Il presidente della FA invita al coming out di massa i calciatori gay

Coming out calciatori gay – Il presidente della lega calcio inglese ha invitato i calciatori omosessuali a fare coming out.

L’omosessualità nello sport è stata spesso dichiarata un argomento taboo. Non sono molti gli sportivi che hanno deciso di fare coming out, affrontando l’opinione pubblica: il primo giocatore di football americano, Michael Sam, ha deciso di rendere pubblico il suo orientamento sessuale nel 2014. Parliamo dunque di un fenomeno recente, bloccato da una società non ancora in grado di far sentire accettato chi ha un orientamento sessuale diverso dal classico schema uomo-donna. Nel mondo del calcio la questione è arrivata alle luci della ribalta grazie al coming out del calciatore tedesco Hitzlsperger, ex, fra le altre, della Lazio, lo scorso 9 gennaio. Nonostante in molti si siano esposti a favore dell’argomento, fra cui l’ex commissario tecnico Cesare Prandelli ed il presidente dell’associazione italiana calciatori Damiano Tommasi, il coraggio di esporsi non ha ancora fatto breccia nei calciatori. Notizia recente è quella di un’intervista di Clarke, presidente della Football Association, la federcalcio inglese, che ha raccontato la sua personale esperienza: “Ho incontrato 15 sportivi omosessuali nelle ultime quattro settimane, tra questi c’erano anche calciatori. E ho chiesto la loro opinione. È difficile trovare una soluzione comune perché molti calciatori gay sono felici come sono, e non si preoccupano di come possano stare altri colleghi. Non voglio costringere nessuno a uscire allo scoperto, deve essere una scelta personale”.

Il problema principale è legato alla possibile reazione dei tifosi, capaci di insultare non solamente i giocatori avversari ma anche i propri in caso di fallimento: “A inizio stagione tutti i tifosi sono convinti che sarà la loro annata e pensano positivo: sosterrebbero i giocatori gay nei loro club, ma sono preoccupato di cosa urlerebbero contro i gay delle altre squadre. La mia proposta è questa: se un certo numero di calciatori di alto livello vogliono dichiararsi gay, perché non farlo insieme? Una persona non dovrebbe affrontare tutta la pressione da solo ma la condividerebbe con altri”.