Mazzarri all’attacco, ancora veleno sull’Inter

Mazzarri Watford West Ham

Mazzarri-Inter – Walter Mazzarri e l’Inter non si sono lasciati benissimo: ogni volta che parla dell’esperienza in nerazzurro, il manager del Watford non perde occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa.

Le strade di Walter Mazzarri e dell’Inter si sono divise da più di due anni, ma qualche attrito è rimasto. Oggi l’allenatore di San Vincenzo allena il Watford in Premier League, ma ogni volta che ha l’occasione di tornare sull’unico esonero della sua carriera non va per il sottile. Intervistato da Calcio 2000, l’ex nerazzurro ha voluto sottolineare la qualità del lavoro svolto e ha elencato una serie di attenuanti circa la gestione dell’Inter di quegli anni.

UN MIRACOLO

Sbarcato a Milano dopo un’ottima parentesi alla guida del Napoli, Mazzarri ebbe il compito di risollevare l’Inter dopo un paio di annate decisamente sotto tono. La stagione si chiuse con un quinto posto che non soddisfò i tifosi, ma il tecnico toscano ha una visione opposta.

Inter? Lasciando perdere l’esonero, perché arrivò poco dopo l’inizio della stagione, e quindi c’è poco da commentare, al primo anno arrivammo quinti. E fu un grande risultato considerando quel particolare momento storico. Per quella situazione, penso che l’Europa sia stata un vero miracolo.

Secondo l’attuale manager del Watford, il più grande problema della sua avventura in nerazzurro fu il doversi scontrare con un ambiente che puntava al massimo per storia e blasone, ma senza fare i conti con la realtà.

E aggiungo che è sbagliato pensare che l’Inter avrebbe dovuto vincere lo Scudetto solo per il nome. Ricordiamo la squadra che ereditai? Tante difficoltà, giocatori a fine carriera o in scadenza e un presidente storico che di lì a poco avrebbe ceduto la società.

POTENZIALE NON DA INTER

Mazzarri insiste parecchio sul valore della rosa a sua disposizione e, più in generale, sulle risorse disponibili in quel momento all’Inter. Nel pieno di una fase di transizione societaria, Mazzarri si ritrovò con un budget decisamente inferiore agli standard nerazzurri.

Pochi avrebbero potuto fare di meglio. La mia esperienza all’Inter è ricordata come un disastro, ma non è vero. C’era un potenziale che non era da Inter, con 70 milioni di monte ingaggi e valori esageratamente diversi rispetto alla squadra, per esempio, di Mourinho. Ma questo qualcuno non l’ha ancora capito.

L’ex Napoli ed Inter ha inoltre rivelato di non essere al conoscenza del passaggio di proprietà imminente e di aver scelto l’Inter nonostante tante offerte in Italia e in Europa.

Non sapevo che Moratti avesse intenzione di cedere la maggioranza, non ne ero al corrente. In quel momento c’erano tante offerte, sia in Italia che in Europa. E tutte da veri top club. Ma scelsi l’Inter per il suo blasone. Era una grande sfida per me”.


About The Author



Milanese momentaneamente trapiantato a Parigi. Una laurea in Comunicazione, media e pubblicità, tanta voglia di lavorare e una passione infinita per lo sport e per questo mestiere.