La stagione d’oro di Edinson Cavani

Cavani Psg

Cavani bomber PSG – Dopo i fasti napoletani e alcune stagioni travagliate, Edinson Cavani finalmente è tornato protagonista nel campionato francese. Un bottino da 49 gol in 48 partite tra Ligue 1, Coupe de France, Champions League e Coupe de la Ligue, nonché sei centri in sette partite con la Nazionale. La stagione deludente dei parigini non ha coinciso dunque con la prolificità del bomber ex Napoli e Palermo, che dopo le altalenanti critiche degli scorsi anni si è preso il trono di Parigi.

Cavani a Parigi

A Napoli prima dei recenti Mertens e Higuain c’era lui, Edinson Cavani. El Matador è stato il primo vero grande bomber all’ombra del Vesuvio da quando il Napoli è ritornato nel giro dei top club italiani. Il bottino è di quelli grossi: Scarpa d’oro ( stagione 2012-2013, 29 reti segnate), quarti di Champions League e visibilità internazionale. Nell’estate del 2013 il passaggio al Psg degli sceicchi è di quelli importanti: 64,5 milioni di euro pagati dai francesi per un giocatore alla terza esperienza in Europa. La Parigi che accoglie Cavani è un paese dei balocchi dalle luci sfarzose. Al Parc des Princes giocano Ibra, Thiago Silva, Pastore, Alex, Thiago Motta e dulcis in fundo David Beckham. Le statistiche delle prime tre stagioni dicono 81 gol in 148 partite coppe incluse. Da non dimenticare poi la condivisione del ruolo di “stella dell’attacco” con Ibrahimovic, il cui narcisismo ha indubbiamente ostacolato la figura di Cavani.

Inoltre l’uruguagio ha collezionato un buon numero di prime pagine sui quotidiani sportivi francesi, mai esenti da critiche verso il diretto interessato. Per di più oltre le prestazioni calcistiche el Matador non ha mai condotto una vita propriamente “zen”, in quanto spesso coinvolto in battibecchi a fine partita. Va detto poi come anche la famiglia ha avuto il suo ruolo nelle complicazioni della vita di Cavani. Nel giungo del 2015 infatti Luis Cavani, papà del bomber, viene arrestato in quanto coinvolto nell’omicidio di un giovane a Salto in Uruguay, patria della famiglia Cavani. Una vicenda struggente per il bomber che accusa il colpo. L’attaccante ammette pubblicamente il suo periodo nero e le sue prestazioni in Copa America sono un disastro, con 0 reti all’attivo. Inoltre il ruolo di esterno offensivo che Blanc gli ha ritagliato nel tridente parigino non sembra essere la posizione ideale per un attaccante dalla sensibile rapidità in area. Certo i gol non mancano, ma la pressione mediatica verso i giocatori di un club che non dovrebbe avere rivali in patria è asfissiante. Neanche Cavani sfugge alle critiche e in campo la fatica psicologica è palpabile.

Il momento d’oro

Il 4 giugno 2016, dopo un tormentone degno del matrimonio del principe William, Zlatan Ibrahimovic ufficializza il suo passaggio al Manchester United. Lo svedese lascia Parigi senza la desiderata coppa dalle grandi orecchie. Con lui se ne va Blanc, pagato salatamente, sostituito dal “re dell’Europa League” Unay Emery. L’ex tecnico del Siviglia dichiara pubblicamente di voler puntare su Cavani e mantiene la promessa. Cavani passa dal ruolo di esterno a punta centrale di un sistema di gioco più cinico e diretto rispetto al martoriante possesso palla della precedente gestione tecnica. Sulla falsa, falsissima riga del sistema-Mazzarri a Cavani arrivano molti più palloni in area e aumentano le possibilità di giocarvi internamente, senza dover spaziare troppo lungo le corsie laterali. La spaventosa media di un gol a partita lo pone al pari di Messi in campionato, anche se in toto, l’argentino blaugrana supera Cavani con 51 reti in 50 partite. Solo un alieno poteva volare più alto del Matador.

Tuttavia la stagione del Psg è un fiasco assurdo. Dopo 4 campionati vinti consecutivamente Emery perde il titolo in favore del Monaco ed esce clamorosamente dalla Champions. Resterà nella storia l’epico, tennistico e marziano 6-1 con cui il Barcellona ha ribaltato il 4-0 del Parc des Princes. Guarda caso l’unico gol in Catalunya è segnato da Cavani. Il paradosso kafkiano della stagione del Psg è individuabile nel rapporto tra il rendimento della squadra e quello del singolo Cavani. L’annata storta dei francesi ha messo sul banco degli imputati mostri sacri come T.Silva e Verratti, mentre la media realizzativa di Cavani lo ha eliso da ogni possibile polemica. Potrebbe essere un caso il fatto che nelle recenti dichiarazioni el Matador abbia aperto le porte a una sua fuga da Parigi, sintomo di un clima spogliatoio non più sereno. Il violento impatto di Cavani nella classifica marcatori ha ridato verve a una figura decisamente calata sul piano internazionale, soprattutto da quando la MSN e Cristiano Ronaldo hanno monopolizzato le scena offensiva mondiale.

Quanto vale Cavani

Attualmente Edinson Cavani ha 30 anni e una stagione da record alle spalle. Il suo livello si è decisamente incrementato dopo la recente annata, e sarebbe potuto salire se ad essa fosse corrisposta una eguale da parte della squadra. Per fare un esempio, Carlos Bacca è stato venduto per 30 milioni dopo aver segnato nella stagione 2014-2015 28 gol con il Siviglia e aver vinto una Europa League. Eppure Bacca era un semisconosciuto al momento di alzare il trofeo, ma la stagione degli spagnoli gli ha conferito una maggior visibilità. Se quest’anno il Psg avesse vinto il titolo come da copione e avesse avuto un cammino europeo come quello del Monaco, sua diretta rivale, oggi Cavani varrebbe almeno 10-15 milioni in più del suo attuale valore. Secondo Transfermarkt il suo prezzo è di 45 milioni di euro e gli sceicchi proprietari del Psg non hanno intenzione di lasciarlo partire per una cifra inferiore. Tuttavia la pecca del Matador è la sua età in quanto non più ventenne, perciò il cartellino non può valere cifre spropositate seppur egli sia ancora lontano da ogni forma di senilità calcistica. Nonostante questo Cavani fa parlare il tabellino, e se di gol quest’anno ne ha fatti 49, un milione a gol potrebbe accontentare i piani economici di Al-Khelaifi.

di Riccardo Belardinelli