Regolamento Playoff: i cavilli di una Serie B finalmente competitiva

Serie B regolamento playoff- Se il campionato di Serie B finisse oggi avremmo già le tre squadre promosse. Spal, Verona e Frosinone sarebbero già in Serie A, senza passare dal purgatorio playoff. Tutto per una serie di regole un po’ cervellotiche ma piuttosto ingegnose che hanno reso il campionato cadetto molto più avvincente, rilanciando un torneo che qualche anno fa aveva avuto un crollo dal punto di vista dell’immagine e dell’interesse del pubblico. Ora invece l’interesse sembra crescente, complici le situazioni ancora tutte da definire e – diciamolo! – una ‘madrina’ d’eccezione come Diletta Leotta, che di sicuro ha dato alla B tutt’altro appeal. Un regolamento così elaborato che a fine stagione lascia ancora tutto apertissimo, nonostante la voragine fra terza e quarta, e porta anche qualche situazione un po’ paradossale.

IL REGOLAMENTO DEL CAMPIONATO DI SERIE B E IL COMPLESSO MECCANISMO DEI PLAYOFF

Partiamo con qualche cenno fondamentale sulle regole che stanno tenendo col fiato sospeso tutti gli appassionati. La prima, naturalmente, riguarda la famosa regola dei 10 punti: se alla fine della regular season il divario fra terza e quarta classificata è superiore ai 9 punti, i playoff non si disputeranno e saliranno in A le prime tre. Altrimenti saranno spareggi, ma con una formula che negli ultimi anni è stata rivista fino a rendere la classifica finale importantissima e decisiva fino all’ultimo minuto. Infatti si saprà soltanto al triplice fischio della 42ma giornata quali e soprattutto quante squadre rientreranno nel cosiddetto ‘perimetro playoff’. In questo range rientrano tutte le squadre che avranno massimo 14 punti di distacco dalla terza in classifica. Il che vuol dire che i playoff potranno essere a sei, cinque, quattro, tre o perfino due squadre, se le altre dovessero essere distanti più di 14 punti dalla terza. Nel caso in cui fossero due squadre ci sarà una semplice finale di andata e ritorno fra terza e quarta. In caso di numero dispari si procederà a sfide tra le ultime due rientranti nel novero: ad esempio, se gli spareggi fossero fra le squadre dalla terza alla settima posizione, ci sarebbe uno spareggio fra sesta e settima per decidere l’ultima partecipante alle semifinali (3a vs 6a e 4a vs 5a). E così via, fino ad un massimo di sei squadre. Quindi al massimo fino all’ottava. Quanto alla retrocessione, andranno in Lega Pro le ultime tre classificate, seguite dalla quartultima se il distacco dalla quintultima superasse i 4 punti. Altrimenti via di spareggio.

Il paradosso dello Spezia e la situazione delle altre di Serie B

Una situazione curiosa si è verificata nell’anticipo della 40ma giornata fra Perugia e Spezia. La gara è terminata 0-0, ma paradossalmente per questo complesso meccanismo ai liguri (attualmente ottavi) sarebbe convenuto di più perdere. Dopo la vittoria del Frosinone col Trapani, infatti, il pareggio fra Perugia e Spezia ha scavato un solco di 10 punti fra i gialloblu ciociari e i biancorossi umbri. Una sorta di match point: da questo momento in poi, se Frosinone, Verona e Spal le vincono tutte, sono matematicamente in A. In realtà la Spal il match point ce l’ha da subito: se domani batte la Pro Vercelli va a +16 sul Perugia e pur perdendole entrambe sarebbe comunque in A, anche da terzo. Certo, perdendo in Umbria lo Spezia si sarebbe ritrovato a -16 e avrebbe dovuto rimontare due punti al Frosinone per sperare di restare “in lista”, ma almeno sarebbe stato padrone del proprio destino. Ora invece è a -15, quindi ha comunque un punto da rosicchiare, ma in realtà tutto dipende dal Perugia (che invece vincendo sarebbe rimasto a -8) e dalla sua eventuale rimonta. Vada come vada, a due partite dal termine sono già virtualmente fuori Novara e Bari (che devono recuperare 3 allo Spezia ma anche 4 al Frosinone, essendo a -18) e il duo Entella-Salernitana, a -5 dallo Spezia e a -20 dal Frosinone.
In zona retrocessione salutano Pisa e Latina, mentre è guerra aperta fra tutte le squadre comprese fra la 20ma Vicenza (41 punti) e la 14ma Pro Vercelli (47). Insomma, a tre giornate dal termine l’unica squadra che ha già chiuso il campionato in anticipo era il Cesena, alla quale ora si sono aggiunte Latina (dopo la penalizzazione in settimana) e Pisa (spedita virtualmente in Lega Pro dalla vittoria della Ternana), oltre alle già citate Entella e Salernitana. Le altre, pur con un lumicino di speranza, possono ancora giocarsi qualcosa. Proprio come in Serie A, dove a gennaio c’erano almeno 5-6 squadre già salve e senza più obiettivi. Un punto di partenza importante per stimolare una riflessione e provare a cambiare qualcosa anche nel massimo campionato, che dopo questa stagione ha raggiunto probabilmente il punto di competitività più basso della sua storia
Di Antonio Papa