo (un gol in 21 apparizioni)

GORDON COWANS E PAUL RIDEOUT – Entrambi giunsero al Bari provenienti dall’Aston Villa nel 1985. Cowans in particolare fu il primo calciatore straniero ad essere acquistato dai pugliesi dopo la riapertura delle frontiere. Di ruolo centrocampista, ha disputato anche 10 partite con la propria Nazionale, mentre con i galletti sono 94 le presenze con anche 3 realizzazioni. Rideout restò anche lui per un triennio al Bari, collezionando 99 presenze e 23 reti. Di ruolo attaccante, non approderà mai in Nazionale preferendo la carriera da girovago che lo porterà anche in Cina e Stati Uniti, prima di chiudere in patria con il Tranmere Rovers.

PAUL ELLIOTT – Famoso per la sua stazza imponente (un afroamericano di quasi 1.90 cm non passa certo inosservato), Elliott venne ingaggiato dal Pisa nel 1987 dopo un ottimo periodo vissuto all’Aston Villa. La sua esperienza italiana si rivelò però assai complicata e culminò con la retrocessione dei nerazzurri nel 1989, cosa che lo persuase a tornare nelle terre d’Albione, accasandosi prima al Celtic e poi al Chelsea.

DAVID PLATT – Tra i calciatori inglesi più famosi ad aver giocato dalle nostre parti figura senza ombra di dubbio David Platt. Come altri suoi connazionali proveniva curiosamente dall’Aston Villa, da dove il Bari lo prelevò nel 1991-92 dopo essersi accaparrato il duo Cowans-Rideout sei stagioni prima. Platt fece bene in Puglia (29 presenze, 11 gol) tanto da essere acquistato dalla Juventus l’anno dopo, complice la malaugurata retrocessione dei Galletti in Serie B. In bianconero però Platt non confermò le aspettative e dopo un modesto apporto andò alla Sampdoria. Dal 1993 al 1995 l’inglese racimolò 55 partite e 18 reti prima di tornare a casa.

PAUL GASCOIGNE – E’ certamente il più famoso di tutti i giocatori in disamina assieme a David Beckham e David Platt: Paul “Gazza” Gascoigne approdò alla Lazio nel 1992 dietro alla spesa di ben 15 miliardi di lire che i biancocelesti versarono al Tottenham. Nei suoi tre anni nella Capitale però l’apporto in campo non fu dei migliori: 47 partite in totale e 6 reti, delle quali 4 in Coppa Italia. In mezzo tanti comportamenti stravaganti e fuori le righe, ai quali d’altronde il vecchio Gascoigne è purtroppo abituato anche oggi. Memorabile è stato il suo ritorno all’Olimpico il 23 novembre 2012 in occasione di Lazio-Tottenham, partita di Europa League che mise di fronte le sue due principali ex squadre.

DES WALKER, DANNY DICHIO E LEE SHARPE – Assieme a Milan e Bari, la Sampdoria si è dimostrata a cavallo tra anni ’80 e ’90 come il club italiano più anglofilo: il decennio si apre infatti con Desmond Sinclair “Des” Walker, classe 1965 ed in precedenza autentica bandiera del Nottingham Forest, prima del suo unico anno in blucerchiato datato 1992-93. Poi giunse al Ferraris David Platt. Fa capolino anche la punta italo-inglese Daniele Salvatore Dichio, in blucerchiato nel 1997 con il poco invidiabile score di zero presenze e zero reti prima di finire al Lecce, dove il suo bottino fu di 2 sigilli in 4 incontri. Dopo la sua unica stagione in Serie A, Dichio cominciò un lungo girovagare nelle serie minori inglesi prima di giungere in Canada al Toronto FC nel 2007. Infine nel 1998-99 ecco il terzino Lee Sharpe, solo 3 partite alla Samp nell’inverno di quella stagione prima di rimpatriare al Bredford. Sharpe in precedenza vinse ben 12 trofei al Manchester United tra l’89 ed il ’96, chiudendo la carriera nel 2004 con i dilettanti del Garforth Town.

PAUL INCE – Comprato nel 1995 dall’Inter per 13,5 miliardi di lire dopo sei anni trascorsi al Manchester United, Ince scese in campo per i nerazzurri in 54 occasioni segnando 10 gol. Soprannominato “The Governor – il Governatore” per le sue innate doti di leadership ed il carattere fin troppo autoritario, con l’Inter sfiora una Coppa Uefa nella finale di San Siro persa ai rigori nel 1996-97 contro lo Schalke 04. I milanesi lo cederanno in patria solamente due anni dopo, con la sensazione che Ince avrebbe potuto fare molto di più.

FRANZ CARR – Chi invece non ha mai fatto vedere nulla fu Franz Carr, che con la Reggiana giocò solo 6 volte nello sciagurato anno di Serie A 1996-97, dove la “Regia” aveva una rosa sgangherata composta dai vari Ballotta, Georges Grün, Michael Hatz, Dietmar Beiersdorfer, Giovanni Galli, Angelo Gregucci, Sabau, Antonio Pacheco, Nando De Napoli, Sandro “Cobra” Tovalieri, Pietro Parente, Simutenkov, Adolfo Valencia…con dapprima Mircea Lucescu e poi Francesco Oddo in panchina. Buone individualità ma male assortite. Per Carr non restò altro da fare che tornarsene in Inghilterra.

JAY BOTHROYD – Il ragazzone classe ’82 fu uno dei tanti investimenti stravaganti di “Lucianone” Gaucci per il suo Perugia, che negli anni aveva portato al Curi i vari Versavel, Thorninger, Docabo, Nakata, Kaviedes, Rezaei, Samereh, Ma Myng Yu…traendo il massimo profitto forse soltanto dal giapponese. Bothroyd cominciò bene a dire la verità, con due gol nella Coppa Intertoto dei quali uno al Wolfsburg, ma al termine della sua unica stagione in Italia segnò soltanto 5 gol in 28 presenze. La sua mancata riconferma fu però da attribuire ai problemi economici del Perugia, e Bothroyd continuerà quindi la propria carriera tra Blackburn, Charlton, Wolverhampton, Stoke, Cardiff City, QPR, Sheffield Wednesday prima di emigrare a gennaio 2014 ai thailandesi del Muangthong United.

DAVID BECKHAM – Chiudiamo con il giocatore più celebre tra tutti quelli che hanno giocato in Italia…più celebre semplicemente perché noto in tutto il mondo: David Beckham, una vita costellata da trofei, trionfi (soprattutto con Manchester United e Real Madrid) e gossip. Al Milan ha giocato in due riprese, prima da gennaio a giugno 2009 (20 presenze e 2 gol) e poi da novembre 2009 a giugno 2010 (11 partite e nessuna rete), anche se il suo secondo debutto è avvenuto nel mese di gennaio e dopo poche settimane ha rimediato un terribile infortunio al tendine di Achille della gamba sinistra, il 14 marzo 2010 in un match contro il Chievo. In seguito ha giocato altri 67 incontri: 57 con i Los Angeles Galaxy e 10 con il Paris Saint-Germain, con cui ha chiuso la propria straordinaria parabola da calciatore a maggio 2013.

Menzioni speciali anche per altri giocatori inglesi che hanno militato in Italia più in la nel tempo:

Charles Adcock – Padova, Triestina – 1948-50
William Jordan – Juventus – 1948-49
Anthony Marchi – Vicenza, Torino – 1957-59
Joe Baker – Torino – 1961-62
Gerry Hitchens – Inter, Torino, Atalanta, Cagliari – 1961-69
Jimmy Greaves – Milan – 1961-62