PSG da capogiro a Glasgow, i tre tenori non deludono

Cavani Psg

L’Equipe stamattina titola “Les parc des Princes”. Facendo riferimento anche al nome dell’impianto di Glasgow, il Celtic Park, il quotidiano richiamava al proprio stadio parigino per evidenziare la splendida performance della MCN, il nuovo trio delle meraviglie all’ombra della Tour Eiffel. Ieri il PSG ha strapazzato un proattivo Celtic che con i denti affilati era sceso in campo per dimostrare al pubblico del Parkhead che i biancoverdi non sono l’ultima ruota del carro. Invece la partita di Glasgow è stato un monologo dei parigini che con un calcio fluido e organizzato ha inscenato una bella giostra, con tanto di numeri circensi e giocate funamboliche, annullando i padroni di casa. Il nuovo attacco dei francesi è un’opera fatta di spregiudicatezza tecnica degli esterni e senso del gol della punta centrale, che ieri ha realizzato una doppietta storica. Con i due gol di ieri Cavani è diventato il miglior marcatore in Champions League del club parigino e le premesse per affondare nel record sono prosperose, visto che fra i compagni di squadra, oltre che a un certo Verratti, da quest’anno ci sono anche Mbappe e Neymar.

Neymar, Cavani, Mbappé: figli delle stelle?

Lo show di Glasgow ha sancito la perfetta coesione del sistema offensivo programmato da Emery, a cui dopo le critiche della scorso stagione la società ha consegnato una squadra da capogiro, la quale senza mezzi termini deve iscriversi ai pretendenti della vittoria della Champions. Neymar si è conquistato il primato di vero protagonista del PSG perché con lui la squadra ha un riferimento sulla fascia capace di catalizzare l’attenzione degli avversari solo sul brasiliano. Per caratteristiche tecniche è unico, tant’è che ieri in quel primo gol si è vista tutta l’eleganza e la cattiveria di certe reti già viste al Camp Nou. La gamba che parte dolcemente, un istantaneo sguardo alla porta e poi un colpo secco con il pallone che schizza sotto l’incrocio. E’ Neymar, nulla da dichiarare. Il brasiliano ha anche servito l’assist per l’altro esterno, dimostrandosi il vero epicentro offensivo del PSG. Finiti gli aggettivi per O’Ney, gli occhi vanno su un altro protagonista della gara scozzese. Ottima prova anche per l’enfante prodige Mbappé, ieri non proprio il migliore in campo ma che ha dimostrato di saper star dietro all’importante livello tecnico degli altri due compagni di reparto. Dei tre davanti è l’unico a non aver finito la partita ma è anche il più giovane, sintomo che seppur l’ex monegasco sia un diamante ha ancora parecchia strada da fare prima di iniziare a brillare al massimo delle possibilità. Fra i tre, il francese è sicuramente quello che ha reso un po’ meno, eppure è riuscito a timbrare il cartellino con una rete che gli permette di scrivere la storia della partita. Non che debba necessariamente essere una sfida personale ma Mbappé è l’unico che davanti deve dimostrare qualcosa visto che sia Neymar che Cavani hanno un curriculum che non ha bisogno di presentazioni. Intanto l’intesa con l’uruguagio sembra perfezionarsi partita dopo partita, e Emery può sperare che già nel match contro il Bayern Monaco, la prima vera grande prova per i parigini, la squadra sia rodata al 100%. C’è infatti qualche imperfezione da sistemare, tipo la fase difensiva: Neymar non è certo un’ala nota per il suo sacrificio e quando il PSG difende Emery fa scalare il centrocampo più che le fasce offensive. In ogni caso questi sono problemi che il tecnico spagnolo avrà tempo di risolvere visto che per ora la sua squadra ha subito solo 3 gol in sei partite. Il numero dei gol segnati è meglio non dirlo, potrebbe far girare la testa.