Real Sociedad, una possibile capolista alternativa che sfida il Real Madrid

A metà settembre sulle rive della spiaggia della Kontxa di San Sebastián il vento e la pioggia, che qui battono trecento giorni all’anno, propongono un’anteprima d’inverno grigio e tormentato. I tifosi della squadra di casa, abituati a questo clima oceanico e ostile, lo prende però come un segnale positivo in un periodo in cui alla Real Sociedad va tutto a meraviglia. Seconda in classifica in Liga con 9 punti su 9 (ma con una partita in meno rispetto al Barcelona capolista), la squadra di Eusebio sta raccogliendo i frutti di un lavoro profondo e accurato, basato su quella filosofia di gioco di cruyiffiana memoria della quale l’allenatore spagnolo è stato diretto fruitore. In seguito alla roboante vittoria per 4-0 di giovedì sera contro il Rosenborg in Europa League, i baschi si preparano ad affrontare il Real Madrid che attraversa un momento difficile in campionato e dista ben 4 lunghezze all’indietro in classifica. Dando uno sguardo alla formazione titolare txuri urdin, notiamo che una buona parte dei componenti provengono dal settore giovanile della squadra biancoblu. Su tutti il centrale di difesa Iñigo Martínez, il regista Asier Illarramendi, l’ala sinistra Mikel Oyarzabal e l’esperto trequartista Xabi Prieto, capitano di un gruppo che sembra aver trovato l’armonia giusta per diventare l’hype assoluta della stagione di Liga 2016-17. Già l’anno scorso capace di sviluppare un gioco molto fluido, veloce e azzardato, con l’attacco come leit motiv, l’undici di Eusebio sembra finalmente maturo per dare l’assalto al campionato come grande outsider, subito dietro, almeno sulla carta, a Real Madrid, Barcellona e Atletico Madrid, che negli ultimi anni hanno monopolizzato il podio del campionato spagnolo.

La maturità di Illarramendi

Il calciatore che sarà più motivato a far bene stasera contro i blancos sarà, senz’ombra di dubbio, Asier Illarramendi, mediano metodista e perno del centrocampo di Eusebio, che dall’estate 2013 all’estate 2015 ha militato proprio nel Real Madrid. Etichettato troppo in fretta come il nuovo Xabi Alonso, Illarra, come lo chiamano nella sua Mutriku natal, ha sofferto la pressione del Bernabeu e la lontanza da casa, di quel posto dove si riuniva con gli amici e giocava alla pelota vasca durante il tempo libero. Tornato a casa dopo non essere riuscito a brillare in maglia bianca, il numero 4 della Real ha adesso raggiunto la maturità assoluta per essere leader nella sua Real e mettersi in coda dietro a Busquets per il ruolo di mediano della nazionale spagnola. L’esame di stasera contro quello che fu il suo Real Madrid, di fronte a mostri come Modric, Casemiro e Kroos, sarà fondamentale per vedere di cosa è capace. E ad Anoeta tutti pendono dai suoi piedi.