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…anzi, li toglie. Il 10, ritirarlo o no? Sarebbe un tributo doveroso nei confronti di Alessandro Del Piero, il campionissimo della storia recente bianconera. Pinturicchio ha espresso con molta umiltà, come suo solito, il desiderio che questo atto di amore nei suoi confronti non avvenga, per lui contano solo la Juventus, i suoi tifosi e la lunga storia d’amore avuta insieme, per il futuro possono bastare i ricordi e le nostalgie che riempiranno i giorni a venire. Il 10, la fantasia fatta numero, ed Alex pensa che non sia giusto che la sua Juve più in là negli anni non debba avere un altro Del Piero, ma soprattutto vorrà anche lui vedere quell’uno e quello zero uniti sulla stessta maglia perché vuole far capire come si senta in fondo un uomo qualunque, come tale è stato trattato dal presidente Andrea Agnelli…poche righe di ringraziamento, qualche sorriso di facciata e la confessione dello stesso Del Piero che nessuno della dirigenza gli abbia chiesto di restare, e che quindi 19 anni non meritino un certo tipo di valutazioni. Forse un po’ di stile in più a quelli di corso Galileo Ferraris non avrebbe guastato.

Il 30. E’ il pensiero fisso dell’intero popolo bianconero. Il 30 per loro rappresenta la perfezione, il massimo, come agli esami universitari, sta a simboleggiare la giustizia che secondo loro non c’è stata. Perché se ce li togliete gli scudi almeno non dateli a loro, che tutti hanno rubato la merendina al compagno e tutta la classe lo sa. Anzi, quelle due merendine sono nostre, maestro, ce le renda…è più o meno questa la situazione tragicomica che questi 6 anni velenosi hanno creato. Non entriamo nel merito, c’è chi dice 30 mentre Blatter ed Abete dicono 28 e Platini non dice niente. Il disegno della società è chiaro, ci saranno le due stelle storiche sul petto ed una nuova nel logo, stilizzata in maniera diversa ma con lo stesso significato. Con buona pace di chi vorrà contestare. Intanto è uscita fuori la voce Cavani, per prenderlo i numeri dovranno essere belli grossi…

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