Ventun giocatori ed un alieno, Messi vince il Clasico

esultanza polemica Messi

23 aprile 2017, a Madrid è il Clasico di Leo Messi. La Pulce gioca tutto il primo tempo con un fazzoletto in bocca dopo la gomitata di Marcelo, arrivata pochi minuti dopo aver subito un fallo da dietro da Casemiro. Per capire la gravita dell’urto, il terzino brasiliano si è fatto curare il gomito. La botta fa scattare l’interruttore dentro la Pulga: poche volte si è visto un Messi così rabbioso in carriera. Per 90 minuti, parafrasando l’avvocato Buffa, lui è Zorro e quelli in maglia bianca sono il sergente Garcia. Imprendibile.

Messi vince il Clasico da solo e il Barcellona aggancia il Madrid in testa alla classifica: è one man show al Santiago Bernabeu

Dopo aver messo Paco Alcacer e Luis Suarez soli davanti a Keylor Navas ed aver realizzato che non sarebbe bastato, Leo Messi ha deciso di mettersi in proprio, concludendo con un gol nel secondo ed ultimo minuto di recupero. L’esultanza con la quale va a mostrare la sua maglia ai tifosi del Santiago Bernabeu rimarrà nella storia di questo sport, dopo 90 minuti che danno una spallata all’ateismo.

Real Madrid-Barcellona, il tabellino

Real Madrid (4-4-2): Navas; Carvajal, Sergio Ramos, Nacho, Marcelo; Modric, Casemiro (dal 70′ Kovacic), Kroos, Bale (dal 39′ Asensio); Benzema (dall’82’ James), Ronaldo. Allenatore: Zidane.

Barcellona (4-3-3): Ter Stegen; Sergi Roberto, Piqué, Umtiti, Jordi Alba; Rakitic, Busquets, Iniesta; Suarez, Messi, Paco Alcacer (dal 70′ André Gomes). Allenatore: Luis Enrique.

Marcatori: 28′ Casemiro, 33′ Messi, 73′ Rakitic, 85′ James, 90’+2 Messi.

Note: ammoniti Casemiro, Umtiti, Kovacic, Messi, espulso Sergio Ramos.

Real Madrid-Barcellona, le pagelle

Real Madrid 6,5: Partita da manicomio per i ragazzi di Zidane. Oggi per provare a ragionare con Messi sarebbero serviti undici AK-47.

Keylor Navas 7: Se il Real Madrid non capitola con un parziale umiliante è anche merito suo, che si supera in tre occasioni negando la rete agli avversari.

Daniel Carvajal 6,5: Partita più che sufficiente dell’esterno destro del Real Madrid, che regala anche un paio di perle in fase di impostazione.

Nacho Fernandez 5,5: Sul primo gol rimane inchiodato sul posto, nel mezzo un paio di uscite non propriamente eleganti.

Sergio Ramos 5: Prende il palo che serve il gol dell’1-0 a Casemiro. Nel secondo tempo entrata criminale su Messi in campo aperto: al contrario di Casemiro lui non viene graziato ed esce polemizzando.

Marcelo 7: Solita partita monstre dell’esterno brasiliano. Sulla fascia fa il bello ed il cattivo tempo, in proiezione offensiva è migliore di molte ali che giocano titolari nella maggior parte dei top club mondiali.

Casemiro 5: Segna il gol dell’1-0 ma contro Messi non la vede mai. Rischia il rosso diretto dopo 13 minuti (graziato) ed il secondo giallo per due volte (graziato). Sostituito nella ripresa (dal 70′ Mateo Kovacic 5,5: Entra nella ripresa e capisce obiettivamente poco di cosa stia succedendo in campo).

Toni Kroos 6,5: Partita intelligentissima a centrocampo, sventagliate da playmaker da relegato sulla fascia sinistra nel 4-4-2. In confusione nei 20 minuti finali.

Luka Modric 5,5: Troppo spesso nascosto in campo, fisicamente non è ancora al massimo e si nota.

Gareth Bale 6: Grandi dote fisiche e diligenza, costretto ad uscire nel primo tempo per infortunio (dal 39′ Marco Asensio 6,5: Entra in campo e dimostra di meritarsi la promozione in prima squadra. Incursioni continue che mettono in apprensione Jordi Alba).

Karim Benzema 5,5: Solito grande lavoro di sacrificio, ma è molto impreciso negli appoggi. Cristiano Ronaldo, in coppia d’attacco, lo soffoca eccessivamente (dall’82’ James Rodriguez 6,5entra e dopo tre minuti pareggia i conti: yo estoy aqui, è chiaro il suo messaggio durante l’esultanza).

Cristiano Ronaldo 5: Non è ancora al top. Sbaglia un paio di occasioni che Cristiano Ronaldo non può sbagliare: da lui ci si aspetta sempre di più del dovuto, ma oggi ha dato decisamente meno.

Barcellona 7: Media fra il 5 della squadra ed il 9 di Messi: è one man show, il resto dei blaugrana può restare a guardare.

Ter Stegen 6: Partita fra luci ed ombre, in alcune situazioni è troppo confusionario. Grandissima parata nel secondo tempo.

Sergi Roberto 6,5: Partita passata a soffrire le incursioni di Marcelo, l’hombre dell’ultimo minuto si guadagna i riflettori con la discesa all’ultimo respiro che permette a Messi di andare in rete, nella quale resiste a due cariche avversarie.

Gerard Piqué 6: Fase difensiva non irreprensibile, se la cava meglio da attaccante costringendo Keylor Navas al miracolo.

Samuel Umtiti 5,5: Non irresistibile, ma sta migliorando di partita in partita in impostazione.

Jordi Alba 6,5: Sempre puntuale sulla fascia sinistra, soffre più Asensio che Bale. Un paio di buone sortite offensive e l’assist per Messi allo scadere impreziosiscono la sua partita.

Sergio Busquets 6: Preciso, puntuale, lavora da frangiflutti e scandisce i tempi del centrocampo. Servono anche giocatori come lui.

Ivan Rakitic 6,5: Partita in chiaroscuro, poi un lampo di classe. Mancino dal limite dell’area che fulmina Navas, un bolide imprendibile.

Andres Iniesta 6: Pulisce palloni e li smista: questa sera in versione vigile più che inventore.

Paco Alcacer 5: Messi gli serve un pallone d’oro ma lui si scioglie, sparando su Navas. Paga dazio a causa dell’emozione (dal 70′ André Gomes 6: fa quello che deve, ossia servire coi giri giusti Jordi Alba al 92′. 55 milioni spesi bene ma non benissimo).

Luis Suarez 5,5: Non è il solito killer dell’area di rigore: Messi nel secondo tempo lo mette con contagiri davanti a Navas, lui sbaglia un aggancio troppo semplice per uno come lui.

Lionel Messi 9: Più che una pagella ci sarebbe da scrivere un libro sulla prestazione di Leo Messi. In campo ci sono 21 giocatori di calcio ed un alieno, e la differenza fra lui ed il resto del mondo questa sera è più palese che mai. Segna, mette Suarez davanti al portiere e quando è palla al piede causa frustrazione: il Real Madrid poteva tranquillamente chiudere la partita in 9 uomini. Quando vede che servire i suoi compagni non è abbastanza si mette in proprio e chiude la partita all’ultimo respiro.