L’incredibile storia del giapponese Miura: meteora in Italia e profeta in patria, rinnova a 49 anni

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Il calcio ha partorito un’altra delle sue storie affascinanti e sorprendenti. Quella di Kazuyoshi Miura  (三浦知良 per i nostri amici nipponici) incominciò nell’ormai lontano 1982. Ma forse è meglio far partire il suo racconto dalla fine.

RINNOVO

E’ notizia di poche ore fa che questo calciatore giapponese, di ruolo attaccante, ha appena stipulato il rinnovo di contratto con la sua squadra, lo Yokohama FC militante in seconda divisione giapponese, alla veneranda età di 49 anni suonati, 50 a febbraio. Ma chi è esattamente questo Miura? E che cosa lo distingue dai pochi, ma tenaci “nonnetti” del calcio?

LA SCUOLA BRASILIANA

Le doti calcistiche di Miura si intravedono sin dalla tenera età. Ben 35 anni fa, e a soli 15 anni, il piccoletto sembra essere un predestinato del calcio nipponico e viene prelevato da una squadra brasiliana, l’Atletico Juventus, per farlo crescere nel proprio settore giovanile. Il ragazzo dimostra subito buone capacità, forse insolite per un calciatore della sua provenienza e che non lo fanno sfigurare tra i tanti talenti naturali del luogo, così da passare al Santos, lo storico club di Pelè.

Una responsabilità che il piccolo Miura non avverte, anche perchè non trascorre neanche un anno che si trasferisce ad un altro club brasiliano, il Palmeiras. Molti trasferimenti ma poche partite per l’astro nascente del Sol Levante, che sembra avere un periodo di appannamento, probabilmente continuato ancora a lungo se non ci fosse stato per gol. Era il 1988 e il giapponese giocava nel XV de Jau, squadra del distretto di San Paolo, quando entrò nella storia con un gol al Corinthians (primo giapponese a segnare al club paulista). Da quella rete le cose per lui migliorano, tanto da essere ritenuto una delle migliori ali offensive del campionato, dato molto indicativo in un torneo brulicante di brasiliani dai piedi buoni. Passato al Coritiba, nel 1989 vince il campionato distrettuale e l’anno dopo ritorna al Santos, prima di ritornare in patria.

I PRIMI SUCCESSI

Chiusa la non breve parentesi brasiliana, agli inizi degli anni ‘90  approda allo Yomiuri (poi rinominato Verdy Kawasaki) dove si consacra vincendo il torneo nazionale e molti premi individuali. A seguito di questi successi la nazionale giapponese lo chiama in rosa. Miura partecipa alla spedizione olimpica del 1992, oltre a vincere la Coppa Asia-Africa.

Kazuyoshi Kazu Miura

ITALIA E RECORD

Miura acquisisce così una caratura internazionale e attira le attenzioni italiane. Nell’estate ’94 il Genoa lo compra. Sarà il primo giapponese della Serie A. Nonostante il grande evento mediatico ed economico costruito attorno al suo arrivo, Miura incise poco nel nostro campionato. 21 presenze e solo 1 gol, nel derby di Genova vinto dalla Sampdoria per 3-2. Dopo una stagione costellata anche da tanti infortuni, l’attaccante giapponese decide di tornare in patria, nel Kawasaki, la squadra che aveva lasciato per il sogno europeo.

Il gol nel derby:

CONSACRAZIONE

Miura diventa un vero e proprio idolo. Vince il premio come miglior giocatore asiatico e giapponese, nonché la Coppa dell’Imperatore con la sua squadra. Il traguardo più importante però è stato il primo accesso del Giappone alle fasi finali di un mondiale, ottenuto anche grazie ai gol di Miura. Per la nazionale giapponese, la qualificazione al Mondiale del 1998 è un risultato storico, che apre le porte ai futuri successi continentali e internazionali più in generale.

Per il resto della sua carriera fino ad oggi, fatta eccezione per le parentesi con Dinamo Zagabria (1999) e Sidney (2005), Miura rimane a giocare in Giappone, legandosi per tanti anni con lo Yokohama, squadra con cui ha appena rinnovato il contratto di un altro anno. Miura ora è un grande personaggio nel suo Paese, è stato scelto più volte per far parte dei FIFA World Stars, e ha un museo personale con tutti i suoi trionfi.

Insomma, cresciuto calcisticamente in Brasile, apparso come una meteora in Italia e consacratosi come idolo in Giappone, Kazuyoshi Miura  non ha ancora finito di stupire…

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