Maradona e Careca, l’unica sintonia tra Tango e Samba

maradona e careca, napoli

Se nel calcio le migliori squadre si sono contraddistinte per essere delle grandi orchestre in grado di far convivere magnifici solisti, alcune rivalità o frizioni culturali sono state spesso troppo forti per poter fare la storia. L’eterna contesa e disfida tra i due mondi più fantasiosi di vivere il pallone, ossia quello brasiliano e quello argentino, ha marcato il passo dei tempi di questo sport, soprattutto a livello di nazionali. Dopo l’addio di Neymar Jr a Lionel Messi, una delle poche società tra un verdoro e un gaucho si è sciolta, nonostante il successo assoluto fosse arrivato grazie all’inserimento di Luis Suarez, il cui Uruguay d’origine si trova, casualmente, proprio tra Brasile e Argentina. Tornando indietro nel tempo, l’unica vera e assoluta connessione tra un calciatore formatosi sulle spiagge dell’Atlantico e uno cresciuto tra le pietre di una villa è quella tra Antonio de Oliveira Filho ‘Careca’ e Diego Armando Maradona.

Maradona e Careca- Mondiale 1986

Il primo non – incontro tra i due avvenne in quel mitico mondiale di Messico 1986, quando entrambi segnarono 5 reti a testa, una solo in meno del capocannoniere Gary Lineker, elevandosi a trascinatori assoluti delle proprie nazionali. Careca, che non aveva addosso l’aura e la pressione di Maradona, riuscì addirittura ad eclissare un fenomeno come Zico e solo una sessione disastrosa di calci di rigore contro la Francia gli impedì di puntare al titolo. Sul 10 argentino, invece, la storia ha scritto infiniti libri per l’eternità e i posteri. Fatto sta che durante quelle settimane Diego si rese conto che uno dei suoi più grandi rivali poteva essere il suo principale alleato. Così, un anno dopo, una volta conquistato lo Scudetto, Careca approdò al Napoli, luogo dove fino ad allora i brasiliani spiccarono principalmente in bianco e nero, vedi Cané, Vinicio, Altafini, Sormani e Clerici, eccezion fatta per Dirceu.

Al di là dei pregiudizi

L’intesa tra l’argentino e il brasiliano fu immediata. Del resto, Careca non indossa i vestiti del tipico brasiliano che ama i bagordi e odia gli allenamenti, bensì è tutto il contrario. Tra i due il festaiolo era Diego, che comunque non risentiva degli eccessi notturni in campo, dove si intendeva ad occhi chiusi con il paulista. Prima di allora non era mai esistita una società così spettacolare e concreta formata da due rappresentanti di quella che probabilmente è la rivalità calcistica più feroce e marcata del calcio.
Nonostante la terribile debacle nel finale della stagione 1987-88, Maradona e Careca si presero la squadra sulle spalle quando c’era da farlo, portando il Napoli a vincere una Coppa Uefa che allora aveva un valore molto simile a quello della Coppa dei Campioni. L’anno dopo, nella stagione 1989-90, dopo un ottimo girone d’andata gli azzurri accusarono una battuta d’arresto. Giancarlo Corradini, difensore e gregario, ammise che in quel momento i due campioni si guardarono negli occhi e trascinarono animicamente la squadra alla vittoria del secondo Scudetto, l’ultimo della storia di un Napoli il cui unico neo resterà sempre quella Champions mai neanche sfiorata. L’intesa tra i due andò sempre al di là dei pregiudizi: in campo parlavano la stessa lingua e Careca non serbò rancore per Maradona neanche dopo l’eliminazione agli ottavi di finale di Italia ‘90. Una dimostrazione di rispetto e ammirazione reciproca di quella che probabilmente passerà alla storia come la sola vera coppia gol – spettacolo formata da un argentino e un brasiliano, sotto quella melodia speciale a metà tra la lenta cadenza di un Tango e l’allegra purezza di una Samba.