Kylian Mbappé al potere. Lo sbalorditivo ragazzo del Monaco

Mbappè Ronaldo Henry

Il 20 luglio di un anno fa ero in spiaggia. Terzo giorno di vacanze, io comodamente seduto sotto l’ombrellone, tra i piedi la sabbia e tra le mani quello smartphone che nemmeno in ferie riesci a lasciare a casa. Mi collego ad internet per la mia personalissima rassegna stampa mattutina e mentre sfoglio le pagine elettroniche (basta un dito, che tempi), mi imbatto in un articolo di Francesco Oddi su Gazzetta: Europeo Under19, sarà Italia-Francia in finale. Il pezzo è una presentazione della gara, ma soprattutto un elogio a un ragazzino di 17 anni che, il giorno prima, aveva fatto impazzire il Portogallo in semifinale. È stata quella la prima volta che ho sentito parlare di Kylian Mbappé. Duecento e passa giorni dopo, il nome di Mbappé l’avrò e l’avrete sentito almeno un centinaio di volte. Gli è bastato meno di un anno per prendersi le luci dei riflettori di tutta Europa, diventando l’oggetto del desiderio di sceicchi e petrolieri, scomodando paragoni illustrissimi che richiamano addirittura gente come Titì Henry…

E come potrebbe essere altrimenti? La sensazione che ebbi quel giorno d’estate, leggendo, è stata la stessa che ho avuto ieri l’altro, ammirandolo. Insomma, il Monaco ci ha ufficialmente regalato un fenomeno.

Kylian Mbappé, qui etes-vous?

Mbappé nasce a Bondy, un comune francese di circa 54mila abitanti, a una manciata di km da Parigi. Comune che, udite udite, è gemellato con Furci, paesino abruzzese di mille anime. Il papà è dirigente dell’AS Bondy ed è in questa squadra che Mbappé tira i primi calci. Arriveranno, poi, l’INF Clairefontaine (la più importante accademia calcistica francese) e le giovanili del Monaco, nel 2013, storica e gloriosa fucina di talenti pallonari. Mbappé ci mette poco, pochissimo a farsi spazio, a dimostrare che fa un altro sport rispetto a tutti gli altri. Una leggenda metropolitana narra che, dopo il primo allenamento a La Turbiè, l’allora tecnico del settore giovanile monegasco abbia esclamato sbalordito: “Qui êtes-vous?”, chi sei tu?

L’escalation di Mbappé è storia nota e soprattutto recente. Il Monaco ha dimostrato di essere uno dei centri formativi più forti di sempre: dopo Petit, Thuram, Trezeguet e Henry, ecco un nuovo gioiello, un vero e proprio astro nascente destinato a diventare tra i migliori del globo.

Mi chiamo Kylian, infrango record

Le doti tecnico-atletiche del ragazzo sono sbalorditive. Dotato di grande resistenza fisica, Mbappé è una prima punta atipica, che segna e fa segnare. È veloce, è rapido, pensa in fretta e agisce ancora prima. Ha stile, è elegante ed esteticamente bello da vedere. In una sola parola, ha classe. Questo tipo di classe:

Mbappé si scuserà a fine partita con Otamendi per non avere esibito il cartello: pavimento bagnato

Ma quello che più di ogni altra cosa lascia di stucco è la freddezza, la capacità di essere sempre lucido, di fare la cosa giusta al momento giusto, soprattutto sotto porta. A differenza di molti alla sua età, le giocate di Mbappé hanno un unico scopo: il risultato finale. Non è evanescente, non è fine a sè stesso. Concretezza unica, specialmente se paragonata alla carta d’identità. Guardare per credere:

Mbappé spegne il Borussia Dortmund su gentile regalo di Piszczek: glaciale

Esiste, poi, un fattore che rappresenta al meglio la straordinaria forza, combinata a precocità, del talento francese: i record. Nelle ultime 16 partite col Monaco, Mbappé ha realizzato 16 reti; in stagione fanno 22, più 8 assist. Ha inciso, con una rete o con un passaggio decisivo, in 27 delle 33 gare disputate dal Monaco: l’81,81%. E’ stato il primo giocatore della storia del calcio a segnare in tutte le prime quattro apparizioni ad eliminazione diretta di Champions League (5 gol tra ottavi e quarti). Ancora, Mbappé è stato il più giovane giocatore (18 anni e 95 giorni) ad esordire con la nazionale francese negli ultimi 60 anni; il più giovane (18 anni e 4 mesi) a segnare 5 gol nella storia della Champions; il più giovane, considerando gli ultimi 30 anni, a segnare 13 gol in Ligue 1, superando Henry con 18 anni e 3 mesi.

Paragoni illustri

Tenendo bene in mente il dato relativo ai 5 gol realizzati in Champions e assodato che Mbappé è stato il più giovane a raggiungere questo numero di reti, viene spontaneo capire il confronto con gli altri big del calcio europeo. Ecco, quindi, la risposta dei top player degli ultimi anni:

  • Messi, 5 gol a 21 anni
  • Ronaldo, 5 gol a 23 anni
  • Ibrahimovic, 5 gol a 31 anni
  • Lewandowski, 5 gol a 24 anni
  • Griezmann, 5 gol a 26 anni
  • Rooney, 5 gol a 22 anni.

Semplicemente sbalorditivo. E a proposito di paragoni, in apertura si diceva che c’è chi di fronte a statistiche simili chiama in causa gente del calibro di Henry. D’altronde, i fattori in comune tra Mbappé e l’ex Arsenal sono molteplici:  entrambi francesi, entrambi provenienti dalle giovanili del Monaco, per dirne due. Eppure, in tutta onestà, a pari età Titì era un giocatore diverso, per certi versi (forse) addirittura inferiore. Con le dovutissime proporzioni, di calciatori simili, cioè capaci a 18 anni di esprimere freddezza, gol e concretezza, ce ne sono stati davvero pochi. Forse uno, il cui nome era Ronaldo, detto il Fenomeno. Ma se è vero che i paragoni fanno male ai calciatori, meglio desistere. Che Mbappé resti Mbappé. Per ora va benissimo così…