Intervista Esclusiva – Babù, dal mentore Zeman al calcio dilettantistico

Intervista esclusiva Babù – Contra-ataque ha intervistato l’ex attaccante di Lecce, Salernitana e Atletico Roma

Brasiliano di nascita ma cresciuto calcisticamente in Italia. Parliamo di Anderson Rodney de Oliveira noto al pubblico nostrano semplicemente con il nome di Babù. Il calciatore verdeoro nato a San Paolo ha vissuto quasi integralmente la sua carriera calcistica in Italia. Scoperto e voluto fortemente da Zdenek Zeman agli albori degli anni 2000, Babù ha fatto il suo esordio nel calcio italiano a Salerno prima di incrociare nuovamente il suo mentore a Lecce. Intervistato in esclusiva ai microfoni di Contra-ataque, Babù ha raccontato la sua storia partendo dall’adattamento a vita e cultura italiana: “Per lavoro sono 13 anni che sono in Italia. Come per tutti i brasiliani all’inizio è stato difficile imparare la lingua, le abitudini. Tra Brasile e Italia abbiamo un’altra mentalità ma tutto sommato c’è stata soltanto un po’ di difficoltà all’inizio. Poi chiaramente ho messo su famiglia, ho sposato una napoletana e per me la priorità è rimanere qui anche per consentire ai bambini di terminare la scuola. Adesso devo capire bene come vanno le cose ma in futuro abbiamo il pensiero di poter andare in Brasile”.

Il padre calcistico

Salerno e Lecce sono state due delle tappe più importanti della carriera di Babù che rivede proprio nel tecnico boemo il motivo principale per cui ha iniziato la carriera in Italia: “Zeman è il responsabile dell’inizio della mia carriera in Italia. Mi ha scelto proprio lui quindi penso che abbia dato un’impronta molto forte alla mia carriera in Italia. Negli anni ho giocato anche in altre società, con altri allenatori ma fondamentalmente penso che Zeman sia stato l’artefice principale della mia carriera in Italia”. La rapidissima punta verdeoro ha quindi raccontato del suo momento migliore in quel di Lecce prima di mettere in evidenza i momenti più dolorosi della sua carriera: ” Sicuramente il 2004/05 poteva essere l’anno più importante della mia carriera. Per la prima volta in serie A stavo facendo molto bene ma purtroppo è arrivato un infortunio che invece di tenermi fermo sei mesi, mi ha lasciato ai box per un intero anno. Ho avuto complicazioni nella riabilitazione del crociato. Ha dato una svolta negativa nella mia carriera. Il momento positivo è stato a Lecce poi ho girato altre società ma ho avuto altri infortuni e sono stato anche altri sette mesi fermo. Il rimpianto sicuramente è stato quello di non poter dare continuità nel lavoro. Potevo fare meglio in carriera, ma sono soddisfatto di quanto fatto”.

Il giovane bomber

Proprio in terra salentina, Babù ha avuto modo di veder crescere un giovane Graziano Pellè: “A Lecce Pellè era giovane. Davanti a lui c’erano giocatori che stavano facendo molto bene come Vucinic e Bojinov quindi era molto difficile per il mister fallo giocare. Si vedeva però che c’erano qualità, fisico e voglia in quel ragazzo di arrivare in fondo. Poi chiaramente lui ci ha messo del suo ed è arrivato dove è arrivato. Mi fa molto piacere”. Sul gesto che per per ora è costata la nazionale a Pellè, babù ha un pensiero ben preciso: “Ha sbagliato con Ventura, può succedere però a chiunque. Non è stato il primo. Sono state eccessive le critiche che ha ricevuto perché sicuramente può dare una mano a questa nazionale“.

Ripartire dal basso

Negli ultimi anni Babù ha avuto modo di dare una nuova scossa alla propria vita calcistica ripartendo dalle serie minori. L’ex Salernitana ci ha anche spiegato il motivo: “Sono sceso di categoria per un semplice motivo. Sono andato a giocare all’estero in Portogallo, al Benfica B, e al mio rientro essendo extracomunitario in Italia potevo giocare soltanto in Serie A o nei dilettanti. Io in questo momento sto aspettando la cittadinanza italiana e quindi sono stato obbligato a giocare nei dilettanti in attesa di diventare cittadino italiano”. Oggi milita tra le fila della Palmese, ha espresso un giudizio su mister Soviero, aprendo le porte anche ad un futuro da allenatore. “Il mio rapporto con mister Soviero viene già da calciatore. Abbiamo fatto due anni insieme, uno a Salerno e uno a Venezia. È una persona splendida che già conoscevo e con la quale mi sto trovando molto bene. In futuro spero di rimanere nel mondo del calcio. Ho fatto già un corso a Coverciano di allenatore UEFA B però al momento penso alla Palmese e più in là vedremo cosa accadrà”.

Le migliori giocate di Babù:

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Studente universitario. La passione per il calcio e una nuova fiamma chiamata Bundesliga. Il Futsal come nuovo terreno di caccia. Scrivo per Maidirecalcio dal settembre 2013