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Oggi potrebbe essere il giorno del Montpellier. Se dovesse fare lo stesso risultato del Psg o se anche solo pareggiasse in casa del già retrocesso Auxerre sarebbe scudetto, e suonerebbe come l’impresa dell’anno, più dei 100 punti con i quali il Real Madrid ha trionfato nella Liga, più della Serie A senza tanti rivali che ha incoronato la Juventus, più della Premier League conquistata all’ultimo con un finale thrilling dai milionari del Manchester City, più della Bundesliga vinta da un Borussia Dortmund tritatutto. Perché il piccolo Montpellier nessuno sapeva chi fosse, probabilmente in molti ignorano in che parte di Francia si trovi, e stasera la squadra della Linguadoca avrà l’opportunità di insegnarlo a tutti.

C’è un appuntamento con la storia, una rivincita dei poveri da onorare. Dall’altra parte c’è un Paris Saint-Germain che sentiva di poter risorgere in questa stagione dopo l’arrivo degli arabi e dei loro petrodollari, programmando di vincere in Francia prima, in Europa poi. Non andrà così, e nonostante i proclami della vigilia per i quali gli uomini di Carlo Ancelotti vanno a Lorient con ancora tutto da giocarsi sembra invece che non sia così. Dovrebbe succedere un vero e proprio disastro sportivo affinché la Ligue 1 imbocchi la strada per Parigi, e francamente nessuno se la sente di credere che le cose andranno diversamente.

La formazione arancioblu ha sconfitto nella scorsa giornata il Lille per 1 a 0 ipotecando così il campionato. Nelle ultime gare sugli spalti di casa c’era sempre il tutto esaurito, cuori dei tifosi che hanno spinto al 94° minuto contro il Lille, campione uscente, alla vittoria grazie al gol del marocchino Karim Aït Fana, rivelazione come altri suoi compagni, solo 23 anni.

Una squadra che può contare su un budget di soli 36 milioni di euro. Il presidente: “Abbiamo il destino nelle nostre mani. E noi non siamo programmati per essere campioni”. Con in mano il trofeo di miglior allenatore, è il mister René Girard, 58 anni, l’unico che conosce momenti così: già col Bordeaux, da calciatore vinse tre titoli e oggi ai suoi ragazzi può spiegare come affrontare questo momento:

“Non abbiamo ancora vinto niente. Ai giocatori dico soltanto: giocate in modo da non avere rimpianti”.

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