Padova, è fallimento: il sindaco Bitonci accusa Cestaro e Penocchio

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Ieri è stato un giorno nero per Padova sul fronte sportivo. Al pari del Siena infatti anche i biancoscudati sono falliti e non parteciperanno al prossimo campionato di Serie B. Si è provato pure ad iscrivere la società alla Lega Pro ma le condizioni erano diventate insostenibili, anche a causa dell’annunciato mancato appoggio economico della Unicomm dell’ex patron Marcello Cestaro, che non sarà più lo sponsor ufficiale.

LA GUARDIA DI FINANZA INDAGA – Fatale al Padova è stato tra le altre cose il mancato pagamento degli stipendi a circa suoi 40 tesserati, con l’attuale presidente Diego Penocchio incapace di risolvere la situazione mentre l’ex proprietario Cestaro pare si sia tirato indietro dopo aver analizzato le difficoltà del caso. In particolare sarebbe implicata anche la Gsport, indicata da Procura e Guardia di Finanza come socio occulto di Penocchio all’atto del passaggio di consegna del Padova l’anno scorso dopo un’approfondita inchiesta. E proprio questo avrebbe persuaso Cestaro a non compiere alcun intervento dell’ultimo minuto per salvare la compagine biancorossa, che quindi ripartirà dalle serie minori.

IL SINDACO SBIGOTTITO – Massimo Bitonci, sindaco di Padova, accusa proprio Cestaro di ambiguità: “Nelle scorse settimane l’ho incontrato molte volte tenendo con lui un dialogo continuo e tenendo partecipe anche la tifoseria, in particolar modo i supporters della Tribuna Fattori. Ho fatto da intermediario con imprenditori che si erano mostrati interessati a rilevare il Padova ma che poi alla fine hanno rinunciato. Pesa molto l’inchiesta della Guardia di Finanza che ha voluto fare luce sul passaggio di proprietà da Cestaro a Penocchio, in cui si è notata poca trasparenza tra le parti coinvolte. Lo stesso Cestaro mi ha sorpreso: sembrava volesse salvare il Padova anche al costo di rimetterci di persona. E nonostante Penocchio abbia alla fine trovato i 600mila euro necessari per mantenere in vita il club, sempre Cestaro alla fine si è tirato indietro. In campagna elettorale, con gli altri candidati, ho incontrato le rappresentanze dei tifosi e promesso loro piena disponibilità all’ascolto e collaborazione. Ora chiedo a quelle rappresentanze di rivederci e inaugurare un tavolo con gli imprenditori interessati, per riportare il prima possibile il Padova dove deve stare, bisogna tutelare il grande patrimonio sportivo della città”.

CESTARO “FATTO IL POSSIBILE” – Lo stesso Cestaro si difende all’emittente Telenuovo: “Mi dispiace moltissimo, ho tentato di tutto per salvare il Padova ma ci volevano troppi soldi. Nessuno degli imprenditori che ho contattato personalmente mi ha mostrato disponibilità a sostenermi nell’operazione e la sola sponsorizzazione di Unicomm non si è rivelata sufficiente per saldare i debiti del club”.

PENOCCHIO “BASTA CON QUESTO CALCIO MALATO” – L’attuale patron Diego Penocchio ha invece sbottato in un comunicato ufficiale: “Basta col calcio malato – Diego Penocchio, Presidente del Calcio Padova, comunica che, venuto meno all’ultimo istante l’apporto promesso da potenziali finanziatori e nonostante lo sforzo finanziario della Presidenza, la prima squadra non è stata iscritta al campionato di Lega Pro. Ciò nondimeno la società Calcio Padova, consapevole del suo nome glorioso, per salvaguardare il patrimonio del settore giovanile provvederà a far sì che tale patrimonio non vada disperso e pertanto, almeno per il momento, proseguirà l’attività sportiva concentrandosi sul settore giovanile. La complessa recente vicenda e l’inutile gioco delle parti di molti, unitamente all’epilogo dell’attività sportiva, hanno indotto la Presidenza a chiudere con il calcio malato”.