Witsel beffa la Juventus: e se fosse successo a Napoli o a Roma?

Axel Witsel, Belgio - Fonte: Witsel Twitter
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Witsel Juventus – E se il belga avesse rifiutato il Napoli o la Roma?

Witsel è fuggito in Cina, attratto dai milioni del Tianjin Quanjian, per la gioia sua e del pubblico asiatico. Ad essere poco felice, invece, è la Juvenuts. I bianconeri, dopo aver trattato per tutta l’estate il calciatore, sono rimasti a mani vuote. Un’operazione lunga e complicata quella condotta da Marotta e Paratici che alla fine non ha dato i frutti sperati. Convinti di avere il centrocampista belga in pugno, la Juventus è rimasta spiazzatta dalla scelta finale del giocatore.

Dopo mesi di promesse ed annunci, è bastata un’offerta per far vacillare tutto ciò che la società juventina aveva costruito da luglio scorso. Ai bianconeri rimane l’amaro in bocca e la delusione. Una vera e propria beffa per Allegri ed i tifosi, che già si pregustavano Axel Witsel. Una sorta di dramma sportivo che la Juventus sembra aver ammortizzato senza troppi problemi. Ma immaginatevi cosa sarebbe successo se tutto questo fosse accaduto a Napoli o a Roma…

L’ira di Napoli

Alla notizia dell’offerta cinese per Witsel e della risposta positiva del calciatore, a Napoli si sarebbe risvegliato anche il Vesuvio. A fare le spese dell’ira del popolo napoletano sarebbe stato, in primis, il diretto interessato. Concluso il mercato estivo, si sarebbero sprecati elogi e proclami per il centrocampista belga. Dato come sicuro acquisto dopo le trattative estive, l’entusiasmo del popolo azzurro avrebbe convinto anche Sarri a studiare un possibile centrocampo con il nuovo acquisto.

Soprattutto dopo che, durante tutto l’inverno, lo stesso giocatore aveva annunciato l’imminente arrivo e la volontà di desiderare solo quella piazza. Il colpo di scena avrebbe fatto uscire dalle bocche dei partenopei una serie di imprecazioni, così forti da risuonare fino in Cina. Dal canto suo, anche De Laurentiis sarebbe andato su tutte le furie. Il patron napoletano si sarebbe scagliato contro i massimi dirigenti del sistema economico mondiale e cinese con l’obiettivo di annullare l’affare o di ottenere almeno un indennizzo per danni morali.

Colpa dell’America

Mentre Spalletti avrebbe iniziato a predicare calma con il suo fare psicotico, lanciando accidenti a denti stretti, a Roma l’inferno si sarebbe scatenato veramente, risvegliando anche il sentimento di guerra di Massimo Decimo Meridio. Nemico numero uno del tifo giallorosso sarebbe stata la società, i dirigenti, Pallotta e tutta l’America. Sì, perché a Roma la colpa è sempre degli americani.

A Campo dei Fiori, gli ultras avrebbero già preparato i roghi per far fare ai dirigenti romanisti la stessa fine di Giordano Bruno. Errori di gestione, di mercato ed il caso Totti sarebbero riemersi dalle fangose acque del Tevere. Il capitano, per l’ennesima volta, sarebbe stato eletto simbolo della città, ed in molti avrebbero indicato il numero 10 come prossimo presidente, calciatore e allenatore. Lo sgarbo Witsel sarebbe stata la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso. La fine della Roma americana e la definitiva elezione di Francesco Totti, unico e vero dio.

La fredda Torino

Tornando alla realtà, nessuna situazione paradossale si è creata a Torino. I tifosi bianconeri si sono rassegnati senza rammarico alla scelta di Witsel. Simbolo di una mentalità diversa che governa la città ed il tifo juventino. Un tifo più freddo e distaccato, volto solo alla ricerca degli obiettivi e della vittoria. Una tifoseria che ha imparato a non innamorarsi e a non fidarsi più dei giocatori. A confermarlo le parole di Marotta, diretto interessato nell’affare Witsel. Il dirigente bianconero ha subito rialzato lo sguardo, puntandolo verso il futuro e l’estate. Oltre l’acquisto di Thomas Rincon, il vero obiettivo sarà un top player a centrocampo.

Un acquisto alla Higuain per dimenticare Witsel. Tutto questo è frutto di una mentalità diversa e vincente, che nella Juventus trionfante degli ultimi cinque anni gioca un importante ruolo di rilievo. La freddezza juventina però allontana giocatori passionali e di cuore, bisognosi di sentire l’affetto ed il calore dei propri tifosi. Piazze come Napoli o Roma, disposte ad innamorarsi perdutamente dei propri beniamini, in alcune circostanze valgono più dei soldi e delle vittorie. In questa sede non esistono segreti per concludere affari. Impulsività e ragionevolezza fanno a pugni da secoli, ma in ambito calcistico qual è il miglior modo per vivere il calciomercato?

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