Rossi guarda ancora tutti dall’alto: il decimo titolo non è fantascienza

Valentino Rossi Gp Stati Uniti MotoGP 2017

Valentino Rossi MotoGP – La MotoGP fa ritorno in Europa al termine di un week-end statunitense che ci riconsegna un Marc Marquez nuovamente vincente e, soprattutto, un Valentino Rossi che pur senza acuti ha guadagnato la vetta della classifica iridata. La piega che stanno prendendo gli eventi assomiglia molto al chiacchieratissimo 2015, anno in cui il Dottore più di ogni altra volta è andato vicino al tanto agognato decimo titolo e che rappresenta ad oggi la più grande delusione della sua gloriosa carriera. Il 46 ha dunque la possibilità di riscrivere due volte la storia: la sua, cancellando dal diario dei ricordi una pagina nerissima, e quella del Motomondiale, vincendo il decimo a 38 anni e consacrandosi definitivamente quale leggenda numero uno del motorsport.

Un finale diverso?

La situazione dopo i primi tre gran premi, dicevamo, ha assunto contorni del tutto simili a quelli di due stagioni fa, quando Valentino Rossi approcciava il ritorno in Europa da capoclassifica davanti ai rivali spagnoli. Anche allora il Dottore aveva conquistato tre podi in altrettante apparizioni ma, va detto, con ben due vittorie. E allo stesso modo i suoi rivali erano apparsi più veloci ma meno costanti: il compagno di box Jorge Lorenzo non era andato oltre a due quarti ed un quinto posto, il fenomeno Marquez aveva trionfato come di consueto ad Austin ma aveva chiuso giù dal podio in Qatar (5°) e nella ghiaia in Argentina. La classifica iridata vedeva dunque Rossi primo con 29 punti di vantaggio su Lorenzo e 36 su Marquez. In questo 2017 iniziato tra mille difficoltà, l’impressione è che Rossi abbia compiuto un’impresa se possibile più ardua pur non avendo vinto neanche una corsa. Il merito è suo ma soprattutto della straordinaria velocità mostrata sino ad ora dal neo compagno-rivale Vinales e dal sempreverde Marc Marquez. I due fuoriclasse spagnoli hanno alzato ulteriormente un’asticella che Rossi – gliene va dato atto – a dispetto dell’età continua perlomeno ad avvicinare. Il vantaggio in classifica nel 2017 ammonta a 6 miseri punti su Maverick Vinales e 18 sul redivivo Marc Marquez, un margine che non offre alcuna certezza in vista dell’itinerario europeo, soprattuto se il lungo digiuno di vittorie dovesse proseguire.

Europa decisiva

Dopo il Texas, la MotoGP farà ritorno in Europa. Il ritorno nel vecchio continente dovrebbe essere, sulla carta, un fattore favorele a Valentino Rossi nella lotta mondiale. Non è un caso che lui stesso abbia espresso la sua gioia per l’inizio della stagione europea, che inzierà e finirà in Spagna rispettivamente a Jerez ( 7 maggio) e ad Aragon (24 settembre). In Europa Rossi ha storicamente diversi circuiti a lui (e alla Yamaha) favorevoli, oltre all’incognita meteo che già in passato ha messo in luce il suo talento nella guida sul bagnato. Alla luce però del livello altissimo cui si è spinta sino ad ora la concorrenza – oltre che del minor margine in classifica – il fenomeno di Tavullia dovrà far registrare una decisa spaccatura con l’andamento della stagione 2015 che abbiamo sin qui utilizzato come termine di paragone. Allora il ritorno in Europa coincise con il ritorno prepotente di Jorge Lorenzo, che vinse quattro gare consecutive e pose le basi per il contestatissimo trionfo finale. Valentino Rossi ha già dimostrato che la costanza di rendimento è fondamentale per potersi giocare fino all’ultimo un titolo mondiale, ma deve anche fare i conti con la matematica e con la storia – sua e del motorsport – che non accettano il paradosso di “vincitore senza vittorie”. Il Dottore dovrà dunque ritrovare quel successo che gli manca dal 5 giugno 2016 (Gp di Catalogna) e cercare di mettere le ruote davanti ai rivali il più spesso possibile in vista di un finale di stagione che già si preannuncia caldissimo. Solo in questo modo potrà riscrivere il finale di un film già visto.