Mourinho attacca una Big e spiega: “Qui è tutto più difficile”

José Mourinho, Manchester United - Fonte: Manchester United Twitter

Mourinho Manchester United Premier League – Lo Special One ha ritrovato la sua grinta e non risparmia critiche al Bayern Monaco: “Non ha rivali e compra i migliori alle concorrenti”.

José Mourinho è Special dentro e fuori dal campo. Lo si capisce benissimo quando il tecnico portoghese accetta di lasciarsi intervistare: gli bastano poche parole, qualche ricordo e un paio di frecciate piccate per essere al centro dell’attenzione. Intervistato in esclusiva per il magazine transalpino France Football, il tecnico ex Inter e Chelsea non ha lasciato nulla al caso, mettendo bene in chiaro il motivo del suo approdo al Manchester United: “La vittoria è come la luna, mentre la sconfitta è come l’inferno”.

Sul suo rapporto con lo spogliatoio, Mourinho ha tenuto precisare: “Bisogna sapersi abituare alla piazza in cui si gioca e agli uomini che si ha a disposizione. Questo vuol dire essere persone intelligenti. Curare le relazione nello spogliatoio è basilare per creare stabilità: in passato al Manchester United c’erano uomini di carattere come Giggs, Keane e Scholes. Oggi ci sono Rooney e Carrick – poi aggiunge sul conto di Zlatan Ibrahimovic – Non è inglese ma non ci ha messo molto ad inserirsi nell’ambiente della Premier League, in poco tempo è divenuto molto più che solo un calciatore”.

Mourinho e la concorrenza spietata

Eppure il compito di giocarsela in Premier League è tutt’altro che semplice, la concorrenza è tanta: “Qua ci sono tanti club pronti ad investire grandi cifre per essere sempre più competitivi di anno in anno. Il campionato è aperto per tutti, non come nel resto d’Europa. Prendiamo ad esempio la Germania: quando mai il Bayern verrà insidiato per il titolo nazionale? Se la squadra più forte compra i migliori giocatori dalle concorrenti non c’è modo per spodestarla”. Tutto il contrario di quello che succede in terra d’oltremanica: “In Inghilterra c’è lo United, il Chelsea, il Manchester City, il Liverpool. Non c’è modo di instaurare un dominio duraturo negli anni. Tutto è più difficile: vincere, comprare, investire“.

Poi la chiosa finale sulle regole non scritte ma ferree dell’allenatore factotum: “A volte bisogna cercare di manovrare psicologicamente il gruppo attraverso l’impatto dei media. Creare uno stato d’animo può essere fondamentale, ma tutto diventa più facile quando si ha una squadra con forti personalità. All’Inter c’era gente come Materazzi, Cordoba, Ibrahimovic, Milito, Thiago Motti. Uutti erano disposti a seguirmi. Avere una squadra con personalità piatte è un altro discorso. Prima di iniziare un lavoro, bisogna conoscere a fondo gli uomini con cui si avrà a che fare”.

Stefano Mastini