La federcalcio Argentina sfida la matematica: votano in 75, finisce 38 pari!

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In Argentina si sfidano e si ribaltano le incrollabili leggi della matematica. La disciplina dalle solide basi si trasforma da certezza in opinione ed assume contorni tragicomici. Una rivoluzione in piena regola, maturata durante l’elezione del Presidente dell’AFA, la Federcalcio argentina. I due contendenti, Luis Segura e Marcelo Tinelli, hanno ottenuto 38 voti a testa. Fin qui tutto normale, se non fosse per il fatto che i delegati al voto erano 75. Da qui la sorpresa, prima del caos: da dov’è spuntata la scheda in più? Il pareggio è stato forse pilotato? Si è sfiorata la rissa, in un tutti contro tutti in salsa sudamericana. Per ripristinare la calma, l’assemblea è stata rinviata al prossimo 20 dicembre. Resta però il fattaccio, la figuraccia internazionale che getta un’ombra piuttosto cupa sulla trasparenza delle elezioni svolte. Risulta difficile credere ad un errore dettato dalla casualità mentre prende sempre più corpo l’ipotesi di una “combine”.

Ne esce malissimo l’Afa, da sempre al centro di numerose polemiche e per 25 anni (dal 1979 al 2014) nelle mani di Julio Grondona, spodestato dal trono solo per cause naturali. La presidenza ad interim di Segura continua, in attesa dell’ultimo verdetto, fissato tra quindici giorni. Sarebbe necessario trovare, per quella data, un sistema di voto cristallino per restituire un minimo di credibilità ad una federazione che, al di là della facile ironia, rischia di uscire con le ossa rotte da una vicenda intrisa di vergogna. Non è da escludere, a questo punto, l’apertura di un’inchiesta per far luce sull’accaduto e per individuare i possibili responsabili. L’idea di ritrovarsi e di riprovarci il 20 dicembre, somiglia tanto ad un nuovo palliativo per guadagnare ulteriore tempo, evitando così lo scontro frontale. Tempo utile per schiarirsi le idee, per provare a trovare un accordo, senza cadere in simili bassezze. Altrimenti potrebbe aprirsi la strada del commissarimaneto.