I bomber della Serie B come oggetto di culto

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Il culto della serie B raccontato attraverso alcuni dei bomber che ne hanno segnato la storia più o meno recente dentro e fuori dal campo

All’ingresso campeggia uno striscione con su scritto: Tempio della Serie B. Aperto ogni Sabato dalle 15 alle 17 con aperture straordinarie nei giorni di Venerdì e Lunedì. Ad accogliere i curiosi c’è un riccioluto signore con uno strano accento, a metà tra la tipica calata veneta e la cadenza che distingue tra mille gli abitanti di Roma. Il nome scritto sul cartellino ne rivela l’identità a quelli che, mossi anche da un pizzico di nostalgia, si avvicinano con fare timido all’ingresso: Damiano Tommasi, rappresentante del tempio della Serie B.

L’ingresso

Una volta accolti e fatti accomadare è subito chiara ai visitatori la natura del luogo nel quale si trovano. Nel maestoso atrio che segue la porta d’ingresso campeggia su un lenzuolo bianco una scritta dai colori neri e i contorni marcati: o tu, presidente che il campionato di serie B vuoi dominar, chi compri oltre a Troianiello Gennar?

Gennaro Troianiello è probabilmente il volto moderno della serie B. Assaporata per la prima volta nel 2009-2010 in quel di Frosinone è stato subito amore a prima vista. Sassuolo e Palermo le squadre con le quali Gennaro ha vinto il campionato, Siena l’unica esperienza in serie A senza però riuscire ad esordire, Verona per cercare di ritagliarsi uno spazio ancora maggiore nella storia della categoria.

Il culto di Troianiello però più che alle gesta calcistiche è dovuto, come molti dei culti moderni, ad un uso dei social senza filtri ed estroso. Oggetto di una petizione promossa dai tifosi del Palermo per promuoverne l’impiego da titolare ha affermato, nella sua presentazione alla stampa all’inizio della non fortunatissima parentesi di Terni  che “Il calcio è bello perchè è rotondo”. L’interpretazione è libera ma ciò che è certo è il fatto che Gennaro Troianiello è culto e, assicura Tommasi ai visitatori, questo è solo l’inizio.

L’accesso alla stanza contenente le diapositive con le immagini di questo goal di Troianiello è severamente vietata ai minori di 18 anni

Il salone

Tommasi, prendendo spunto dalla Treccani, introduce i visitatori nel salone centrale del tempio cercando di definire  il concetto di culto: il culto, sottolinea, è caratterizzato da un insieme di atti attraverso i quali una comunità venera una o più divinità al fine di accrescere il benessere all’interno della comunità stessa.

La comunità della serie B al fine di accrescere il proprio benessere non ha mai disdegnato il culto delle divinità che occupavano il piano superiore del tempio. Molti calciatori hanno trovato nella serie B, dopo tentativi più o meno fortunati al piano di sopra, la perfetta comunità nella quale diventare oggetti di culto.

Su tutte svetta nel salone una statua interamente costruita in lapislazzuli che rappresenta un giovane di 194 cm con le braccia distese a mo’ di uccello. “È l’arione”, urla festante un bimbo che fa parte della comitiva di visitatori, “è l’arione Caracciolo” ripete dopo aver inspirato a lungo per riempire i polmoni d’aria e urlare più forte che potesse.

L’airone

Andrea Caracciolo è il secondo tra i giocatori ancora in attività che militano in serie B nella classifica dei bomber della cadetteria per reti totali segnate. 0,50 goal ogni 90 minuti giocati in serie B per un totale di 112 reti tutte segnate con la maglia del Brescia. Andrea rappresenta la parte romantica del culto della serie B. Qualche scappatella con squadre come Novara e Palermo senza mai dimenticare l’unico luogo degno di essere chiamato casa. Il romanticismo di Caracciolo ha come altra faccia della medaglia il pragmatismo e la fredezza di uno dei cecchini principe della categoria ovvero Daniele Cacia. 126 goal in serie B significa essere a meno 9 goal dl recordman assoluto di goal segnati e grande artefice del culto della serie B Stefan Schwoch. Citofonare “Vicenza” per informazioni.

  Contiene Semioli, Margiotta, Schwoch

Il salone pt. 2

Ricordo, continuava Damiano ponendosi di fronte al gruppetto di visitatori, con piacere le mie partite a FootballManager 2006, in qualunque squadra io decidessi di portare alla gloria perno indiscusso dell mio attacco era Denis Godeas. 105 reti in serie B e importante esponenete della categoria (al pari di gente come Sforzini e Granoche) di quelli che fanno della fisicità la loro arma principale. Di seguito un documento custodito gelosamente nel tempio.

                                                     Denis Godeas in un FootballManager d’annata. 

Nella carrellata che accompagna i visitatori verso l’uscita i nomi di spicco sono molteplici: Hubner, Tavano, Protti, nessuno dei quali però rappresenta in fondo, soprattutto per via di trascorsi molto più importanti, l’anima del culto dei bomber della serie B.

Ciò che attira l’attenzione dei visitatori tra le molteplici raffigurazioni di Carparelli, Beghetto, Santoruvo, è una statua che ritrae due giovani. La descrizione apposta alla base ne svela l’identità: Adamo ed Eva. Più che dalla statua in sé l’attenzione dei visitatori è attratta da ciò che tra i piedi dei due giovani sguscia: una vipera. Quando in un tempio della serie B si trova raffigurata una vipera la spiegazione è solo una. Siamo al cospetto di Salvatore Matronunzio che più di tutti, oltre a rappresentare la figura del bomber della serie B, rappresenta il culto delle serie minori.

L’esordio, a 18 anni, è in serie A con la maglia dell’Empoli e le presenze, uniche di tutta la sua carriera, sono solo 2. Il palmares recita oltre 350 presenza tra serie C1, serie C2 ed ovviamente serie B. Squalificato per tre anni in seguito ad uno scandalo legato alle scommesse è stato, insime a Filippo Carabbio, uno dei principali accusatori di Antonio Conte, suo allenatore a Siena ai tempi dei presunti brogli. Parlavamo di vipere, sottolinea stizzito Tommasi, traete le vostre conclusioni.

L’uscita

Avviandocisi verso l’uscita, l’ultima parte del tempio è dedicata ai volti che negli ultimi anni hanno comtribuito ad accrescere il culto della serie B. Tra questi una menzione d’onore va sicuramente riservata a Gianluca Lapadula. 30 goal nello scorso campionato in cadetteria (3 in quattro partite di play-off) e 11 assist e che sono valsi al Pescara il ritorno in serie A a distanza di 4 anni e, per Lapadula, lo zampino in 41 goal del Pescara, almeno 16 più di ogni altro giocatore della scorsa serie B (dati Opta). Lapadula, data anche la recente convocazione in nazionale ed il passaggio in estate al Milan, ad oggi rappresenta quello che ce l’ha fatta.

                                                                                Lapagoal alimenta il culto

L’uscita degli spettatori è accompagnata dalla consegna di un foglietto bianco sul quale è riassunta la ratio di quello che hanno visto. Le scelte dei protagonisti di questo tempio, si legge, sono scelte dettate dal cuore e dalla ammirazione personale. Se vuoi contribuire ad accrescere il culto dei bomber della serei B indicaci i tuoi prefereti e un giorno, magarai, potrai tornare ad adorarli.

Di Gianmauro Calabrese

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