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Gennaro Gattuso si racconta. La sua decisione di lasciare il Milan è stata forse la più sorprendente tra quelle arrivate in questi giorni tra i senatori del gruppo. “Non volevo essere la mascotte della squadra” spiega alla stampa, “andrò via per un anno ma certamente tornerò, probabilmente con un altro ruolo”. Quale allora il futuro? “Non ho avuto contatti con nessuna squadra, ma mi piacerebbe tornare ai Rangers, è lì che sono diventato uomo. So che a Glasgow la situazione economica non è florida, anzi è piuttosto incasinata, ma la mia sarebbe una scelta di cuore, voglio partire da dove sono partito”.

Gattuso parla anche di alcuni momenti significativi della sua esperienza al Milan: “I recenti problemi di salute, ho avuto timore ma ne sono venuto fuori grazie al Milan che è una famiglia, ed alle altre persone a me vicine”. Tanti gli episodi belli ed indimenticabili, “ma io ricordo Istanbul, una tragedia sportiva che ha tormentato le mie notti per mesi. Invece la soddisfazione maggiore è stata la Champions del 2003 contro la Juventus, ed in semifinale avevamo battuto l’Inter…vittorie che valgono più della coppa”.

Sempre sul futuro: “Frequenterò il corso per allenatore di seconda categoria a Coverciano, nel mezzo giocherò certamente per qualche anno ancora e poi resterò a vivere a Gallarate, a due passi da Milanello. Amo la Calabria ma ormai ho messo radici qui, tornerò spesso giù a trovare mamma e papà. Posso garantirvi che la mia strada non si intreccerà mai con quelle di Juve ed Inter, io non voglio loro e loro non vogliono me, nel nome di una sana rivalità sportiva”.

Torniamo alla decisione di lasciare…quali le reazioni? “Per i compagni è stato uno shock, ma avevo deciso così da un mese, la società invece già sapeva e Galliani ha provato a trattenermi, lo ringrazio. Come ringrazio Allegri ed Ancelotti, due allenatori molto diversi ma coi quali ho avuto il rapporto che ogni calciatore sogna. Ancelotti per quello che ha fatto meriterebbe una statua al centro sportivo”. Ed i tifosi pensano lo stesso di Gattuso, un’altra bandiera piegata e riposta nel cuore.

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