Sotto pressione: il paradosso di Manolo Gabbiadini

Gabbiadini

Gabbiadini Napoli – Incredibilmente, proprio nel momento in cui non ci si aspetta nulla da lui, l’attaccante partenopeo sta dando il meglio di sé.

Il trittico di partite casalinghe che il Napoli ha davanti in questo inizio di nuovo anno si chiuderà con il match di domenica contro il Pescara. Per adesso i risultati delle altre due gare hanno favorito gli azzurri, con le vittorie contro la Sampdoria in campionato e lo Spezia in Coppa Italia. Più in generale, gli azzurri sono imbattuti in tutte le competizioni da ben 12 partite: l’ultima sconfitta è quella di misura allo Juventus Stadium, risalente a quasi tre mesi fa. Merito di tutta la squadra, anche di un elemento finora estraneo alle gioie azzurre come Manolo Gabbiadini.
L’attaccante partenopeo, dopo un inizio di stagione semplicemente demoralizzante, sta trovando piano piano il ritmo giusto. Anche ieri, in Coppa Italia, è arrivato un gol. Facile, di petto, su assist di Rog. Coefficiente di difficoltà non elevatissimo ma si tratta pur sempre del terzo gol consecutivo per il giocatore offensivo. Numeri che fanno notizia, perché Gabbiadini da tempo non riusciva a segnare per tre partite di fila. L’ultima volta, sempre con la maglia del Napoli, risale al 2015: nella fase finale dell’era Benitez Gabbiadini, che in quella squadra giocava esterno nel 4-2-3-1, aveva segnato un gol a testa contro Wolfsburg, Cagliari e Sampdoria. L’ex squadra, inoltre, si conferma vittima importante del giocatore. Un miglioramento improvviso che può sembrare casuale. O forse no.

Paradossi

Ad inizio stagione Gabbiadini era chiamato ad un compito importante: quello di sostituire Gonzalo Higuain. Mestiere difficile, anche per una ragione piuttosto importante: il ragazzo non è una prima punta pura. La società sembrava crederci, addirittura prima dell’inizio di campionato sembrava pronto il rinnovo di contratto. Il poker nell’amichevole contro il Monaco sembrava aver convinto tutti. Forse, l’unico davvero non convinto era proprio Gabbiadini.

Le prestazioni in campionato, escluso il gol con il Chievo, sono sconcertanti. Avulso, fuori dal gioco, non considerato dai compagni in campo. E anche la società, che fino a quel momento l’aveva sostenuto e protetto, adesso comincia a fare dei passi indietro. Il rinnovo è un miraggio, iniziano a venir fuori le prime voci di cessione. Nella gara contro l’Inter, giocata bene, il ragazzo viene applaudito dal pubblico anche solo per un passaggio fatto bene. Un segno di incoraggiamento ma anche di eccessiva “pietà” nei confronti di un giocatore che ha bisogno di ritrovarsi ripartendo dalle cose semplici.

Colpo di reni

Gabbiadini

Gabbiadini – FOTO: sito ufficiale Napoli

La prima parte di stagione sta per termine. Gabbiadini viene ormai considerato un ex giocatore del Napoli: ha offerte ovunque, dalla Premier alla Bundesliga. Bisogna solo decidere a chi cederlo, in base all’offerta. Nel finale di gara contro la Fiorentina Sarri lo butta nella mischia. Rigore per il Napoli, sul dischetto va proprio lui: realizzazione e 3-3, lascito importante. “L’ultimo gol con la maglia del Napoli”, si titola. Peraltro, il ragazzo entra e si prende la responsabilità del rigore finale, segnandolo. Tanta roba, per uno che viene definito debole di personalità.

Il mercato porta in dono Pavoletti: è lui la prima punta che serve a Sarri. L’ex Genoa però è ancora infortunato, deve recuperare. Così, contro la Sampdoria si va avanti col falso nueve: sullo 0-1 ancora una volta Sarri fa entrare Gabbiadini, che lo ripaga con la rete dell’1-1. Il terzo gol arriva ieri, poco prima della staffetta con Pavoletti. Resta da capire se sarà davvero l’ultima segnatura con la maglia azzurra. Intanto, la mente sembra sgombra e la tranquillità, derivata forse da responsabilità mancanti, ha favorito il rendimento.

Funzionare al contrario

Interessante notare come il rendimento di Gabbiadini sia proporzionale alla difficoltà della situazione. “Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”, si dice. Ebbene, Gabbiadini ha dimostrato forse troppo tardi di essere un duro, ma l’ha fatto. Tre gol che pesano come macigni per i risultati recenti della squadra. Tre segnature che incredibilmente potrebbero rilanciarlo nelle gerarchie di squadra.

Presumibilmente, Gabbiadini partirà comunque: il Napoli sa che può ricavare una cifra importante, difficilmente si lascerà sfuggire almeno 20 milioni. L’attaccante, però, ha dimostrato ancora una volta che il suo talento non l’ha mai abbandonato. E che, sotto un diverso tipo di pressione, si può rendere persino fuori ruolo. E, anche se dovesse rimanere, meglio non parlare di rinnovo: a Gabbiadini piace vivere – e segnare – così, sul filo del rasoio, pericolosamente in bilico tra il tempo indeterminato e un voucher. Uno splendido paradosso per un giocatore che, evidentemente, ha ancora molto da dare.

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Studente di Scienze Motorie. Calcio, tennis, wrestling. La scrittura come passione, lavoro e veicolo emotivo. Su Contra-Ataque perché proporre qualcosa di differente, al giorno d'oggi, è fondamentale.