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Le strade di Alessandro Agostini e del Cagliari si dividono. Dopo 8 anni e mezzo la vita impone nuove scelte professionali, e per Agostini è giunto il tempo di lasciare la Sardegna. In totale è sceso in campo 281 volte con le Teste di Moro sul petto, e tutte queste presenze lo hanno fatto il terzo giocatore più fedele di sempre nella storia del club dietro ai totem dello scudetto Gigi Riva e Nenè (omonimo del brasiliano dei giorni d’oggi). Se ne andrà come un giocatore qualunque Agostini, senza celebrazioni, senza saluti, come se invece di nove stagioni fosse rimasto al Cagliari per nove mesi. Il suo campionato si è concluso addirittura in anticipo, non venendo convocato per l’ultima partita, giocata a Firenze.

Agostini, proprio fiorentino di nascita, se ne va così, in silenzio. Il prossimo anno sarà padrone di un’altra fascia sinistra, sentirà altri tifosi ad incitarlo…e magari quando avrà di fronte il Cagliari sarà motivato da un po’ di sana rabbia sportiva nei confronti di una dirigenza che, va detto, gli ha mancato di rispetto. E’ triste che debba finire così, con un contratto in scadenza e senza una sola riga di ringraziamento, ma i tifosi, quelli non dimenticano.

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