Il nuovo Espanyol e la sfida impossibile al Barça

L'ultimo allenamento dell'Espanyol prima della sfida contro il Barcellona - Fonte: Espanyol Twitter

Barcellona Espanyol derby – Come si preparano i Periquitos alla sfida impossibile

Gli 8 gradi di una grigia mattinata non scalfiscono l’umore di Pablo Piatti, che si avvicina furtivo a un Leo Baptistao intento ad allacciarsi le scarpette e lo fa cadere con un calcetto. I due si beccano scherzosamente e ridono, sotto lo sguardo del divertito Hernán Pérez. Questi tre sudamericani, rispettivamente un argentino, un brasiliano e un paraguayano, che potrebbero incontrarsi allegramente anche alla tripla frontiera di Iguazú, mostrano il lato sbarazzino e spensierato di un Espanyol che si avvicina speranzoso al derby contro il Barça al Camp Nou.

La squadra del tecnico Sánchez Flores è imbattuta da nove partite e si trova adesso al nono posto in classifica, a ridosso dei posti Europa League: questa tendenza positiva, oltre a confermare l’ottimo lavoro del tecnico madrileno, da fiducia a una squadra che finalmente prova a fare un salto di qualità, grazie soprattutto all’arrivo dei flussi di danaro dell’impresario cinese Chen. E il test contro il Barça al Camp Nou sembra fatto apposta per misurare le ambizioni e la portata della seconda squadra della città catalana.

Ali per volare

La scommessa di Sánchez Flores è stata sin da subito imperniata su un 4-4-2 solido ma rapido. Con i due centrali di centrocampo che possono variare, i punti fissi del gioco dell’Espanyol solo le due ali che sono, appunto, Hernán Pérez a destra e Pablo Piatti a sinistra. Il primo spicca per il dinamismo e la copertura a tutto campo, mentre il secondo è una freccia capace di segnare finora 5 reti e dare 7 assist, record assoluto in Liga. Ad approfittare delle scorribande di questi due ci sono Leo Baptistao e Gerard Moreno, attaccanti tecnici ma anche scattanti, che si completano bene incrociandosi e scambiandosi posizione. Caicedo, bomber d’area e principale marcatore l’anno scorso, è invece adesso la prima soluzione di riserva in punta, il che dimostra la varietà di alternative in attacco.

Esperti di valore

José Antonio Reyes e Diego López hanno vissuto notti di Champions a profusione e sollevato titoli importanti. Il primo, di Siviglia, ha 33 anni ha dimostrato di avere ancora nel suo scarpino sinistro quella magia gitana che può rompere gli equilibri in un attimo. Il secondo, galiziano, a 36 anni è chiamato a dare solidità a un reparto difensivo che fino ad ora era stato il punto debole dell’Espanyol. Se Reyes è arruolabile sia come esterno sinistro sia come seconda punta, López è invece la sicurezza tra i pali. Entrambi danno al gruppo quel valore aggiunto di esperienza e concretezza necessario per migliorare soprattutto a livello mentale. Certo, il Barça è il Barça e sarà difficile sorprenderlo in casa. Ma, come dice Reyes: “l’entusiasmo e la speranza non ce li toglie nessuno”.

di Antonio Moschella

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Classe 1983. Irrimediabilmente curioso e nomade incallito, scrive per Il Mattino, SoFoot, Revista Libero, Undici e El Gráfico. Da Buenos Aires a Napoli passando per Parigi e Barcellona