Chelsea, analisi di una prima debacle inaspettata

Conte, Chelsea Burnley

Brusca caduta quella del Chelsea ieri contro il Burnley. La squadra di Conte non è riuscita durante la prima frazione ad esprimere il gioco a cui i sostenitori dei Blues erano abituati la scorsa stagione, ovvero un gioco caratterizzato da una compattezza in difesa ed una concretezza a centrocampo. Ieri la squadra ospite ha dominato in lungo e in largo i primi 45 minuti fissando il punteggio sullo 0-3 e facendo emergere lacune inaspettate alla squadra londinese. Lacune che fanno presagire una Premier difficile per Conte & Co, che adesso sono obbligati a rispondere.

Debacle Chelsea: le parole di Conte e la nota positiva

Partiamo da un episodio cruciale: quello dell’espulsione di Cahill. Il difensore ha lasciato in 10 i suoi quando il punteggio era ancora in parità e la sua uscita dal campo ha attivato una girandola di imprevisti per il Chelsea, che sembrava avesse subito un cortocircuito. Antonio Conte, durante il post-partita ha voluto analizzare l’accaduto commentando con le seguenti parole: “L’espulsione dopo 10 minuti di Cahill, che comunque mi è sembrata alquanto inopportuna, ha cambiato la situazione. (…) Dobbiamo migliorare perché abbiamo perso la testa. Prendere tre gol in trenta minuti non deve essere roba nostra. Noi dobbiamo essere più freddi e calcolare che la partita è tutta da giocare. Infatti nel secondo tempo, in 10 e poi 9 siamo riusciti a segnare due gol e addirittura ce ne hanno annullato uno. Abbiamo creato diverse chance per pareggiare la partita”. Il tecnico barese ha sottolineato la mancanza di concretezza e di concentrazione, elementi che ieri sono mancati per far sua partita, complice anche un cartellino rosso inatteso che ha decisamente spostato gli equilibri.

Unica nota positiva? Il marchio di Alvaro Morata, utile per aver riaperto il match in un momento delicato. Lo spagnolo, dopo una settimana da incubo, è riuscito forse a scacciar via gli scetticismi e il ricordo del rigore sbagliato a Wembley durante il Community Shield. Il suo coach però ha voluto giustificare il mancato impiego dell’attaccante nel primo tempo: “Da dieci giorni si sta allenando con noi, intensamente per tornare alla giusta condizione fisica e entrare nei nostri meccanismi di gioco. Per questo ho preferito non caricarlo di pressioni anche perché è un ragazzo giovane, ma ha grande esperienza internazionale. Abbiamo grande fiducia per lui. Ha giocato mezz’ora, siamo contenti”. Un Morata forse non al top delle condizioni, quel che è certo è che il centravanti si candida per avere un posto da titolare nella formazione campione d’Inghilterra, frastornata da questo inizio nero ma allo stesso tempo motivata dalla batosta appena subita.

di Giovanni Benvenuto