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Maidirecalcio.com ha contattato Paolo Del Genio, apprezzatissimo giornalista di Canale 8 e conduttore della nota trasmissione sportiva “A Tutto Campo”. Paolo è molto ammirato dai tifosi del Napoli per la sua competenza tattica ed il garbo e la chiarezza che ne contraddistinguono lo stile ed è ben conosciuto dagli appassionati sportivi della Campania. Insieme abbiamo parlato del futuro della squadra azzurra:

Ciao Paolo, grazie per aver accettato il nostro invito. Cominciamo col domandarti qualcosa sull’argomento che tiene banco da un po’ di tempo ormai, la probabile cessione del Pocho Lavezzi: pensi che il procuratore Alejandro Mazzoni più del giocatore stia spingendo per andare via da Napoli?

Ciao e grazie a voi per avermi invitato. Il ruolo giocato da Mazzoni immagino possa aver pesato il giusto poiché è il suo lavoro migliorare la condizione economica del suo assistito per poterne a sua volta beneficiare, se ha potuto spendere una parola l’ha fatto per il trasferimento. Su Lavezzi in base a quanto visto in questi cinque anni reputo sia un ragazzo senza una consistente personalità, non ha quasi mai rilasciato interviste e preso una posizione nette. La sua partenza fa parte del calcio.

Dicci tre nomi ideali per sostituire il Pocho negli schemi tattici di Mazzarri, ed il tuo preferito tra questi:

Giovinco mi piace, Ramirez del Bologna pure, ma Jovetic è perfetto. Il montenegrino sarebbe l’ideale per una serie di fattori, nell’immediato si pone allo stesso livello di Lavezzi ed in prospettiva lo considero anche migliore. Vede la porta, tira meglio le punizioni ed i rigori, è più giovane avendo solo 22 anni ma ha già una esperienza equiparabile a quella di Lavezzi se non maggiore, visto che da quando è alla Fiorentina ne è diventato il giocatore più rappresentativo

E per la difesa cosa pensi vada fatto? Puoi dirci qualcosa di Yanga-Mbiwa del Montpellier che si dice sia prossimo a firmare col Napoli?

E’ un giovane interessante, forte per il campionato francese, da valutare per quello italiano che è più competitivo. Bisogna vederlo in una squadra italiana importante, i giocatori provenienti dall’estero hanno bisogno di un po’ di tempo per ambientarsi prima di diventare affidabili ma spesso accade che fai degli acquisti per migliorare e poi ti accorgi che, prestazioni alla mano, gli uomini vecchi offrono un rendimento migliore rispetto ai nuovi. In definitiva prenderei Yanga-Mbiwa ma senza considerarlo un titolare almeno all’inizio.

A proposito di altri obiettivi azzurri, come vedi Cuadrado ed Armero?

Cuadrado sarebbe un bel colpo. Armero pure ma confrontandolo con Cissokho del Lione scelgo quest’ultimo perché possiede già una certa caratura internazionale. E poi c’è Zuniga che con Mazzarri ha imparato a giocare benissimo anche a sinistra, non credo che il Napoli abbia bisogno di prendere due mancini. Qualsiasi mossa Bigon vorrà fare dovrà essere veloce perché la competizione è tanta. Squadre inglesi, spagnole, russe…sono difficili da affrontare sul mercato poiché possiedono disponibilità di spesa notevoli sia per acquisto che per ingaggio.

Parlando di questioni fuori dal campo puoi dirci la tua sull’addio del dg Marco Fassone, approdato all’Inter? Solo una scelta professionale?

Non so dare una risposta su questo. Abbiamo avuto modo di constatare che si tratta di una persona perbene ma essendo un dirigente deputato tra l’altro all’area non sportiva è complicato interpretare questa scelta. Così come sul suo operato è difficile fornire un giudizio.

Torniamo al mercato: Tymoshchuk ed Insigne, che ne pensi?

L’ucraino è un giocatore di spessore, sarebbe un ottimo acquisto perché rappresenta il prototipo di centrocampista richiesto da Mazzarri. Ha esperienza internazionale, una duttilità che lo porta a saper giocare bene in più ruoli, specialmente da mediano e da centrale di difesa e possiede un notevole tiro da fuori. Su Insigne vi dico che per me è già pronto per calcare il prato del San Paolo, tutto sta ora nelle prossime scelte di mercato però. Se il Napoli deve tenere tre attaccanti forti più Vargas allora è giusto che Insigne, anziché fare panchina in maglia azzurra, giochi in prestito anche la prossima stagione in modo tale da ottenere una conferma definitiva.

Su quale giocatore della rosa attuale non vale più la pena puntare? E con Vargas che fare?

Dossena è ormai una storia finita. Fideleff è difficile riproporlo, Santana e Donadel anche. Per il resto terrei tutti, non farei rivoluzioni perché i 14-15 che hanno giocato quest’anno rappresentano per Mazzarri una buona base su cui partire. Vargas non ha avuto spazio ma nonostante finora sia stato una incognita lascia ben sperare per il futuro.

Su di te infine: la tua competenza tattica e la bravura nel leggere le partite fanno pensare che tu abbia intrapreso una carriera da allenatore, è così?

Grazie per i complimenti. Non ho studiato a Coverciano o in luoghi per così dire “ufficiali”, la mia preparazione fa parte del mestiere e deriva dall’aver potuto osservare molti allenamenti e tanto lavoro sul campo. Inoltre è una passione che ho coltivato anche da autodidatta, in passato ho avuto modo di allenare in tornei amatoriali. Avere a che fare col calcio da una dimensione diversa da quella di semplice spettatore ti porta a capire questo sport ad un livello più profondo.

L’ultima domanda: quanti caffè al giorno sei costretto a bere con i tuoi numerosi ammiratori?

Vi concedo uno scoop, siete i primi a rivelarlo: Paolo Del Genio non beve caffè! Al di là delle battute scherzose, non vado molto in giro ma quando mi capita mi fermo spesso per strada a parlare con tifosi ed appassionati di calcio, mi succede almeno un centinaio di volte al giorno e lo faccio con piacere perché è una gratificazione per il mio lavoro. Poi con Facebook e le telefonate in diretta in trasmissione l’interazione è ottima. Spesso e volentieri si riesce a parlare meglio coi tifosi che con qualche collega.