Buon inizio per il VAR, ma non è un freno alle polemiche

var serie a

Dopo gli esperimenti effettuati nel pre-campionato ed i primi riscontri avuti all’estero, anche nella nostra Serie A ha esordito il VAR con risultati davvero sorprendenti. Tanti erano i dubbi a riguardo: rallenterà troppo il gioco? Sarà davvero efficace? Ridurrà il rischio di errori decisivi? La risposta a queste domande analizzando i match in cui è stato utilizzato ieri è “decisamente si”. Ovviamente è un giudizio parziale ed è innegabile che persisteranno pensieri contrastanti visti gli episodi border-line che in ogni caso vanno interpretati dalla singola persona, ma diciamo che attraverso il video-assistente può essere fatta una grande scrematura di problemi, polemiche e “gossip” di postpartita. L’impatto del VAR è stato in ogni caso ben accolto da allenatori, cronisti ed incredibilmente giocatori, che non solo non hanno praticamente mai richiesto il suo utilizzo protestando (anche perché rischiano l’ammonizione nel farlo) ma hanno serenamente accettato le decisioni prese dal direttore di gara, dando una smorzata agli atteggiamenti aggressivi che siamo abituati a vedere dopo ogni episodio “dubbio”. Ma il tempo speso ad attendere il responso finale non è troppo? In realtà si è dimostrato perfettamente accettabile, in particolar modo in caso di “silent check”, vale a dire quando la decisione presa dall’arbitro viene considerata valida dall’assistente video. Inoltre l’utilizzo, come è stato più volte spiegato, viene centellinato solo in caso di irregolarità che portano ad un gol, calci di rigore, espulsioni dirette e scambi di persona nell’utilizzo dei cartellini. Andiamo quindi ad analizzare nel dettaglio gli episodi delle partite di ieri in cui è stato necessario l’intervento del VAR.

Juventus-Cagliari, VAR su rigore e “silent-check”

Nel match di apertura della Serie A tra Juventus e Cagliari, l’arbitro Maresca si è avvalso dell’assistente video in due occasioni principalmente. La prima avviene al 38′ del primo tempo, quando in seguito ad una percussione sulla sinistra della squadra sarda, Alex Sandro colpisce da dietro l’attaccante Cop mandandolo a tappeto in area di rigore. Il fischietto di Napoli lascia proseguire ma, quando la palla esce, viene allertato dall’assistente e ritorna sui suoi passi. Si reca nell’apposito box, riguarda l’azione e fischia il rigore per il Cagliari. Il tempo trascorso tra l’interruzione di gioco e l’indicazione della massima punizione è di 41 secondi, decisamente accettabile se si pensa alla “pesantezza” dell’errore evitato. Da sottolineare come sia Allegri che i giocatori bianconeri abbiano serenamente accettato la decisione, senza sollevare un minimo di protesta.

Il secondo episodio riguarda la rete realizzata da Dybala ed è forse più controverso. Su lancio di Pjanic l’argentino scatta sul filo del fuorigioco e dopo aver controllato palla insacca alle spalle di Cragno. Qui sono in discussione sia la posizione regolare del 10 della Juve che la regolarità del suo stop, a metà tra spalla e braccio. Il VAR non interviene e, sulla protesta dei giocatori cagliaritani, si nota chiaramente l’arbitro rispondere “abbiamo controllato sia il fuorigioco che lo stop, tutto regolare”. Silent-check dunque, ma l’interpretazione resta soggettiva: con il fermo immagine la palla è palesemente a metà tra braccio e spalla e, dunque, in casi come questi subentra il parere del singolo. Insomma…se si vuole far polemica non c’è VAR che tenga!

Verona-Napoli, tutto regolare

L’arbitro che ha diretto invece il match serale tra Verona e Napoli era Fabbri di Ravenna che a sua volta è stato aiutato dal VAR in un episodio molto delicato. In occasione del primo gol degli azzurri, il corner di Callejon sfreccia davanti al portiere Nicolas che esce a vuoto. Il pallone si stampa su Souprayen per poi finire in rete, portando la squadra si Sarri in vantaggio. In questo caso gli scaligeri protestano per un’eventuale blocco di Koulibaly sull’estremo difensore, ma il direttore di gara è certo: “Era fermo”.  Per essere sicuro della sua decisione consulta però il VAR che conferma: Koulibaly non disturba il portiere mentre Milik è già in aria quando Nicolas in uscita gli frana addosso. Anche in questo caso silent-check e gol regolare, come sentenziato da Fabbri con il classico segno con le mani del video prima di fischiare la ripresa del gioco.

Da valutare invece la decisione in occasione dell’espulsione di Hysaj e conseguente rigore assegnato al Verona. Sembra infatti che i due giocatori si strattonino vicendevolmente, ma l’arbitro valuti come fallosa esclusivamente quella dell’albanese. In questo caso il video assistente non interviene, considerando, seppur al limite, giusta l’interpretazione del direttore di gara. Anche qui sta al singolo giudicare l’entità di un fallo ed a quel punto la decisione di rosso più rigore è conseguente, VAR o non VAR.

Insomma, l’esordio del VAR ha reso tutti (o quasi) contenti di questa piacevole innovazione, che è riuscita ad evitare (almeno per il momento) inutili proteste ed a restituire serenità ai giocatori in campo. Il punto è: quanto durerà? Staremo a vedere nei prossimi match, certi che l’italico spirito di polemica saprà tener testa anche a questo.