Calciomercato Inter, nella wishlist James e Mariano ma il dubbio resta Pioli

Inter Pioli Mariano Bernardeschi

INTER JAMES RODRIGUEZ MARIANO – Suning è pronta ad investire in vista della prossima sessione di calciomercato. Piero Ausilio avrebbe già incontrato l’entourage del terzino destro del Siviglia Mariano Ferreira e dell’estroso colombiano James Rodriguez al momento fuori dai piani di Zidane a Madrid. In Italia invece, occhi puntati sulla situazione contrattuale di Federico Bernardeschi e di Daniele Padelli. La proprietà orientale dovrà però prima sciogliere il nodo relativo al tecnico: Pioli potrebbe lasciare Milano, il potenziale sostituto – a meno di grandi nomi – potrebbe però risultare l’ennesimo “salto nel vuoto” di una società solita a capitalizzare al massimo i propri errori.

INTER: TUTTI I DESIDERI DI SUNING

La prossima sarà un’estate cruciale per il calcio italiano. Forse la più importante degli ultimi cinque anni. Il ritorno dei 4 posti in Champions Leaguemisura sancita dalla UEFA – lascia ben sperare per quanto riguarda il futuro della Serie A e delle squadre che concorreranno per essi. Su tutte le due milanesi, con l’Inter dagli “occhi a mandorla” volenterosa di far sentire nuovamente quella “musichetta” tanto amata ai propri tifosi. Soprattutto, a rinfrancare è la possibilità di accedere ai diritti tv continentali: denaro a pioggia che vale mille motivazioni sportive e non. La famiglia Zhang detta la linea e Thohir non se ne allontana – azionista di minoranza com’è – con il diktat “spendere e spandere” che si allarga a macchia d’olio da Corso Vittorio Emanuele fino alla Pinetina. Iniziano a spuntare i primi nomi sulla lista di calciomercato di Ausilio e dei suoi uomini, dai prospetti mediatici e di talento assoluto fino alle figure utili: James Rodriguez, Federico Bernardeschi, Mariano Ferreira, Ricardo Rodriguez e Daniele Padelli.

SPENDERE E SPANDERE

Voce del verbo investire. All’Inter questo tipo di problema – comune almeno all’80% delle squadre italiane – non esiste: la nuova dirigenza è pronta a mettere mano al portafogli, forte evidentemente del proprio insediamento e della possibilità di pattuire nuovi accordi con Unicredit. Il rischio di impresa sembra non spaventare i nuovi “sugar daddies” del calcio mondiale al pari di quello che si è già visto in Premier League con il Chelsea di Abramovich e il City di Mansour. Ecco quindi che le cifre “folli” non sembrano nemmeno tanto tali, o meglio non irraggiungibili per i magnati d’oriente. James Rodriguez è costato alle Merengues la bellezza di 80 milioni di € ma per 60 può lasciare il Bernabeu, medesima valutazione anche per la stellina di Carrara: la Fiorentina è pronta a trattare – adesso o la prossima stagione – sulla base di un’offerta superiore ai 50 milioni. Il giovanotto di Cucuta potrebbe già cambiare casacca in estate, mentre per il viola (conoscendo i Della Valle) ci sarà da attendere quella del 2018. Insieme al colombiano potrebbe arrivare dalla Spagna quel Mariano Ferreira, eroe della scorsa edizione di Europa League, che Monchi ha portato a Siviglia dopo l’addio di Aleix Vidal, mentre dalla Germania gli operatori di mercato fanno sapere che Ricardo Rodriguez del Wolfsburg è più di un pensiero nella mente dei dirigenti nerazzurri. A completare il quadro anche il papabile post-Handanovic: Daniele Padelli, numero uno del Toro detronizzato dall’arrivo di Joe Hart.

DUBBIO PIOLI

A spaventare i tifosi dell’Inter è però la scarsa visione d’insieme della società, da sempre intenta in rivoluzioni estemporanee che poco o nulla hanno reso in termini sportivi. Per costruire una macchina perfetta, oltre ai campioni, ci vogliono tempo e programmazione, in tal senso i nomi delle semifinaliste di Champions League odierne lasciano ben intendere come si amministri il calcio moderno: l’Atletico Madrid ha costruito su Simeone un ciclo vincente basato sul carisma del Cholo, capace di gestire al meglio i giovani a disposizione e gli innesti talentuosi concessi dalla dirigenza dei Colchoneros; la Juventus ha messo le basi della propria dominazione italiana con Antonio Conte, uomo di carisma e tutt’uno con gli Agnelli, e ora si è lanciata in un’internazionalizzazione che tutto o quasi deve alla pragmatica guida di Max Allegri, uno che da un’altra milanese è stato svezzato; Jardim è alla terza stagione al Monaco dopo un avvio non troppo felice, mentre Zidane non è altro che l’emblema Blancos pre-CR7 assurto ad araldo di Ancelotti.

Stefano Pioli invece sembra essere, ogni giorno di più, l’uomo sbagliato nel posto giusto. L’ex tecnico della Lazio conosce a menadito la Serie A ma non può dire lo stesso delle competizioni europee. Non solo, il suo carisma, se rapportato con quello di altri colleghi ben più mainstream, latita e poco e male si avverte in campo e fuori. Arrivato per salvare i meneghini dall’incubo Orange, Pioli ha raggranellato in stagione finora 14 vittorie, 3 pareggi e 7 sconfitte per una media punti di 1,875 a partita. Dati questi che risultavano decisamente più altisonanti a febbraio-marzo nel momento di maggior forma dell’Inter, tant’è che in molti scomodavano la parola (avventata) “scudetto”. Ora che il giocattolo sembra essersi incantato, potrebbe venire meno anche il rapporto di fiducia con la tifoseria – mai scoppiato del tutto a dirla tutta – che spesso l’ha bollato come inadatto al ruolo.

Per aprire un nuovo ciclo vincente l’Inter, oltre ad interessarsi a prospetti di valore, dovrà sciogliere il nodo relativo al tecnico, il tutto sposando anche la realtà dei fatti. Quale Big sarebbe disposto a prendersi una formazione come quella milanese, dalla rosa incompleta e priva della Champions League? Se il nome valesse “la candela” allora si potrebbe davvero tentare il grande azzardo. Se così non fosse, Suning dovrebbe tenere in considerazione il tecnico di Parma almeno per un altro anno: giusto il tempo per tornare in Champions League, dopodiché amici/nemici come prima.      

Stefano Mastini