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Seconda parte della nostra rassegna sui giocatori di Serie A che quest’anno sono passati da una squadra all’altra e, tirando le somme del campionato, ne hanno beneficiato:

Antonio Nocerino: Un vero e proprio affare, arriva al Milan in cambio di mezzo milione di euro e qualche nocciolina e frantuma la diffidenza di tutti a suon di ottime prestazioni ed inaspettatamente anche di gol, ben 10 in campionato e 1 in Champions League, bel bottino per uno che mai praticamente vedeva la porta avversaria. Nocerino era proprio quello di cui il Milan aveva bisogno, in particolare considerando il campionato di alcuni suoi compagni come Boateng ed Aquilani…si impegna, si sacrifica, completa il gioco degli altri in mediana, appoggia le punte, si propone… impossibile per Prandelli non convocarlo agli Europei.

Gokhan Inler: presentato al suo acquisto con una maschera da leone, nei primi mesi si mostra a tratti più come un gatto dal pelo arruffato. La svolta che gli cambia la stagione avviene il 7 dicembre a Vila-Real, quando segna il suo primo gol in Champions League, il gol qualificazione del Napoli agli ottavi. E si ripete nella sfortunata trasferta di Londra. Due gemme che impreziosiscono la sua stagione coronata all’ultimo dalla conquista della Coppa Italia, il suo primo trofeo da quando gioca in Italia. E le prestazioni nella seconda parte della stagione migliorano, il trasferimento a suon di milioni da Udine a Napoli, inizialmente criticato, gli ha invece giovato.

Blerim Dzemaili: Stesso discorso di Inler. Arriva per dieci milioni più Blasi e Santacroce (e qualche punta di scetticismo in più) dal Parma e subito finisce in panchina, surclassato da Gargano che ha dalla sua una frenesia di movimento che invece lo svizzero non possiede nel breve spazio. Ma da dicembre le cose cambiano e pur non essendo sempre titolare guadagna la stima dei tifosi e di Mazzarri, il quale si affida a lui al punto tale da diventare in certe partite l’ago della bilancia nelle strategie tattiche degli azzurri, segnando pure 3 gol. Anche lui, come Inler, a fine stagione può dirsi molto soddisfatto di quanto fatto, così come il Napoli può sorridere di averci puntato su.

Jonathan Biabiany: l’esterno francese rischiava di diventare un eterno incompiuto, complice la sciagurata scorsa stagione nella quale da vincitore del Mondiale per Club con l’Inter si è poi ritrovato a retrocedere in Serie B con la Sampdoria. La sua seconda esperienza a Parma si rivela buona quanto la prima, se non migliore. Gioca quasi spesso prima con Colomba e poi, dopo qualche difficoltà iniziale, con Donadoni, offrendo sempre impegno, dedizione e concretezza, un po’ una novità per lui che specialmente nelle sue prime apparizioni in Serie A si mostrava troppo precipitoso. Oggi è molto migliorato, ha fatto le fortune del Parma assieme a Giovinco ed è pronto per giocare in qualche squadra anche più importante.

Mattia Destro: Piacevole sorpresa, anche per Prandelli, Destro è un attaccante dal fisico imponente eppure armonioso, è rapido, elegante nei movimenti, cerca e trova spesso le belle giocate ed ama partecipare all’azione. Molto bravo anche nel giocare in anticipo sul portiere, per alcuni ricorda Ibrahimovic. Già lo scorso anno con il Genoa fece intravedere buone cose, la consacrazione è però giunta con il Siena e grazie agli insegnamenti di mister Sannino, che coi giovani ci sa fare, ha segnato 12 gol quadruplicando il valore del suo cartellino. Adesso se lo contendono l’Inter ed il Genoa e certamente spunteranno altre pretendenti.

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