I cinque folli motivi per cui il Barça può ripetere la ‘remontada’

Mou Camp, Barcellona-Real Madrid

Le notti di Champions League sono notti di storia, di vicende irripetibili figlie di partite e di emozioni diverse. Ogni eliminatoria è a sé stante e vive di battiti anormali, di ritmi diversi e non concepisce parallelismi veri e propri. Eppure nell’incontro di ritorno tra Barcellona e Juventus, valevole per l’accesso alle semifinali della competizione più ambita del mondo, il fil rouge della sovversione del risultato dell’andata ritorna, come col Paris Saint Germain. Quindi, se all’andata la Juventus aveva buoni motivi per battere il Barça, anche i catalani possono averne altrettanti per credere in un’altra ‘remontada’, con un Camp Nou gremito e un’altra notte epica da poter vivere.

Barcellona, cinque motivi per ripetere la remontada

1. Formazione tipo

Al di là degli esperimenti vari sfociati in un 3-4-3 e in diversi esperimenti, non c’è dubbio che il miglior vestito per questo Barça, fin dai tempi di Rijkaard, è il 4-3-3. Spazio dunque a Jordi Alba, il miglior complemento di Iniesta e Neymar a sinistra, e a Sergi Roberto, che seppur in versione cerotto garantisce comunque copertura a Messi, insieme a Rakitic. Con il modulo che ha garantito il triplete, Luis Enrique si giocherà il tutto per tutto.

2. MSN

Il tridente più acuminato del momento e forse il più risolutivo della storia del calcio è sempre una garanzia di gol, soprattutto al Camp Nou. È vero che la specialità della Juventus è difendersi, ma al Camp Nou le ultime partite sono state tutte goleade, e quei tre lì davanti si completano perfettamente: Messi crea, Neymar spacca la difesa e Suarez definisce. Se c’è un attacco in grado di segnare più di tre gol in una partita, è quello blaugrana.

3. Tifo a favore

Nonostante il Camp Nou non sia rinomato per essere una torcida tipo brasiliana o un mucchio di ultras sfegatati, l’apporto del pubblico sarà importante e si farà sentire. Oltre novantamila persone soffieranno affinché il vento sia a favore dei blaugrana. E lo stesso Luis Enrique è consapevole del potenziale del suo stadio: “Se facciamo il primo gol, il secondo lo farà il Camp Nou”. Giocare la partita di ritorno in casa è comunque un vantaggio, soprattutto dal punto di vista psicologico.

4. Niente da perdere

Al di là del fatto che se il miracolo è accaduto una volta può accadere di nuovo, il Barça non ha niente da perdere e tutto da guadagnare. Luis Enrique andrà via tra un mese e un ciclo glorioso potrebbe stare per chiudersi. Niente di più motivante per gettare il cuore oltre l’ostacolo e ottenere nuovamente qualcosa di impossibile. L’esperienza in serate come questa può aiutare, anche se si tratterà principalmente di una questione di fede. Le gambe dei blaugrana saranno leggere, così come il loro animo.

5. Un gol riapre tutto

Come ben ha detto Allegri, servirà lucidità, soprattutto in caso di un gol avversario. Dunque, nonostante la Juventus sia maestra nello gestire partite tignose e viva sempre sul filo del rasoio, una marcatura rapida da parte dei blaugrana renderebbe il Camp Nou un inferno. Da quel momento in poi reggere l’onda d’urto di un attacco fenomenale e il fiato sul collo di oltre 90mila spettatori potrebbe essere difficile anche per la Juve. Perché queste partite non le vince il cuore che batte più forte ma quello che sostiene meglio il ritmo dello sforzo.