Wayne Rooney, un simbolo per l’Everton

Rooney Everton

Serata da incorniciare quella di ieri sera per Wayne Rooney. L’attaccante dei Toffees ha sfoderato una prestazione sensazionale all’Etihad Stadium contro il Manchester City, segnando anche il duecentesimo gol in Premier League. Rinascita per il centravanti inglese, forse finito ai margini l’anno scorso nel progetto tattico di José Mourinho. L’inizio di stagione con l’Everton lascia ben sperare per un’annata da ricordare e per degli obiettivi ambiziosi da raggiungere.

Wayne Rooney ed il suo ruolo nei Toffees

Che il Goodison Park fosse la seconda casa di Wayne non ci voleva molto per capirlo. Il figliol prodigo adesso è tornato alla base, proprio in quel campo in cui ha dato i suoi primi calci al pallone. Lui non aspettava altro, quasi emozionato come un bambino nel percorrere quel tunnel verso il terreno di gioco. Il suo ritorno ha fatto subito eco in città perché lui non è un giocatore qualsiasi, bensì uno degli attaccanti più forti della storia del calcio inglese. Sembra ieri quando Wayne stregava l’Inghilterra all’età di sedici anni e adesso la musica per lui sembrerebbe non essere cambiata. Corre, segna e gioca per la squadra: questi i compiti del numero dieci blu, quasi un dovere verso la compagine che l’ha quasi messo al mondo. Il suo apporto alla squadra di Liverpool pare abbia fatto bene ed il gol numero duecento in carriera è stata la ciliegina sulla torta verso un ritorno sulla cresta dell’onda. Ma lui non si limita a lasciare il segno soltanto in campo: il giocatore è diventato un punto di riferimento verso le nuove leve che si candidano ad essere pilastri dell’Everton che verrà. Un ritorno dolcissimo, un remake ben riuscito. Rooney si è ripreso così la piazza che l’ha lanciato con quella maglia numero 10 che sembrerebbe la giusta coronazione verso un’icona quasi insostituibile e verso un uomo che ha ancora molto da dare a questa squadra.

di Giovanni Benvenuto